Recensione 6 min

Obscure

E’ un vero e proprio settembre rosso questo del 2004, rosso sangue, intendo: escono infatti i Italia gli ultimi capitoli di due dei survival horror più amati di tutti i tempi, Resident Evil (“RE Outbreak”) e Silent Hill (con il quarto episodio). A chi spetterà la palma del migliore? Ad un rivoluzionario Resident Evil, creato apposta per l’on-line ma che da noi esce solo off-line, o al quarto capitolo di un Silent Hill che, nel tentativo di innovare il gameplay, finisce per tradire in parte le proprie origini? Non è che il vero trionfatore finirà con l’essere il terzo incomodo, il titolo che arriva dal nulla per cogliere tutti di sorpresa?

Genere:
survival-horror
Data di uscita:
Sviluppatore:
Hydravision Entertainment
Distributore:
Microids

Un survival occidentale
E’ innegabile che pur essendo stato inventato da noi europei (ricordate il mitico “Alone in the Dark”?) negli ultimi anni il genere dei survival horror sia diventato praticamente un’esclusiva delle software houses giapponesi che con i vari “Resident Evil”, “Silent Hill”, “Project Zero” e “Forbidden Siren” hanno monopolizzato il mercato: ci prova ora la francese Microids a riportare lo scettro della paura in mani occidentali, ci riuscirà?
Il college americano di Leafmore non ha nulla da invidiare alla maggior parte delle scuole italiane, nel senso che è una struttura vecchia e decrepita, lasciata in balia del tempo e della sporcizia (i bagni sono spesso qualcosa di davvero indecente) e viene proprio da chiedersi chi mai potrebbe frequentarla: ultimamente, inoltre, ci si sono messe pure le sparizioni di studenti a complicare le cose. Ben sedici ragazzi, infatti, sono letteralmente scomparsi nel nulla, ma l’unico provvedimento che è stato preso, a salvaguardia dell’incolumità dei frequentanti, è stato quello di aver chiuso il dormitorio: rimandare gli studenti a casa prima di sera sembrava aver arrestato la catena di misteriose sparizioni, almeno fino ad ora.
Capita, infatti, che lo studente Kenny Matthews, al termine del consueto allenamento a pallacanestro con gli altri membri della sua squadra, decida di rimanere ancora un po’ in palestra per provare qualche tiro e scompaia nel nulla: preoccupati per la sua sorte, Shannon (la sorella), Ashley (la sua ragazza), Josh e Stanley il giorno dopo decidono di rimanere a scuola dopo le lezioni per cercarlo. Quello che scopriranno non gli piacerà affatto…

