Recensione 11 min

Pro Evolution Soccer 2015

ATTENZIONE: Questo è il nostro primo review update. D’ora in poi, dopo un periodo variabile (di solito tra le 2 e le 4 settimane) dall’uscita di un gioco, aggiorneremo alcune recensioni che lo necessitano con una nuova valutazione, o assegneremo semplicemente il voto nel caso non sia stato fatto nell’articolo iniziale. Abbiamo deciso di farlo per svariati motivi:
1- Molto spesso durante gli eventi review testiamo l’online dei giochi in ambienti chiusi e controllati, ed è capitato che il funzionamento del multiplayer risultasse ben diverso al momento dell’uscita.
2- A volte non ci è dato modo di testare la solidità del netcode e dell’infrastruttura online prima della release, e siamo pertanto costretti a basarci sulla fiducia nei confronti del distributore.
Con questi update invece abbiamo modo di ritoccare la valutazione in caso di brutte sorprese, e di tenervi informati sulla situazione.
Nel caso il gioco venga sistemato completamente nel periodo successivo al nostro update, la recensione iniziale tornerà valida, e verrà probabilmente ritoccata con l’arrivo di aggiunte inaspettate. Speriamo così di informarvi nel modo più completo possibile.
UPDATE:

Dopo qualche giorno di attesa siamo finalmente riusciti a mettere le mani sul comparto online del titolo, con i server ufficialmente aperti lo scorso 13 Novembre in occasione del lancio del gioco nei negozi. Iniziamo subito parlando del netcode che ha mostrato qualche segnale di incertezza. Oltre a qualche attesa di troppo al momento della ricerca dell’avversario, troviamo infatti una lieve presenza di lag che puó compromettere qualche partita. Non è mai un problema che rende le partite ingiocabili, ma potrebbe dare fastidio in occasione delle conclusioni a rete, dove basta tenere troppo caricato il tiro per sparare il pallone alle stelle. Konami sembra comunque essere già a conoscenza dei problemi, con una serie di manutenzioni in programma che dovrebbero sistemare la situazione.

