Kingdom Hearts II

A cura di Alastor - 19 Ottobre 2006 - 0:00

Square e Disney? Auron che combatte al fianco di Pippo? Squall alleato del mago Merlino?… Follia o puro genio? Quando l’allora Squaresoft e Disney annunciarono la collaborazione per la realizzazione di uno stravagante titolo intitolato Kingdom Hearts, che fondeva due mondi che si direbbero uno l’opposto dell’altro, la curiosità era molta. Ma i dubbi non meno. Riuscire a far apparire il serioso Squall al fianco dello spensierato Pippo senza che ne risultasse un minestrone mal riuscito era un’ impresa a dir poco colossale. Al momento dell’uscita del gioco però i dubbi si sciolsero quasi del tutto: stilisticamente il gioco appariva assolutamente fantastico, un universo unico, in cui la fusione Final Fantasy+Disney aveva dato i migliori frutti possibili. A quattro anni dall’ esordio del primo capitolo, Square-Enix e Disney ci raccontano il proseguio delle vicende del prescelto del Keyblade in Kingdom Hearts II, che ha l’oneroso compito di risolvere i problemi imputati al predecessore… Il minestrone sarà ancora una volta ben realizzato?

Dove eravamo arrivati?
Dal punto di vista della trama, non sarebbe un errore chiamare questo secondo capitolo Kingdom Hearts 3, in quanto diretto predecessore al gioco è quel Kingdom Hearts Chain of Memories apparso su GBA e che presto godrà di un Remake su PlayStation 2. Bisogna dire che giocando lo “spin-off” incentrato sul combattimento con le carte, molti personaggi di KHII risulteranno familiari come Naminè e alcuni personaggi dell’Organizzazione XIII: nonostante tutto la trama risulterà comprensibile anche a chi ha giocato solo al primo KH per PS2.
L’esordio del gioco è ormai noto ai più, in quanto le prime fasi di gioco vedranno come protagonista un nuovo enigmatico personaggio (Roxas), che dopo alcune ore passerà il testimone al vero protagonista della serie (Sora), le cui avventure in compagnia di Pippo e Paperino non sono ancora terminate, pronto ad affrontare un nuovo viaggio per ritrovare l’amico Riku…La trama del gioco appare più complessa rispetto a quella del primo episodio e l’apparizione di nuovi personaggi rende tutto più misterioso e coinvolgente, poichè i colpi di scena non mancano di ribaltare le carte in gioco. Se il primo Kingdom Hearts godeva di una trama interessante, questo secondo episodio a conti fatti risulta ancora più appassionante e sicuramente le emozioni non mancano, grazie a delle trovate nella sceneggiatura che riescono a tenere vivo l’interesse del giocatore…

A new journey
I problemi imputati al primo capitolo per ciò che concerne il gameplay non si può dire che fossero pochi: una telecamera poco funzionale, un sistema di controllo eccessivamente macchinoso, alcune componenti del gameplay non sviluppate a dovere. Innanzitutto è palese come il team di sviluppo abbia cercato in primis di risolvere tali problemi, motivo per cui alcuni aspetti dell’ impianto di gioco sono stati rivisti, modificati e migliorati quasi sempre con ottimi risultati. La telecamera (non più regolata tramite i dorsali R2 e L2) è realmente migliorata, risultando incredibilmente reattiva grazie anche all’implemetazione dell’ analogico destro per la regolazione della stessa; in passato non era una rarità non riuscire a vedere il nemico contro cui si combatteva, ma adesso è solo un brutto ricordo: il gioco scorre via sicuramente meno macchinoso che in passato, più veloce, più disinvolto anche grazie a un sistema di controllo anch’esso modificato, che ora permette di impostare 4 tra magie e oggetti nella assai utile scelta rapida e di compiere azioni contestuali sulla falsariga di Resident Evil 4 con il tasto Triangolo, il cui sapiente utilizzo può rivelarsi fondamentale in molti combattimenti; l’ inserimento di azioni contestuali è un’ aggiunta all’apparenza banale, ma che riesce a dare un maggiore fluidità al gioco (nel primo capitolo azioni come Parla o Apri un forziere erano delegate all’ ultima voce del menu e quindi era necessario fermarsi per selezionare il comando: ora, con la semplice pressione del tasto Triangolo, tutto è più veloce). Ancora, altre novità sono gli attacchi Limite e le Turbo: i primi sono, come suggerisce il nome stesso, attacchi particolarmente potenti e spettacolari eseguiti da due membri del party all’unisono che consumano l’intera barra MP di Sora; le Turbo, invece, vere e proprie fusioni tra Sora e un personaggio del Party (o entrambi), permettono al nostro eroe di accedere a poteri straordinari per una durata limitata. L’intelligenza artificiale che governa gli altri 2 membri del Party opera quasi sempre in maniera ottimale, permettendoci inoltre di selezionare la frequenza con cui i nostri amici utilizzano gli attacchi speciali. Altra frequente critica rivolta al primo capitolo della saga riguardava la cattiva (secondo molti) realizzazione delle fasi sparatutto a bordo della Gummiship custodita da Cip e Ciop, giudicate prive di mordente e assai tediose; adesso non è più così e i viaggi verso altri mondi hanno assunto l’aspetto di un gioco della serie Starfox: battaglie stellari incredibilmente veloci, adrenaliniche e divertenti a bordo di una navicella spaziale. Ancora: il cattivo bilanciamento di forza tra attacchi con il Keyblade e magie/invocazioni nel primo capitolo era un difetto direi oggettivo: in KHII si è senza dubbio più invogliati a utilizzare magie e invocazioni, finalmente utili in battaglia e spettacolari da vedere. Queste modifiche, ovviamente più che ben accette, non stravolgono il cuore del gameplay della serie, che rimane classificabile come Action-RPG in cui convergono elementi platform, action, adventure, sparatutto, e, ovviamente, GDR (nonostante l’esplorazione sia meno presente rispetto al primo capitolo) e il gioco a conti fatti risulti a tratti più incentrato sui combattimenti. Esplorare mondi tratti da alcuni dei più amati film Disney, combattere ondate di nemici su nemici, acquistare ed elaborare oggetti, ottenere nuove spettacolari abilità e molto altro danno forma a un’ esperienza come sempre leggera e profonda al tempo stesso, spettacolare al punto giusto, non perfetta in ogni sua componente però, poichè rimangono alcuni difetti, come una linearità più o meno pesante e un livello di difficoltà medio-basso. La longevità è un altro punto a favore del titolo, assestandosi sulle 30-40 ore per completare il gioco senza affrontare eventi secondari o potenziare al massimo il party: in caso si decida di scovare ogni segreto del gioco, affrontare ogni minigioco, non sarà impossibile raggiungere anche le 60 ore (e più?) di gioco, che ovviamente, pragonate a un capitolo di Final Fantasy possono sembrare esigue, ma per un Action-RPG sono sicuramente molte. Come il primo episodio, il bello di KHII è che è in grado di dare enormi soddisfazioni sia agli appassionati della serie di Final Fantasy (vedere combattere fianco a fianco Squall e Cloud è galvanizzante, inutile dirlo!) che di quelli della secolare Disney, tramite una narrazione coinvolgente, delle ambientazioni da favola e uno stile unico, che riesce a fondere con maestria due universi che sembrerebbero stare agli antipodi.