Cinque supereroi…
Cominciamo chiarendo una cosa: neanche Obscure è il messia che tutti aspettano, il titolo destinato ad innovare finalmente il genere dei survival horror. Il gameplay è palesemente ispirato a quello di Resident Evil, il che significa schermate fisse, mostri da abbattere a pistolettate, (pochi) enigmi da risolvere.
L’unica vera innovazione introdotta è la modalità multiplayer che permette a due giocatori umani di muoversi assieme nei tetri meandri di Leafmore e di cooperare per sopravvivere alle oscure creature che vi si annidano: esplorare e combattere con un amico è decisamente bello e divertente, anche se le situazioni in cui è effettivamente necessaria la collaborazione dei due personaggi per poter proseguire sono davvero ridotte all’osso. Inoltre giocare con un amico al fianco riduce notevolmente lo stato di ansia che si vive in solitaria.
La modalità a due è comunque assolutamente opzionale e se non avete amici non preoccupatevi, Obscure si gioca tranquillamente anche da soli! In questo caso il vostro compagno viene controllato dall’I.A. del gioco, ma voi potrete comunque guidarlo per mezzo di alcuni semplici comandi con i quali ordinargli di seguirci, di stare fermo in un posto, di utilizzare le sue abilità speciali o di scambiare le sue armi con noi; va detto che l’I.A. non è che stupisca per la sua complessità ed i compagni, specie all’inizio, sono delle vere palle al piede e la situazioni migliora solo quando potrete dotarli di armi da fuoco, anche se, comunque, rimane per lo più preferibile tenerli fermi in un luogo sicuro fino a quando non occorra la loro collaborazione. Lo stesso limite coinvolge l’I.A. dei mostri, che non fanno altro che apparire dal nulla e caricare ciecamente, senza particolari strategie o finezze e del tutto incapaci di seguirci qualora fuggissimo in un’altra stanza.
Ritornando ai personaggi, potremo scegliere liberamente chi impersonare tra i cinque disponibili ed il bello è che le loro differenze non si limitano al comparto estetico: Ashley è una combattente nata, Stanley il più veloce a scassinare serrature, Josh è in grado di individuare oggetti ed indizi presenti in una stanza, Kenny ha uno scatto formidabile mentre Shannon sa sempre dare il suggerimento giusto in caso di bisogno.
I personaggi non utilizzati rimangono sempre in attesa in uno specifico punto della scuola, nel quale sarà sempre possibile tornare per cambiare “party” oppure, più prosaicamente, per rimpiazzare un compagno caduto: se qualcuno muore, infatti, non è possibile riportarlo in vita, quindi o si riparte dall’ultimo salvataggio o si prende il comando di quelli sopravvissuti. L’importante è che ne rimangano sempre almeno due, per superare i punti in cui non è possibile proseguire da soli.

From Resident with fear…
Il gameplay riprende elementi già visti in alte produzioni, amalgamandoli in maniera molto convincente: il titolo è lineare e decisamente votato all’azione, i mostri compaiono a gruppi dai posti in cui meno li si aspetta (almeno all’inizio) e vanno eliminati a suon di mazzate e pistolettate. Non sempre, comunque, è necessario combattere, a volte è possibile aggirarli e fuggire, altre volte per eliminarli basta esporli alla luce, magari mandando in pezzi i vetri delle finestre (per far entrare i raggi del sole, opzione valida finché non cala la notte) o accendendo i neon della stanza: in questo modo risparmieremo pallottole e ci guadagneremo in salute. L’idea è piuttosto originale e, soprattutto, spezza la monotonia dei combattimenti spingendoci a dare sempre un’attenta occhiata attorno prima di agire.
Naturalmente anche le fasi di esplorazione sono molto importanti e risultano agevolate da una comoda mappa che indica sempre chiaramente dove siamo e dove dobbiamo andare (e in caso di incertezza ci sono sempre i suggerimenti di Shannon). Gli enigmi non sono moltissimi, la maggior parte consistono nel trovare la chiave o comunque il modo giusto per aprire una determinata porta, ma sono presenti anche alcuni indovinelli un po’ più astrusi, che richiederanno un minimo di ragionamento per essere risolti.
Altro elemento importante sono le torce elettriche, indispensabili per muoversi nelle oscure locazioni in cui è ambientato buona parte del gioco: oltre che nell’esplorazione, le pile tornano utili anche durante il combattimento perchè l’oscurità protegge i nemici e pertanto e necessario diradarla con un fascio di luce per poterli colpire (per questa ragione potremo sempre legare le torce trovate alle armi da fuoco, in modo da illuminare e sparare contemporaneamente).
Nel gioco, infine, è possibile salvare in qualsiasi momento si desideri, a patto di disporre di uno degli appositi dischetti recuperabili esplorando i vari ambienti.

