Lego City: Undercover

Provato
A cura di Mugo - 6 Dicembre 2012 - 0:00

Francoforte – E’ un’uggiosa giornata di fine novembre, siamo a circa cinquecento chilometri dalla nostra redazione e l’aereo che ci ha portati fino qui ha ballato tutto il tempo. Cosa ci facciamo nel cuore della produttiva Germania? Chi ci ha invitati? Si tratta di una compagnia giapponese, dalla storia più che centenaria, che ha la sua base operativa europea proprio in un moderno palazzo a Francoforte. Siamo negli uffici di Nintendo Europe, in esclusiva italiana, per provare approfonditamente Lego City: Undercover per Wii U, titolo che rappresenta il primo contatto tra i mattoncini danesi e la nuova console della Grande N. 

Mattoncini in libertà 
Ci siamo, prima o poi doveva succedere, i Lego sbarcano finalmente nel mondo del free-roaming e lo fanno riprendendo lo stile di una delle storiche linee di giocattoli, quella di Lego City. Certo, il percorso dei titoli marchiati dai famosi blocchetti incastrabili è stato lungo e si è dipanato attraverso diversi videogiochi in una continua espansione: Harry Potter poteva girare liberamente per Hogwarts, i supereroi della DC Comics avevano a loro disposizione una Gotham City in miniatura nella quale dare sfoggio dei loro poteri e da ultimo abbiamo visto una riproduzione fedele della Terra Di Mezzo in Lego: Il Signore Degli Anelli. Tutte tappe di un tracciato che arriva a Lego City: Undercover, un vero e proprio mondo liberamente esplorabile che strizza l’occhio ai più blasonati nomi del genere. Già dal filmato introduttivo, infatti, non si può fare a meno di notare un’atmosfera che si rifà ai capolavori Rockstar riprendendone lo stile cinematografico dei filmati, seppur con i dovuti distinguo: i titoli dei ragazzi di Traveller’s Tales sono da sempre pensati per raggiungere anche il pubblico più giovane, al quale certo non sarebbe stato adatto uno sfoggio di sproloqui o contenuti vietati ai minori. 
Durante la nostra visita negli uffici teutonici di Nintendo abbiamo potuto affrontare le prime due ore circa della campagna, scoprendo dunque soltanto una minuscola percentuale dei contenuti che troveremo nel prodotto completo. Sappiamo infatti che i titoli della serie godono, da sempre, di una grandissima quantità di contenuti sbloccabili che ne aumentano incredibilmente la longevità. 
Chase McCain 
Il protagonista delle vicende raccontate in Lego City: Undercover è Chase McCain, un poliziotto carismatico che non manca di dare qualche grattacapo ai superiori per i suoi modi un po’ fuori dai protocolli, e che deve indagare sulle attività di un pericoloso super criminale dividendosi tra il lavoro e l’interesse per la bella di turno. Le primissime missioni servono da introduzione alle meccaniche base, seppur queste non richiedano particolare impegno per essere apprese, e ci vedono inseguire tre rapinatori travestiti da clown per le vie della downtown attorno alla stazione di polizia. A proposito, può essere interessante sapere che proprio detta stazione è una riproduzione molto fedele del suo corrispettivo reale, il set di mattoncini che si piazza al primo posto per diffusione mondiale.
Tornando al virtuale, i primi dieci, quindici minuti di gioco passano rapidi tra un inseguimento a piedi, una fase di platforming, qualche semplice puzzle ambientale (a base dell’ormai familiare “distruggi-monta”, con qualche aggiunta gradita) e i primi contatti con le peculiarità del Wii U Gamepad. La periferica Nintendo, infatti, entra nelle meccaniche di gioco dapprima come semplice mappa, per poi trasformarsi in videotelefono e visore che permette di individuare i criminali anche se questi si nascondono negli edifici.
Oltre alla città c’è di più 
La morfologia di Lego City è dichiaratamente ispirata alla splendida San Francisco, o almeno lo è l’unica parte della mappa che abbiamo potuto esplorare durante la nostra prova. Downtown è tutta un saliscendi, col cable-car (il caratteristico tram della città californiana), una simil-Lombard Street, il Golden Gate ed una prigione su un’isola a due passi dal porto, Albatross Island. 
Appena fuori dalla zona iniziale si possono poi trovare delle colline animate dalla più classica vita bucolica a base di fattorie ricche di animali e piantagioni, ma non abbiamo potuto spingerci troppo oltre visto lo sguardo attento dei ninja di Nintendo. In ogni caso, da un rapido sguardo alla mappa, abbiamo potuto intuire che i contenuti che troveremo nel gioco completo saranno tanti e ben diversificati, con più sistemi di trasporto veloce (abbiamo visto treni e battelli) a garantirne la facilità d’esplorazione. 
