Recensione 6 min

Jak II

Anche se può sembrare assurdo, visto che siamo ancora a ottobre, la guerra di giochi in previsione del Natale 2003 è cominciata ed è la Sony a battere tutti sul tempo con l’uscita di uno dei sicuri blockbuster di questo fine anno, Jak 2: Renegade, seguito di quel “Jak & Daxter” che un paio di anni or sono riscosse unanimi consensi di critica e pubblico: sarà in grado il nuovo titolo dei Naughty Dog di sbaragliare la concorrenza agguerrita degli imminenti “Racket & Clank 2”, “Prince of Persia”, “Kya Dark Lineage” e “Beyond Good & Evil”?

Piattaforma:
PS2
Sviluppatore:
Naughty Dog
Distributore:
Sony

Cambio di marcia
“Jak & Dexter” era un ottimo miscuglio tra platform e adventure in cui ad una buffa coppia di protagonisti si univano un mondo vastissimo e colorato, una giocabilità eccellente ed una storia interessante abbastanza da rendere l’esperienza di gioco piacevole e coinvolgente.
Qualcosa però deve aver influenzato in maniera decisiva Jason Rubin ed il suo staff della Naughty Dog perché questo secondo capitolo ha decisamente poco a che fare col predecessore: le atmosfere si sono fatte più cupe e drammatiche, Jak, il silenzioso protagonista del primo episodio, ora favella senza problemi ma si è trasformato in un vendicatore dotato di oscuri e feroci poteri e la storia presenta contenuti decisamente più adulti. Per fortuna, a fare da contraltare, sono rimasti il demenziale Dexter, l’umorismo presente in ogni situazione ed il look cartoonesco e, tutto sommato, rassicurante dei personaggi.
A dire il vero non è affatto difficile individuare in “Grand Theft Auto 3” il titolo da cui gli sviluppatori di Naughty Dog hanno preso ispirazione, abbandonando il tono leggero e divertito delle loro precedenti produzioni in favore di questa versione più adulta e violenta: il vero problema è stabilire se il prodotto ne abbia tratto un reale giovamento.

Grand Theft Jak?
L’accidentale utilizzo di un macchinario Precursor proietta i nostri eroi in un altro mondo e, più precisamente, all’interno di un’oscura cittadina industriale dominata col pugno di ferro dal malvagio Barone. Jak viene subito catturato e sottoposto ad infinite torture ed esperimenti con l’Eco Oscuro: solo due anni dopo il fido Dexter riuscirà ad infiltrarsi nel laboratorio in cui viene tenuto prigioniero e a liberarlo. Quello che trova è un Jak parecchio diverso dall’amico che conosceva, il cui unico scopo nella vita è ora quello di riuscire a vendicarsi del suo aguzzino: a seguito degli esperimenti cui è stato sottoposto, quando perde il controllo il nostro Jak si trasforma in una creatura potente e selvaggia.
D’altronde in una città sotto stretta legge marziale riuscire da soli in una tale impresa appare subito proibitivo: da qui la necessità di esplorare a fondo il nuovo ambiente per trovare contatti ed aiuti.
Proprio l’oscura cittadina rappresenta l’elemento più innovativo ed originale del titolo: la metropoli (davvero vasta, anche se non tutti i quartieri saranno disponibili da subito) vive e pulsa, la gente affolla la strada (ed i modelli dei cittadini offrono una varietà ammirevole di tipologie differenti), mezzi fluttuanti ad altezza di sicurezza danno vita al caotico traffico cittadino, soldati armati di tutto punto pattugliano le strade, le insegne al neon illuminano piazze e strade, monitor ed altoparlanti diffondono senza sosta l’invito del dittatore alla sottomissione. La libertà di movimento all’interno della città, a piedi o a bordo di mezzi “presi in prestito”, è totale, l’IA di cittadini e guardie ben sviluppata, con i primi prontissimi a darsela a gambe qualora creassimo problemi in strada e le seconde sempre pronte a darci una caccia spietata.
Se quanto detto vi suona familiare, niente di strano: le caratteristiche della cittadina di Jak 2: Renegade riprendono direttamente quanto già visto in GTA3. Jak può impossessarsi dei veicoli in marcia scalzandone il proprietario, la maggior parte degli edifici non sono accessibili se la possibilità non è prevista dalla missione in corso, le guardie vengono messe in allarme se le attacchiamo direttamente o se molestiamo i cittadini e per sottrarsi al loro inseguimento dovremo sfuggire loro per un breve periodo di tempo. L’esplorazione della città viene inoltre favorita dall’inclusione di una mini-mappa che ci indica in tempo reale tutte le zone “sensibili”; è stata implementata anche l’alternanza tra giorno e notte anche se, purtroppo, la cosa non ha reali ripercussioni sul gioco.

Missione dopo missione
L’implementazione di questa enorme realtà cittadina non ha però modificato di molto la giocabilità già apprezzata nel primo capitolo: questo perché la metropoli funge, per lo più, da catalizzatore degli eventi ma le varie missioni si svolgono quasi sempre all’esterno della stessa, in luoghi ameni e desolati (ma affollatissimi da ogni genere di insidia, naturalmente).
Qualunque abitante con cui vi verrà permesso di interagire avrà sempre un incarico da affidarvi, che si tratti di recuperare oggetti, compiere determinate azioni, salvare dei ribelli dagli sgherri del Barone; il gioco conserva anche in questa sua seconda incarnazione quella veste ibrida di action/platform reso godibilissimo da un accurato design dei livelli e dall’eccellente sistema di controllo mutuato direttamente dal precedente episodio. In più Jak può raccogliere armi e sparare, rubare veicoli e guidarli e trasformarsi nella sua controparte oscura (mediante semplice pressione del tasto L2, a patto che si sia raccolto abbastanza Eco Oscuro).
Nei livelli ambientati al di fuori delle mura cittadine il gameplay è praticamente lo stesso già apprezzato nel prequel: azione e piattaforme si miscelano perfettamente con i combattimenti, l’esplorazione e la risoluzione di enigmi. Gli scontri con gli avversari comuni non richiedono particolare sforzo, ma quelli con i boss sono ben più impegnativi e necessitano di un accurato studio delle tattiche e dei punti deboli di ogni avversario per poter essere superati.
Le missioni proposte si susseguono una dopo l’altra, più o meno essenziali al raggiungimento del nostro scopo di vendetta, e possono sempre vantare un lavoro di attenta diversificazione le une dalle altre, sia per quanto riguarda gli obiettivi che per le modalità attraverso cui conseguirli.