Un favola tutta da guardare
Dal punto di vista tecnico il discorso è simile a quanto è stato detto per la giocabilità: il motore grafico è una diretta evoluzione di quello impiegato nel primo capitolo, ragion per cui lo stile è rimasto quello cartoonesco e a tratti super-deformed del primo Kingdom Hearts, nonostante le migliorie si sprechino: dagli effetti di luce alle animazioni, dalle texture e alla quantità di dettagli impiegati nella realizzazione di ogni singolo elemento. Lasciando da parte qualsiasi commento di carattere puramente tecnico, il gioco a tratti offre uno spettacolo di puro stile con ambientazioni come Timelesse River, interamente in bianco e nero in cui appaiono tutti i personaggi realizzati con uno stile squisitamente retrò: Halloween Town in compagnia del “dark” Jack Skellington; Port Royal con il mitico Jack Sparrow, dove i personaggi sono realizzati con uno stile chiaramente realistico, opposto a quello cartoon del resto del gioco. Ovviamente delle ambientazioni ce ne sono alcune più belle di altre, ma in generale il lavoro svolto dai programmatori è di pregevolissima fattura, e l’atmosfera delle diverse pellicole è resa in maniera ottimale per tutti i diversi mondi. Uno dei punti di forza del primo capitolo era l’estrema espressività dei volti, ora più che mai presente: ogni personaggio ha una sua mimica facciale: delle proprie espressioni, sembra proprio di avere davanti uno dei migliori film d’animazione della casa di Topolino. Espressività resa ancora maggiore da un doppiaggio ancora una volta eccelso, che vede come doppiatori personaggi di fama internazionale, come Cristopher Lee, Haley Joel Osment, Jesse McCartney, David Boreanaz per citarne alcuni: il comparto audio non è graziato esclusivamente da un doppiaggio così ben realizzato, perchè anche la colonna sonora, che comprende storici brani dei film Disney opportunamente riarrangiati, è di ottimo livello, e riesce a offrire brani di grande atmosfera come Dearly Beloved o il Main Theme “Sanctuary” cantato da Utada Hikaru (Passion nella sua versione nipponica). Il comparto grafico-sonoro è quindi scarsamente criticabile e svolge con efficacia il proprio dovere, raccontando le vicende del gioco quasi sempre nella maniera più spettacolare per ciò che concerne l’estetica del gioco.


– Ottimo comparto tecnico
– Doppiaggio lodevole
– Molte migliorie rispetto al primo capitolo
– Conversione curata (!)
– Più combattimenti…


– Molto lineare a tratti
– Struttura invariata (ma è un vero problema?)
– Chi non ha amato il primo , non amerà il secondo
– …Meno esplorazione


9.0

Kingdom Hearts II, nuovo nascituro di casa Square-Enix/Disney, oltre a essere uno dei titoli di maggiore rilievo di quest’Autunno per l’affaticato monolite Sony che ancora riesce a regalare titoli di pregevole valore, è senza dubbio un gran seguito che risolve molti dei problemi imputati al predecessore, in primis quelli riguardanti il gameplay, giudicato da molti poco immediato e macchinoso. KHII risolve questo e molti altri problemi dell’originale: il Battle System è ora veloce, snello e decisamente soddisfacente, complici un ritoccato sistema di controllo e una nuova gestione della telecamera, che rendono tutto molto più intuitivo e divertente; ciò rende KHII un semplice More of the Same? Non proprio. Gli interventi al gameplay sono evidenti e bisogna dire che le novità non mancano, sotto tutti gli aspetti. Nonostante questo, il gioco non stravolge il concept del primo capitolo (ce n’era bisogno?), ma ne è la naturale evoluzione: riamangono piccoli difetti, come una certa linearità in diverse fasi del gioco e un livello di sfida non particolarmente elevato, ma comunque non molto per inficiare la qualità del titolo, che rimane uno dei migliori esponenti dell’ Action-RPG per PS2 e non solo. Inoltre, fa piacere notare che finalmente anche i giochi Square-Enix arrivano in Europa convertiti come si deve. Che qualcosa stia cambiando?




TAG: kingdom hearts ii