Darkness, darkness everywhere!
Il comparto tecnico è l’aspetto forse più sorprendente del gioco, specie considerando che i ragazzi di Hydravision non si erano particolarmente distinti fino ad ora: invece Obscure presenta un motore grafico fluidissimo che fa girare il tutto a 60fps costanti, senza incertezze e rallentamenti, e con tempi di caricamento da un’area all’altra veramente brevissimi! Gli ambienti sono estremamente dettagliati e più interattivi di qualsiasi survival horror mi sia mai capitato di provare: è possibile spaccare finestre, vetrine e distributori automatici, spostare sedie, urtare e far cadere oggetti…
I personaggi sono realizzati in uno stile a metà strada tra il caricaturale ed il realistico e palesemente ispirati agli archetipi dei ragazzotti americani visti in tanti teen movies, “Buffy” in primis, ma forse, proprio per questo, appaiono fin troppo standardizzati e anonimi (non si può certo dire che il loro background sia stato particolarmente curato: qualsiasi teenager se la filerebbe al primo mostro, altro che “cercare di scoprire cosa succede”…): le animazioni ed il livello di dettaglio sono apprezzabili, specie durante le scene di intermezzo, in cui è possibile ammirarli più da vicino. Decisamente meno ispirati, invece, i vari mostri che, una volta liberati dell’area di oscurità che li avvolge, non riservano sorprese o veri spaventi.
Il gioco è interamente in 3D ma si avvale del vecchio sistema a telecamere fisse che comunque inquadrano sempre in maniera adeguata l’area di gioco: rimarchevoli, infine, gli effetti di illuminazione, realizzati con un sapiente uso del lens flare.
La colonna sonora, ad eccezione delle sigle iniziale e finale ad opera dei Sum41 e dei Karnea, è interamente composta da suoni d’atmosfera: il nostro girovagare per i meandri di Leafmore sarà costantemente accompagnato da scricchiolii, urla, gemiti, rumori improvvisi a ricordarci che anche se non le vediamo, oscure presenze infestano i locali ed attendono solo il momento giusto per colpire. Il gioco, inoltre, gode di un doppiaggio italiano di accettabile livello (sono gli stessi di Harry Potter): non che gli attori nostrani appaiano mai veramente troppo coinvolti o spaventati dalle situazioni che si trovano ad affrontare, ma, se non altro, si ascoltano tranquillamente senza inorridire troppo.
Il gioco può essere affrontato secondo tre livelli di difficoltà che determinano la quantità di pallottole reperibili, la resistenza dei nemici e il numero di salvataggi a disposizione: nonostante questo il prodotto risulta, nel complesso, abbastanza breve, non perchè sia troppo facile (anzi, le morti accidentali sono abbastanza frequenti nel corso dell’avventura), ma piuttosto perchè, comunque, le cose da fare non sono poi molte ed un esperto del genere potrebbe portare a termine il tutto in nemmeno 5 o 6 ore. A parziale consolazione, si tenga presente che il titolo Microids non viene venduto a prezzo pieno, ma a 39€, il che lo rende decisamente accettabile nonostante la non eccessiva lunghezza dello stesso, senza dimenticare che la media dei survival horror odierni, venduti a prezzo pieno, si attesta in genere sulle 8-10 ore.

– Inclusione del multiplayer
– Ottimo comparto tecnico
– Prezzo di vendita ridotto

– Nessuna vera novità
– Un po’ troppo corto

7.8

Una vera sorpresa questo Obscure, un titolo uscito in sordina ma in grado di rivaleggiare degnamente con i capisaldi del genere, a partire proprio dai suoi concorrenti diretti quali Resident Evil Outbreak e Silent Hill 4, in uscita anch’essi in questo mese.
Se da un lato il titolo Microids appare fin troppo debitore ai titoli sopra citati, sia per il gameplay che per alcune scelte di design e di regia, dall’altro introduce interessanti novità come la modalità cooperativa a due e l’ambientazione da teen movie che si distacca da quanto visto finora; un titolo non perfetto, dunque, qualche limatura per quanto riguarda la giocabilità e il carisma dei vari protagonisti gli avrebbe senz’altro giovato, ma il titolo piace e convince già così com’è e risulta essere consigliatissimo per coloro che desiderino provare un’esperienza un po’ diversa dal solito.