Non tantissime le modalità, che offrono peró alcuni spunti interessanti. Partiamo dalle classiche stagioni online, in cui cercheremo di scalare tutte le divisioni proprio come accade su Fifa. A differenza del titolo EA non verremo però premiati con i classici tre punti dopo ogni vittoria, ma con un punteggio variabile a seconda della squadra che andremo ad utilizzare: vincere una partita con una squadra di seconda fascia ci porterà dunque un premio più consistente rispetto ad una vittoria con un top team europeo. Tutto questo per invogliare gli utenti ad utilizzare squadre alternative rispetto alle classiche Bayern Monaco, Real Madrid e Barcellona, con il risultato di vedere match sempre diversi fin dalle divisioni più basse. 
Presente poi la possibilità di disputare partite amichevoli con un massimo di 22 giocatori e le competizioni online, veri e propri tornei con tanto di organizzatori che verranno aggiornati continuamente. Infine abbiamo la vera novità del titolo, quel My Club designato da molti come alternativa ad Ultimate Team e che prende il posto della Master League Online. Molte sono però le differenze, a partire dall’assenza di un vero mercato in cui comprare e vendere i propri giocatori. In My Club infatti, per migliorare la nostra rosa ingaggiando giocatori sempre più forti, dovrete fare ricorso agli agenti, ottenibili o dopo aver disputato un numero fisso di partite o facendo ricorso alle monete MyClub (comprabili dallo store del gioco a fronte di una piccola spesa in denaro reale). Possibile anche ingaggiare i giocatori in prestito, alternativa che permette di provare un gran numero di atleti ad un prezzo low cost. Fondamentale anche il ruolo dell’allenatore, determinante per il destino della nostra squadra. Ogni manager ha infatti le proprie tattiche specifiche per la squadra, a partire dal modulo fino ad arrivare al comportamento in campo. Prendere giocatori compatibili con l’allenatore ci permetterà di aumentare velocemente l’alchimia di squadra, con i nostri acquisti che si comporteranno meglio sul terreno di gioco, compensando le carenze tecniche dei primi calciatori a nostra disposizione. La nostra rosa avrà infine un costo totale, somma del costo di ogni giocatore della squadra, che non deve mai superare la capacità gestionale del nostro allenatore, pena una forte riduzione dello spirito di squadra. Per costruire una squadra piena di stelle è dunque necessario affidarsi a grandi allenatori, acquistandoli da un catalogo che varia ogni giorno. Varie anche le competizioni dove potremo far scendere in campo il nostro club, dalle classiche stagioni online fino alle divisioni dove dovremo metterci nei panni dell’allenatore, dando istruzioni e compiti precisi alla squadra senza poterla controllare direttamente. La modalità risulta dunque abbastanza varia, anche se l’assenza di un vero e proprio mercato, anche affidato alla CPU come gli scorsi anni, potrebbe far storcere il naso a molti, vista l’impossibilità di scegliere direttamente i giocatori della propria rosa.
Pur con qualche mancanza e dei singhiozzi migliorabili nel netcode, l’online di PES 2015 si è rivelato solido e divertente, confermando le ottime impressioni date dal gioco base. Quest’anno avete una scelta concreta quando si tratta di calcio virtuale ragazzi, Konami ha fatto un gran lavoro in tutti i campi, ed è riuscita a ridare lustro al suo marchio sportivo numero uno.
Fine update.
Novembre: il campionato di calcio è ormai nel vivo e si iniziano a delineare quali saranno le squadre che si giocheranno lo scudetto. Novembre è anche il mese in cui arriva nei negozi PES 2015, ultimo titolo della serie calcistica di Konami, chiamato al riscatto dopo un’edizione deludente, caratterizzato da numerosi problemi al comparto online che avevano reso il titolo ingiocabile per molti mesi. Proprio per evitare il ripetersi di questi errori, il team di sviluppo ha deciso di prendersi più tempo, migliorando il gioco basandosi anche sui numerosi feedback delle community, per creare un titolo all’altezza delle console di nuova generazione. Dopo numerose preview, che ci avevano convinto della buona qualità del prodotto, siamo finalmente venuti in possesso del gioco, per vedere se le promesse sono state mantenute.
Grafica roboante
Partiamo dall’aspetto grafico del titolo, mosso anche per questa edizione dal Fox Engine, libero di esprimere finalmente tutto il suo potenziale: il risultato è generalmente buono, con i giocatori più famosi riprodotti in maniera fedele in ogni più piccolo dettaglio mentre discorso diverso per i giocatori di seconda fascia, con volti predefiniti e spesso difficilmente riconoscibili. L’utilizzo del Player ID, che permette di riprodurre i movimenti reali dei giocatori, dalla caratteristica corsa di Ronaldo al dribbling di Robben, è stato esteso a molti più giocatori per garantire una maggiore fedeltà del titolo. Notevole anche la resa del manto erboso, in particolare durante le partite sotto la pioggia, con il campo che influenza direttamente la traiettoria del pallone, con il serio rischio di vedere la palla schizzare via dopo un lancio troppo lungo. Buona la resa dei 17 stadi presenti nel gioco, con i campi realmente esistenti realizzati alla perfezione, sebbene in numero esiguo. Non aiuta l’editor di stadi che ci permette di cambiare solo pochi parametri, come colore delle tribune e forma della rete, partendo da uno stadio presente. Dimenticabile invece la resa grafica del pubblico, non particolarmente dettagliato sugli spalti. 
Diverso è il discorso per l’atmosfera, che cambia a seconda della partita che stiamo disputando. Non ci saranno infatti semplici differenze tra un’amichevole e una finale, ma anche tra una partita di Libertadores e una di Europa League, con lo stadio che, nel primo caso, si trasforma in una bolgia fin dai primi istanti di gioco, con il pubblico che incita le squadre per tutta la durata dell’incontro. Il tutto viaggiando, almeno per quanto riguarda la versione Playstation 4, a 1080p e a 60 frames al secondo.

