Muramasa Rebirth – Fishy tales of the Nekomata

Recensione
A cura di DottorKillex - 30 Marzo 2014 - 0:00

Meno di due mesi fa, sulle pagine di Spaziogames, avevamo premiato Muramasa Rebirth con un sonante 8,5, figlio della cura infusa nel porting da Wii e della splendida resa sullo schermo OLED di PSVita, ma anche di una giocabilità immediata eppure tecnica, accattivante tanto per i giocatori occasionali quanto per gli amanti dei sistemi di combattimento ben congegnati.
Oggi vi parleremo del primo di quattro contenuti scaricabili, esclusivi per questa versione portatile, intitolato Fishy tales of the Nekomata.

Muramasa Rebirth – Fishy tales of the Nekomata

Uccidere per un servizio da té
Fishy tales of the Nekomata, come gli altri tre DLC che seguiranno, è una storia a se stante, autoconclusiva e che non richiede conoscenze pregresse del mondo di Muramasa Rebirth: dopo il download, si potrà accedervi direttamente dal menu principale di gioco, con un file separato anche per il salvataggio: questo consente di goderne in qualsiasi momento, ad uno dei due livelli di difficoltà del gioco principale, sia in parallelo sia dopo le avventure di Kisuke e Momohime.
Abbiamo gradito questa scelta, che inquadra la storia nello stesso mondo di gioco ma la slega da improbabili legami con la trama principale, un male con cui molti contenuti scaricabili si sono trovati a convivere durante l’ultima generazione di console.
La molla narrativa è alquanto inconsueta, quantomeno per il pubblico occidentale, visto che narra di un duplice omicidio, brutale quanto futile, necessario per rubare un prezioso servizio da the alle due malcapitate vittime.
Tenendo conto dell’ambientazione del gioco e dell’inconfondibile tratto giapponese della produzione, la cosa è inconsueta ma accettabile, e fornisce motivazioni sufficienti per spingere la nostra eroina, Okoi, a cercare vendetta per la morte del fratello, aiutata dallo spirito di un demone gatto, preso in prestito dalla ricca mitologia nipponica, il Nekomata.

Stesso mondo, stessa cura
Sin dal primo combattimento del gioco, i giocatori di Muramasa Rebirth apprezzeranno i punti in comune e le novità rispetto al titolo principale: essendo ambientato nello stesso mondo di gioco, il DLC condivide l’incantevole art design, il sistema di combattimento tecnico ma al contempo immediato e la sensazione di appagamento per chi deciderà di esplorare ogni combo.
Invece delle spade protagoniste delle avventure principali, il gioco permette di alternare la forma umana della nostra protagonista, dotata di attacchi a base di artigli, a quella demoniaca, che consiste in un gatto, con valori di agilità e forza assai differenti.
Al riempimento della barra degli attacchi, c’è poi la possibilità di sfoderare un attacco devastante, in cui la protagonista si tramuta in una testa di gatto gigantesca che riversa l’inferno sui malcapitati nemici: il passaggio dall’una all’altra forma avviene tramite la pressione del tasto triangolo, come nel gioco principale per lo scambio delle spade, ma gli effetti sono assai più variegati, visto che ognuna delle forme consente di affrontare nemici comuni e boss con approcci del tutto differenti.
Questi ultimi soprattutto, molti dei quali nuovi di zecca, impegneranno il giocatore, costringendolo ad un uso oculato dei poteri e ad un’alternanza continua tra le varie forme, pena un impietoso game over.
Il livello di difficoltà medio del gioco è rimasto pressoché immutato, e tenderà a premiare i giocatori più tecnici piuttosto che quelli che si affideranno al semplice button mashing, buono per i nemici regolari ma assolutamente inutile contro i boss: non pesa più di tanto che molti dei nemici comuni siano condivisi con il gioco originario, visto che le tattiche con cui potranno essere affrontati ed eliminati sono consistentemente differenti da quelle utilizzate in passato.
Abbiamo notato, ad esempio, come la parata, assai efficace in precedenza, venga messa in secondo piano dalle maggiori capacità di evasione di Okoi, così come il maggiore raggio degli attacchi disponibili in forma felina apre a nuovi scenari di gameplay, portando ad evitare, quando possibile, il corpo a corpo con nemici consistentemente più forti.
Insomma, considerando anche l’esiguo prezzo di vendita (3.99 euro) e le modeste dimensioni del download (meno di 80 MB), non possiamo che dirci soddisfatti delle modifiche e delle novità apportate da questo contenuto scaricabile, anche in rapporto ad una longevità che oscilla tra le tre ore e mezza e le cinque ore.

Muramasa Rebirth – Fishy tales of the Nekomata

Un altro dipinto
Come precedentemente scritto in sede di recensione di Muramasa Rebirth, anche nel caso di Fishy tales of the Nekomata ci sarebbe solo da applaudire l’incantevole lavoro artistico proposto da Vanillaware.
La bellezza dei fondali, la precisione e la fluidità del comparto animazioni, il certosino lavoro in sede di scelta dei colori e character design meritano di essere premiati, e il comparto audio, che ripropone il doppiaggio originale giapponese sottotitolato in inglese, riesce a tenere il passo, contribuendo a immergere il giocatore in un mondo colorato e sognante, dove però non mancano il sangue e la violenza, a dimostrazioni che i grigi e i marroncini cui l’industria cerca di abituarci da anni non sono affatto necessari.
A parte la mancanza di sottotitoli nella nostra lingua, già evidenziata due mesi fa, risulta quindi difficile non consigliare questo contenuto scaricabile a tutti i giocatori che hanno goduto del titolo originale, che a nostro parere rimane uno dei titoli imprescindibili del catalogo PSVita.


– Introduce nuovi stili di combattimento e nuovi boss
– Ottimo rapporto qualità/prezzo
– Graficamente strabiliante


– Ancora niente sottotitoli in italiano


8.5

Il prezzo, la durata, la cura riposta nelle meccaniche di gioco, l’offerta di un plot e di una protagonista alternativi: non manca nulla a Fishy tales of the Nekomata per meritarsi l’attenzione di tutti i possessori della console portatile Sony che già si siano divertiti a visitare il sognante Giappone feudale propostoci da Kamitani e soci.
A queste condizioni e con queste modalità distributive, insomma, ben vengano i contenuti scaricabili anche su console portatile.




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