Di tutto e di più
Tecnicamente il titolo Naughty Dog impressiona come e più del predecessore!
Segnalo innanzitutto la presenza del selettore 50hz/60hz, l’implementazione del Progressive Scan e del Dolby Digital e la possibilità di godersi il gioco a pieno schermo sia nel canonico 4:3 che in 16:9: già questo dovrebbe far riflettere sul grado di cura dedicato a questo titolo.
La città in generale e tutti gli ambienti in particolare sono resi in maniera eccezionale, poligoni e textures di buon livello ricoprono gli elementi dei fondali, gli effetti particellari sono qualcosa di veramente spettacolare (date un’occhiata alle esplosioni e poi mi saprete dire…), anche il sistema di illuminazione, pur non essendo dinamico, appare credibile e complesso: Jak & Dexter sono resi in maniera egregia, sia per quanto riguarda la cura dei particolari dell’aspetto, sia per le fluide movenze di gioco. Incredibilmente anche i comprimari ed i semplici cittadini godono di una realizzazione tecnica di pari livello: molto spesso avrete la netta sensazione di trovarvi all’interno di un vero cartone animato. Lo scotto da pagare per tanta magnificenza è rappresentato dall’impossibilità per il motore di gioco di reggere costantemente i 60fps, con conseguenti cali del frame rate.
Il doppiaggio italiano è di prim’ordine e ripropone le stesse voci già apprezzate nel primo capitolo: preparatevi a ridere ancora di gusto alle assurde sparate di Dexter! Apprezzabile anche colonna sonora ed i vari effetti che ci accompagnano durante il gioco.
Qualche problemino lo denota, invece, la telecamera: questa riprende Jak costantemente di spalle e lo segue fedelmente in ogni suo spostamento. Peccato che questo talvolta significhi non riuscire ad inquadrare bene cosa ci sia attorno: specialmente nei combattimenti e nelle fasi più concitate del gioco, la necessità di spostare manualmente l’inquadratura (tramite lo stick destro) si fa decisamente sentire.
Una cura particolare è stata infine dedicata alla trama del gioco, decisamente interessante e, in qualche modo, più cruda ed adulta: si parla di tradimenti e vendette e nel gioco non si abbattono solo i mostri. Il tutto è comunque stemperato dal tratto generale, rimasto molto cartoonesco, e dalla totale assenza di sangue: un nemico o un inerme cittadino una volta eliminato non rimane riverso sul terreno ma, più discretamente, scompare…

– Trama ed atmosfere coinvolgenti
– Graficamente eccelso
– Gameplay collaudato e divertente

– Non molto innovativo
– La svolta drammatica assunta dalla serie potrebbe lasciare perplessi gli estimatori del primo capitolo

8.5

Jak 2: Renegade inaugura in maniera davvero egregia quest’autunno caldo dei platform/adventure: chi ha amato il prequel si ritroverà a casa un prodotto molto simile, soprattutto per quel che concerne le fasi di esplorazione e combattimento da piattaforma a piattaforma, ma con una sostanziale novità. L’esperienza di gioco di “Jak 2: Renegade”, infatti, ruota attorno ad una gigantesca città virtuale, creata sul modello di quella già sperimentata nei due GTA per PS2: una metropoli fantastica, viva e pulsante, opprimente ed oppressa, che rispecchia il nuovo stile grafico voluto dai ragazzi di Naughty Dog per rendere il titolo appetibile anche per i giocatori più smaliziati. E’ nella città che la storia si evolve, è dalla città che promanano gli innumerevoli livelli vecchio stampo che dovremo affrontare e superare in sequenza, è alla città che ritorneremo una volta completata la missione, per ricevere gratifiche e far evolvere la storia.
L’influenza di GTA è chiara, così come appare lampante l’intenzione degli sviluppatori di attirare un target d’utenza più adulto mediante implementazione di una trama articolata e molto cupa, condita di diverse situazioni forti: d’altronde il look super-deformed dei vari personaggi ed uno stile generale molto cartoonoso contribuiscono, assieme ad una sempre ben accetta dose di umorismo e auto-ironia, a stemperare di parecchio la carica drammatica dell’opera, rendendola infine adatta a grandi e piccini.
Il comparto tecnico, infine, è ai vertici per quanto riguarda la PS2: grafica eccellente, doppiaggio molto curato, audio più che funzionale, selettore 50hz/60hz, Dolby Digital, supporto Progressive Scan.
Concludendo possiamo dire che il titolo è davvero molto bello pur non presentando innovazioni di rilievo: rimane un acquisto caldamente consigliato anche se, forse, vale la pena aspettare di vedere come saranno i suoi diretti concorrenti (“Racket & Clank 2”, “Prince of Persia”, “Kya Dark Lineage” e “Beyond Good & Evil”) la cui uscita, a questo punto, è ormai imminente…