Grandi miglioramenti
Punto forte della produzione resta però il gameplay, decisamente migliorato rispetto alle scorse edizioni ma con ancora qualche piccola sbavatura. Iniziamo dai movimenti, vera spina nel fianco del titolo a causa dei famigerati binari che non permettevano un controllo totale del giocatore. Come già evidenziato nelle scorse preview, questi sono finalmente spariti, dandoci la possibilità di controllare alla perfezione i calciatori. Ora sarà quindi più facile cambiare direzione durante la corsa per tagliare fuori un difensore o saltare più uomini con un giocatore come Messi, praticamente infermabile nello stretto. Non tutte le animazioni sono però perfette, in particolare nel girarsi dopo aver ricevuto spalle alla porta, segno che c’è ancora del lavoro da fare. Ottimi i tiri, in grado di trasmettere perfettamente la sensazione di potenza sulle conclusioni dalla distanza. Grosso merito è sicuramente della fisica della palla, con la giusta pesantezza che impedisce di vedere continuamente conclusioni all’incrocio dei pali. Segnare dalla distanza non è però impossibile e, proprio come avviene nella realtà, i giocatori più forti sono in grado di tirare fuori dal cilindro quel tiro che si infila dove il portiere non può arrivare. Buone anche le conclusioni a giro, ottime per superare il portiere nell’uno contro uno e mai troppo efficaci da grandi distanze. Un consiglio che ci sentiamo di darvi è l’utilizzo di attaccanti bravi a finalizzare in area visto che, a volte, capita di sbagliare tiri apparentemente semplici, con il giocatore che, magari a causa dello scarso equilibrio, spara il pallone alle stelle vanificando una buona azione.
Rispetto alla demo ci è parso cambiato anche il comportamento della reti di porta, ora più morbide anche se ancora troppo rigide su qualche tiro. Ben realizzati anche i passaggi, con i giocatori più tecnici come Pirlo in grado di eseguire lanci millimetrici per i compagni, e il dribbling, che permette sì di saltare uno o due avversari, ma mai di arrivare direttamente in porta partendo da centrocampo saltando tutti i difensori. Buoni, infine, anche i colpi di testa, mai troppo efficaci a causa dei cross non sempre precisi ma capaci di essere sfruttati dagli specialisti nel gioco aereo, in grado di svettare sui corner per impegnare seriamente i portieri. Estremi difensori che ci sono parsi generalmente sicuri, bravi sia nelle uscite alte che in quelle basse per neutralizzare le minacce avversarie. Anche sui tiri ci sono sembrati, almeno ai livelli di difficoltà più alti, molto reattivi e sempre nella posizione giusta, bravi a non respingere il pallone sui piedi degli attaccanti e a coprire il proprio palo. Non sono però imbattibili e, a volte, assistiamo a delle vere e proprie papere, con il nostro portiere superato in uscita da un filtrante alto appena sfiorato dall’attaccante avversario. 
