Recensione 5 min

GunFighter 2

Introduzione
Ubi Soft sta dimostrando di essere una tra le softwarehouse più in forma dell’ultimo periodo, avendo commercializzato uno dopo l’altro titoli quali (giusto per dirne un paio) Splinter Cell e Rayman 3, un po’ per tutte le piattaforme videoludiche.
Non di rado, però, la softco canadese sforna dei giochi in esclusiva per una determinata console: ecco dunque che arriva sugli scaffali dei negozi uno shootem’up to screen (come amano chiamarlo gli intenditori) disponibile solo e soltanto su PlayStation2.

Piattaforma:
PS2
Genere:
sparatutto
Data di uscita:
Sviluppatore:
Rebellion
Distributore:
Ubi Soft

La trama
In GunFighter 2 vestirete i panni di Jesse James, il più famoso tra i fuorilegge del Lontano e Selvaggio West. Jesse desidera farla pagare ad un suo ex-compagno, Bob Younger, che gli ha rubato l’oro e la ragazza. E’ quindi presto spiegato il sottotitolo “Revenge of Jesse James”, data la voglia di vendetta di cui gode il protagonista dell’avventura.
Quella che sta alla base del prodotto Ubi Soft è una storia che non si distingue per originalità e senso di novità, anzi, sa di già visto, ma ritengo che la trama in questo genere di creazioni videoludiche conti ben poco. Ciò che importa davvero è altro, dal comparto tecnico, a quello della giocabilità, ivi compreso il sistema di controllo.

Il gioco
Appena inserito il disco nel lettore della console, si assiste ad una stupenda presentazione, che ben ricalca l’atmosfera del Far West, specie per merito di un filtro “pellicola vecchia”, il quale per certi versi ricorda quello visto in Silent Hill 2.
Le modalità disponibili sono più o meno le solite, che sin dai tempi del primo Time Crisis su PSX caratterizzano gli shoot to screen. Arcade e Storia sono i capi saldi, ma è doveroso segnalare la presenza di alcuni simpaticissimi Mini Giochi che contribuiranno a farvi affinare la mira con le vostre Colt. Vi capiterà, ad esempio, di dover colpire tutte le bottiglie di vetro, prestando attenzione ad evitare i bersagli che vi daranno una penalità, la quale graverà non poco ai fini dello score finale.
Questa nuova modalità è certamente un’aggiunta gradita che, sebbene non allunghi particolarmente le ore di gioco, è capace di divertire per un buon lasso di tempo.
Per quanto concerne la Storia, essa può vedere partecipi da uno a due giocatori contemporaneamente. Nel caso in cui si effettui una partita in multiplayer, non avviene una divisione dello schermo, bensì si va ad aggiungere un mirino a quello del giocatore 1, e i due utenti collaborano per terminare l’avventura. Ed è proprio il multiplayer, a mio avviso, la migliore caratteristica del titolo, quella peculiarità che ne eleva al quadrato l’intero comparto giocabilità.
L’Arcade è invece l’opzione prediletta, come spesso accade, da chi vuole giocare una partita veloce ed è l’ideale per migliorare i propri record.
Il metodo di controllo sfrutta egregiamente il Dual Shock 2, risultando semplice ed immediato da apprendere per tutti, facendo fede alla denominazione arcade del titolo. Ciò giova molto alle partite multigiocatore, gli amici imparano subito e si cimentano senza esitazioni in avvincenti sfide.
In particolare con X si spara, con la levetta analogica sinistra si sposta il mirino, mentre premendo o rilasciando il tasto L1 ci si espone all’azione o si ricarica l’arma.
Ma per gustarsi fino in fondo un titolo di questo tipo, manco a dirlo, è necessaria una G-con 2, in grado di togliere parecchie soddisfazioni in più rispetto ad un “normale” joypad.
Nel corso del gioco si incontrano dei livelli “a tema”, con ambientazioni che vanno dal saloon, alla banca, fino all’assalto di una diligenza, e così via. Gli scenari mi hanno positivamente impressionato per una forte interattività: vi basti sapere che sparando su un botteghino guadagnerete denaro, colpendo un orologio racimolerete del tempo prezioso e altresì uccidendo dei civili verrete opportunamente sanzionati.
Per quanto riguarda il livello di difficoltà, esso è ben calibrato, e l’ IA dei nemici che incontrerete di volta in volta è molto buona, sarà soprattutto l’elevato numero degli stessi a mettervi in costante difficoltà, sottoponendo a dura prova i vostri riflessi.
Il concetto che sta alla base di GunFighter 2 non è nulla di nuovo in sé per sé, ma ci si trova comunque di fronte ad un reparto giocabilità molto immediato, che riesce nell’intento di coinvolgere e di farsi sentire quasi in sala giochi. Resta il fatto che il gameplay, pur possedendo diversi lati positivi, soffre di un grosso limite: la ripetitività. Il vostro compito consisterà, infatti, continuamente e in ogni modo nello sparare, senza alcuna variazione di sorta.

