Gran Turismo Sport, recensione in corso

Speciale
A cura di Domenico Musicò - 17 Ottobre 2017 - 0:00

Nonostante sia passata quasi una settimana dall’arrivo della beta di Gran Turismo Sport, abbiamo potuto scoprire ben poco dei contenuti relativi al codice completo di gioco, arrivato nelle nostre mani solo nella giornata di domenica e con i server in manutenzione fino a ieri sera (e anche col blocco totale di tutte le modalità, a eccezione di quella Arcade). Impossibilitati a salvare i nostri progressi perché questa nuova iterazione della serie permette di farlo solo quando siete collegati alla rete e coi server in funzione, ne abbiamo approfittato per effettuare i primi giri su pista e farci un’idea sulla struttura di ciò abbiamo provato al momento e sul modello di guida.

Primi giri in pista
Gran Turismo Sport vi dà immediatamente il benvenuto donandovi una Audi TTS Coupé come prima vettura da mettere in bella vista nel garage, nella splendida photo mode o per effettuare i primi giri in una delle piste a disposizione, che potrete anche scegliere liberamente al di là delle competizioni previste, magari per saggiare il modello di guida, allenarvi o abituarvi alle prime gare. 
Come avete già avuto modo di vedere nella beta, è chiaro che si tratta di un’abitudine che solo i neofiti dovranno acquisire, perché in Gran Turismo Sport non c’è nulla di davvero diverso o rilevante che non abbiate già visto nel modello di guida classico della saga. Naturalmente, ciò significa che assieme ai pregi del popolare “SimArcade” ci sono anche i soliti difetti, con tutto ciò che ne consegue in termini di divertimento, “realismo” e livello di sfida.
Nella modalità Arcade è ancora possibile guidare come vent’anni fa, dando sportellate alle vetture o affrontare una curva ad altissima velocità grazie al conforto della protezione dell’auto che state tentando di superare all’interno. Non sono previste penalità ed è tutto sommato una modalità molto più votata all’immediatezza. Considerate inoltre che non tutte le gare sono disponibili sin dall’inizio, perché è previsto un sistema di progressione che sblocca i circuiti all’aumentare del vostro livello pilota. 
Prima di accedere alle prove finali rappresentate dal Nürburgring e dunque concludere con successo le trentatrè gare, è necessario aver raggiunto il livello pilota 20. Se vi ricordate come funzionava nel Gran Turismo che uscì su PSP, avrete un’idea piuttosto chiara di cosa stiamo parlando.

Competizione online. E la modalità carriera?
Se siete elettrizzati all’idea di affrontare una modalità carriera impegnativa, con molte gare a tema dedicate alle singole scuderie, al tipo di trazione, alla cilindrata e alle categorie, è bene che raffreddiate immediatamente i bollenti spiriti: In Gran Turismo Sport non c’è niente di tutto ciò.
La Campagna di Gran Turismo Sport è divisa in tre macro categorie: Accademia di Guida, Sfida Missioni ed Esperienza sul Circuito. Tutte e tre sono studiate appositamente per permettere al giocatore di mettersi a proprio agio e imparare e guidare prima di prendere parte alle sfide online. Per accedere a quest’ultime, dovrete prima visionare due filmati in cui vi vengono spiegate le buone norme di comportamento, come ad esempio evitare di fare a sportellate o stringere un avversario al punto di condurlo fuori pista. Tutto ciò testimonia la filosofia di Yamauchi e spiega, in parte, i motivi della “rigidità” dell’IA di GT. Una volta al suo interno, vi renderete conto che la volontà degli sviluppatori è stata quella di spostare parte della campagna classica che solitamente si trovava offline, e inserirla, attraverso un calendario che comprende gare singole e campionati, in un contesto multiplayer.
Sfida Missioni comprende otto fasi in cui vi viene chiesto di soddisfare determinate condizioni all’interno di alcune porzioni di circuito. Dovrete dunque superare delle vetture in curva, arrivare primi partendo da una posizione svantaggiata, toccare picchi di grande velocità senza nemmeno sfiorare un rivale e altre prove divertenti ma non davvero impegnative per un veterano della serie, abituato a sessioni estenuanti e gare che spesso andavano ripetute parecchie volte.
Esperienza sul circuito sviscera i principali circuiti e vi dà la possibilità di cimentarvi in mini-sfide da disputare sulle diverse parti dei singoli circuiti. Serve, in sostanza, per farvi familiare coi tracciati e consentirvi di memorizzare i punti di staccata e le traiettorie. La modalità campagna è insomma strutturata per essere un viatico per la modalità principale, che è quella online. 
Da quanto abbiamo potuto vedere, a meno di clamorose sorprese che vengono sbloccate una volta aver completato più o meno tutto (ma ne dubitiamo, considerata l’impostazione della struttura di gioco), i contenuti di Gran Turismo Sport sembrano essere davvero molto poveri, paragonabili grossomodo a quelli che si potevano avere in un GT Prologue.
Niente di nuovo da segnalare per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, che rimane sostanzialmente invariata a quella di vent’anni fa: le auto seguono indisturbate la loro traiettoria, non oppongono resistenza quando tentate di superarle, non tenteranno mai di superarvi se non siete voi a commettere degli errori lapalissiani. I danni, invece, sono quelli blandi visti in GT 6, con la carrozzeria delle vetture che si ammacca appena e subisce qualche sverniciatura anche se vi andate a schiantare a velocità folli contro le protezioni. Nota dolente anche per alcune situazioni in cui la fisica si rivela estremamente fantasiosa: stiamo parlando dei rally, che soprattutto se affrontati con la visuale esterna offrono dei pattinamenti davvero esagerati e irrealistici.
Ritorneremo con la recensione completa di Gran Turismo Sport quando avremo gli elementi sufficienti per poter tirare le somme di un titolo che al momento non ci ha esattamente convinto appieno, e che appare più come un capitolo celebrativo del ventennale della saga.

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È necessario che pensiate a Gran Turismo Sport come a un capitolo apocrifo della saga. D’altra parte, se al posto del numero 7 trovate scritto Sport un motivo c’è: Polyphony vuole spingere sull’acceleratore per quanto riguarda la modalità competitiva online, riducendo la carriera a una serie di contenuti di contorno che possano fungere da preparazione alle sfide contro gli altri appassionati. Per la disamina di tutte le altre caratteristiche di gioco e per il nostro giudizio finale, vi preghiamo di attendere ancora un paio di giorni, ma se avete già provato la beta, sappiate che il risultato finale non si discosta molto da ciò che avete toccato con mano di recente.




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