Una delle principali caratteristiche di questo PES 2015 è sicuramente il ritmo di gioco, molto ragionato e che obbliga i giocatori a costruire l’azione facendo girare la palla, cercando l’imbucata giusta per trovarsi soli davanti al portiere. Non pensate però ad un gioco troppo lento visto che, i giocatori particolarmente rapidi, si rivelano spesso difficili da fermare proprio come avviene nella realtà, dove gente come Gervinho si rivela imprendibile in campo aperto ma neutralizzabile con più facilità nei contrasti fisici. In fase difensiva è quindi importante coprire bene gli spazi, senza salire troppo con i centrali per non creare buchi sfruttabili dalla CPU. E’ comunque possibile scegliere di pressare a tutto campo e attaccare a testa bassa, tenendo premuto incessantemente il pulsante della corsa, con la conseguenza però di ritrovarsi tutta la squadra sfinita a metà partita, obbligandoci a ricorrere presto alle nostre tre sostituzioni. Diventa quindi fondamentale studiare l’andamento della partita, inserendo giocatori veloci al momento giusto per spaccare il match con un contropiede letale o imbottendo la squadra di calciatori tecnici per addormentare il ritmo di gioco con una fitta rete di passaggi. Buon lavoro è stato fatto per migliorare l’intelligenza artificiale, sia per quanto riguarda i nostri compagni che gli avversari. Le squadre si muovono in maniera intelligente, con i compagni che accompagnano l’azione dando una linea di passaggio, scattando sulla fascia o tagliando in area per seguire i cross. I difensori si rivelano spesso dei difficili ostacoli, anticipando gli attaccanti sui tagli e non disdegnando qualche tackle duro per fermare i giocatori che rischiano di andarsene. Una delle feature più facilmente riconoscibili è la fedeltà nel riproporre lo stile di gioco specifico per le varie squadre più famose. Affrontare il Bayern Monaco, che basa il suo gioco su una fitta rete di passaggi tra tutta la squadra e su continui inserimenti degli esterni e dei centrocampisti, rappresenta una sfida completamente diversa dall’affrontare il Real Madrid, straordinario in contropiede dove può contare su giocatori formidabili come Bale e Ronaldo, capaci di esaltarsi in campo aperto. 
Tutto questo si nota in maniera marginale ai livelli di difficoltà più bassi, dove le difese sono facilmente perforabili e non servono particolari sforzi per arrivare in area e segnare, con il rischio di assistere a veri e propri risultati tennistici. Il discorso cambia completamente alla difficoltà più alta, dove il gioco esprime il meglio di sè. Affrontare una partita a questo livello non rappresenta infatti una frustrazione per gli utenti, mai costretti ad assistere a lunghi monologhi della CPU in grado di tenere palla per buona parte della partite, ma si mostra la vera essenza del gioco, con giocatori in grado di sbagliare tiri e passaggi e squadre che si adattano alle varie situazioni che si presentano all’interno di un match, perdendo tempo negli ultimi minuti quando si trovano in vantaggio e attaccando senza sosta quando costrette a recuperare il risultato. Importante lavoro è stato infine svolto per i valori dei giocatori, con parecchi calciatori abbassati di qualche punticino per non creare giocatori infermabili. Konami ha inoltre promesso update settimanali, in modo da ribilanciare continuamente il titolo per avvicinarsi alla realtà, con i valori dei giocatori che cambieranno a seconda delle loro prestazioni nella realtà e con i moduli delle squadre pronti a variare durante l’anno in base alle scelte degli allenatori veri.