Grafica & Sonoro
Affinché i videogamer rimangano incollati al televisore, gli sviluppatori cercano più o meno sempre di creare un comparto grafico di rilievo, questo è noto.
In un gioco come GunFighter 2, che dovrebbe fare dell’atmosfera uno dei suoi punti chiave, raggiungere questo obiettivo è ancora più importante. Difatti il risultato è positivo.
Posso tranquillamente affermare che i programmatori di Rebellion hanno nel complesso svolto un buon lavoro, e vi porteranno a visitare un mondo western ben realizzato, caratterizzato da colori sgargianti e texture discrete.
L’engine 3D muove una quantità di poligoni più che sufficiente, e gli elementi che fungono da sfondo allo scenario sono quasi tutti interamente distruttibili. Non ineccepibili le animazioni dei modelli tridimensionali, che appaiono a tratti legnose e poco credibili.
Altro neo è rappresentato dagli sporadici ma abbastanza evidenti cali di frame rate, che disturbano l’azione e rendono difficoltoso prendere la mira, giungendo in momenti che vedono più di quattro o cinque personaggi contemporaneamente su schermo. Un vero peccato, perché con un po’ di ottimizzazione in più si avrebbe assistito alla creazione un motore grafico pressoché perfetto, in grado di dare del filo da torcere ai mostri sacri del genere.
Uno degli aspetti meglio riusciti è senza ombra di dubbio il reparto audio. Le musichette che accompagnano l’avventura di Jesse sono azzeccate, orecchiabili e piacevoli da ascoltare; ben riprodotto pure il rumore degli spari.

Longevità
La longevità di GunFighter 2 è gravemente minata dalla già citata ripetitività e da un certo senso di linearità, che potrebbero portarvi ad abbandonare anzitempo il prodotto Rebellion. Va però detto che esiste un fattore rigiocabilità, solitamente raro per gli shoot’em up (i quali, una volta terminati, finiscono sovente per prendere la polvere), dato dalla possibilità di affrontare il gioco con tre differenti gradi di difficoltà (speroni di bronzo, d’argento e d’oro), con armi diverse.

– Ottima modalità multigiocatore
– Buona grafica
– Sonoro d’atmosfera

– Alla lunga può risultare ripetitivo
– Eccessivamente lineare
– Cali di frame rate

7

GunFighter 2 non è un capolavoro, ma nemmeno una delusione. Non è un gioco da 10, ma nemmeno da 5. E’ un titolo che può piacere, che sa divertire, che si rivela nel complesso una gradita sorpresa. L’ennesima di Ubi Soft.
Il maggiore pregio, ma anche il più grosso limite della creazione Rebellion risiede proprio nel chiamarsi “shoot’em up to screen”, un genere di videogiochi che si contrassegna – sempre, c’è poco da fare – per linearità e ripetitività, caratteristiche che alla lunga possono tradursi in “che barba che noia, che noia che barba”.
La realizzazione tecnica è globalmente buona, ma non eccezionale; un gioco consigliato a tutti coloro i quali hanno l’occasione di invitare spesso un amico videogiocatore a casa, con il quale sfruttare a dovere la splendida modalità multiplayer in cooperazione, decisamente l’aspetto più gradevole del titolo, nonché quello che ne allunga notevolmente la longevità.