L’isola sulla quale sorge il carcere ha coinciso con il limite delle esplorazioni a noi concesse e ci ha permesso di apprezzare ancora una volta la grande attenzione alla realizzazione dei filmati d’intermezzo ed il continuo inserimento di citazioni, ora al mondo del cinema, ora a quello dei videogiochi. La sensazione è che ci voglia uno sguardo attento ed esperto per coglierle tutte, visto che gli sviluppatori sembra abbiano cercato di inserirne veramente in ogni dove.
Il carcere è stato anche occasione di mettere alla prova il sistema di combattimento basato su parate e counter, anche se è molto più semplice di quanto suoni detta così. Con un tasto si possono parare gli attacchi avversari, mentre con un altro vediamo il nostro alter ego prodigarsi in uno stile di combattimento simile al judo, niente di tecnico però, dato che in generale il livello di sfida offerto durante le prime ore di gioco è decisamente basso 
Costumi, veicoli e segreti dietro ad ogni angolo 
Come da tradizione per la serie sarà possibile sbloccare, risolvendo semplici puzzle o semplicemente lasciandosi andare all’esplorazione, tantissimi personaggi diversi da impersonare sia per un piacere puramente estetico che per approfittare delle loro peculiarità: vestirsi da ladro ci permetterà per esempio di utilizzare un piede di porco per scassinare casse e sportelli bancomat, mentre la nostra uniforme da tutore della legge ci permetterà di accedere ad uno speciale visore capace di scovare delle tracce altrimenti invisibili.
Anche sul fronte dei veicoli ci è sembrato che il numero finale sia particolarmente alto: solo girando per le strade di Lego City se ne vedono a decine, andando dai camion della nettezza urbana, agli scooter, passando per macchine sportive, monovolume, ambulanze, camion dei pompieri, taxi… Difficile ora farsi un’idea sul numero definitivo, anche perché ogni zona è caratterizzata da vetture specifiche, tacendo poi di quelle meno convenzionali come gli elicotteri (che purtroppo non siamo riusciti a trovare). 
Il sistema di guida dei veicoli è parso ben differenziato, a seconda che si guidi una spider o un trattore cambiano accelerazione, manovrabilità e resistenza, contribuendo così ad indirizzare le scelte del giocatore verso quello più indicato per i diversi frangenti.
La spinta al collezionismo è sollecitata anche dal continuo premiare il giocatore letteralmente inondandolo di gettoni (utilizzabili per comprare i costumi ed i veicoli sbloccati) e mattoncini speciali da spendere per sbloccare alcune costruzioni particolari quali un porto dal quale partire in battello e varie stazioni di polizia. 
L’estetica di un mondo di Lego 
Come ci aspettavamo il mondo di gioco è costruito con in mente i mattoncini danesi, le costruzioni, la vegetazione, i veicoli, gli oggetti, tutto da l’impressione di poter essere ricreato nella realtà a patto di avere i pezzi corrispondenti. Non solo però, perché alcuni elementi sono parsi meno “legosi” e più tentendi al realismo, per un mix armonioso capace di offrire continui spunti esplorativi e piacevoli vedute. La versione provata, ancora lontana dall’essere quella definitiva, ha lasciato intravedere lo spazio di non pochi miglioramenti sul fronte tecnico: dove c’è un’ottima regia ed una grande cura ai dettagli, infatti, non c’è ancora la necessaria pulizia, ma certo è ancora molto presto per trarre affrettate conclusioni su questo fronte visto che la sfida di un open-world di queste dimensioni è cosa nuova per i ragazzi di Traveller’s Tales, e le rifiniture sono generalmente tra gli ultimi elementi ad essere sistemati in una produzione. Sul fronte del sonoro, invece, sembra che tutto sia già praticamente al suo posto, con doppiaggi (per ora ascoltati in inglese) di ottima qualità ed effetti decisamente soddisfacenti.  

Storia divertente e ricca di citazioni
Grandissima quantità di contenuti sbloccabili
Esplorare un mondo di Lego è un piacere come pochi






La nostra prova di Lego City: Undercover ci ha visti lasciare gli uffici teutonici di Nintendo con addosso tanta voglia di continuare a giocare, sia per la grande quantità di contenuti e segreti che abbiamo intravisto, che per la curiosità di scoprire come si sviluppi una storia che è sembrata interessante e coinvolgente. Il titolo Traveller’s Tales sarà il primo contatto tra i Lego ed il Wii U, un contatto che ha tutte le carte in regola per essere di grande successo grazie ad accessibilità, umorismo e cura al dettaglio. Non mancano i lati migliorabili, soprattutto sul fronte della tecnica, ma confidiamo che da qui all’uscita si possano limare le asperità.




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