Le modalità
La nuova interfaccia dei menù, ispirata allo stile grafico di Windows 8, mette subito in evidenza le varie modalità disponibili nel gioco. A dominare l’offerta troviamo la possibilità di disputare la Uefa Champions League, completamente licenziata dalla grafica in campo allo stile dei menù, affrontabile partendo dalla fase a gironi con l’obiettivo di disputare la finalissima di Berlino. Unica pecca è quella di non potere disputare il torneo con le reali 32 squadre impegnate, vista l’assenza di alcune di esse a causa di problemi con le licenze ufficiali. Oltre alla Champions troviamo poi l’Europa League, la Copa Libertadores, l’AFC meglio nota come Champions League Asiatica e la Coppa Sudamericana, ognuna con regole e schermate ufficiali. Ogni competizione sarà inoltre affrontabile in co-op locale con i propri amici, un modo per garantire ulteriori ore di divertimento, in grado di rubare agli appassionati moltissimi giorni di gioco. Ovviamente sarà sempre possibile disputare i classici campionati, con la possibilità di qualificarsi alle competizioni UEFA, e le coppe, che permettono di creare un torneo personalizzato agendo su vari parametri come numero di squadre, formula delle partite e così via. Corposa come sempre la modalità allenamento, vero e proprio tutorial che ci permetterà di padroneggiare alla perfezione tutte le situazioni di gioco, dai calci di punizione alle mosse abilità. Passare per questa modalità si rivela fondamentale, in particolare per tutti quei giocatori che sono stati lontani dalla serie per parecchi anni e per tutti quelli che si trovano in difficoltà durante le prime partite, spiazzati dai cambiamenti di gameplay del titolo. 
Le due modalità più corpose sono però Diventa un Mito e l’intramontabile Campionato Master. Nella prima dovremo scegliere se prendere il comando di un giocatore reale o di crearne uno da zero, partendo da una squadra di bassa classifica per arrivare ai vertici del calcio mondiale. L’editor del gioco si rivela, come da tradizione per la serie, molto profondo, con la possibilità di intervenire su un grandissimo numero di parametri diversi, dalla dimensione della testa alla grandezza delle cosce. Anche per il ruolo del nostro alter ego virtuale avremo grande possibilità di scelta, con tantissimi ruoli diversi che influenzeranno le nostre statistiche di base, migliorabili in seguito durante la nostra carriera. La progressione del giocatore ci è parsa moderatamente lenta, senza il rischio di ritrovarsi con giocatori incredibilmente forti dopo pochissime partite. Avremo a disposizione solo un numero limitato di punti di sviluppo per indirizzare la crescita del nostro calciatore, obbligandoci di fatto a scegliere un percorso preciso per il nostro giocatore, migliorando – ad esempio – la sua categoria Tiro a scapito della Difesa, o viceversa. Qualche problemino lo abbiamo riscontrato in campo, dove la CPU si lascia spesso andare ad un possesso di palla sterile, con il nostro giocatore impossibilitato a chiamare il pallone e costretto a rimanere spettatore per lunghi tratti della partita. 
Modalità principe rimane però la Master League che ci vedrà impegnati nei panni di allenatore/manager per costruire la nostra squadra dei sogni partendo o da una base reale o da un team pieno di giocatori inventati, degni eredi dei vari Castolo e Minanda impressi nei ricordi degli appassionati. Attraverso il mercato dovremo aggiungere piano piano nuovi calciatori, tenendo sempre sotto controllo le finanze della squadra per non arrivare in rosso al momento di pagare gli stipendi ai calciatori. Qualche dubbio sui trasferimenti, con la possibilità di ingaggiare giocatori trasferitisi in nuove squadre nell’ultima sessione di calciomercato come Menez o Pellè. La modalità non trasmette però una sensazione di controllo completo sul club, con un mancato dialogo diretto con i giocatori e il presidente, senza la possibilità di intervenire direttamente nella gestione di contorno del club come i prezzi dei biglietti per le partite, il miglioramento del proprio stadio e le trattative con gli sponsor. Chiudiamo parlando delle licenze delle squadre, con le solite mancanze in Premier League, con i nomi dei club fittizzi, e Bundesliga, con tantissime assenze anche di squadre di prima fascia come il Borussia Dortmund. Presente il campionato Brasiliano, anche se non con tutti i giocatori completamente licenziati, con un mix tra nomi reali e storpiati proprio come accadeva nei primissimi capitoli della serie. Gli appassionati non potranno neppure fare ricorso ai File Opzioni da scaricare per aggiungere nuove squadre al titolo, visto il mancato supporto di questa feature per quanto riguarda le console next gen. 
Chiudiamo parlando della telecronaca, che vede il debutto dell’inedita coppia composta da Luca Marchegiani e Fabio Caressa, passato a PES dopo parecchi anni a commentare la serie di Fifa. I risultati sono altalenanti, con i due commentatori che riescono ad offrire qualche spunto interessante solo durante le partite più importanti. Il problema principale è nella tonalità delle frasi, in particolare quando Caressa deve passare dal pronunciare il nome di un calciatore o di una squadra ad una frase predefinita. Poco convincente anche Marchegiani, a volte davvero troppo assente e capace di intervenire solo con frasi semplici e banali.
Genere:
sportivo
Data di uscita:
Sviluppatore:
Konami
Distributore:
Halifax

– Ottima resa dei modelli dei giocatori
– Le squadre giocano come nella realtà
– Tantissime modalità offline
– Gameplay ragionato

– Telecronaca non perfetta
– Diventa Un Mito e Master League da svecchiare

8.0

PES 2015 ci ha convinto, con un gameplay solido con un ritmo di gioco ragionato, capace di premiare i giocatori che hanno la capacità di far girare la palla per cercare l’occasione giusta per segnare. L’IA della CPU regala soddisfazioni alle difficoltà più alte, costringendo i giocatori a variare il proprio stile di gioco a seconda della squadra che ci troveremo ad affrontare. Le modalità offline sono in grado di regalare tantissime ore di divertimento agli appassionati, impegnati a vincere trofei in tutto il mondo grazie ai numerosi tornei licenziati. Gli unici difetti rimangono solo sui movimenti, con alcune animazioni ancora troppo legnose, e con le modalità Diventa un Mito e Master League migliorate sì, ma ancora troppo legate al passato e chiamate al salto di qualità definitivo l’anno prossimo.