Recensione 5 min

FlatOut 2

A distanza di due anni, il team finlandese Bugbear ci propone il seguito di Flatout, gioco di corse che introdusse per la prima volta nel genere un modello fisico degno di questo nome. Certo, il gioco non era esente da difetti (i tracciati erano fra i più spogli che ci sia mai capitato di vedere), ma venne apprezzato sia dalla critica che dal pubblico.
Secondo i suoi sviluppatori, tuttavia, il titolo non venne apprezzato a sufficienza; ecco quindi che, piuttosto che rivoluzionare completamente la struttura di gioco, quest’ultima viene ampliata, migliorando gli elementi vincenti del prequel e limandone le imperfezioni, strizzando un occhio a titoli che di recente hanno riscosso un notevole successo.

Genere:
guida-arcade
Data di uscita:
Sviluppatore:
Bugbear Entertainment
Distributore:
Leader

Dejà vu
La prima impressione che si ha una volta inserito il dvd di gioco di Flatout 2 nella console è quella di aver sbagliato disco. Infatti il menù di gioco è praticamente uguale a quello di un Burnout qualsiasi (persino il font è identico!).
Fortunatamente, una volta mossi i primi passi, il gioco inizia a dimostrare il suo “carattere”, immergendoci completamente in un clima in cui è la distruzione spregiudicata di tutto ciò che si frappone fra noi e il traguardo a farla da padrone.
La struttura è quella di un classico gioco di corse arcade: si gareggia contro altre 7 vetture su un tracciato colmo di salti, ostacoli e scorciatoie varie, tentando di tagliare per primi il traguardo. Bugbear pare quasi aver preso elementi di numerosi titoli del genere ed averli mescolati tutti insieme: come in Burnout, la distruzione delle auto avversarie gioca un ruolo di primaria importanza; come in Need For Speed, troviamo degli avversari caratterizzati da un volto ed un nome; infine, il modello di guida ricorda a tratti quello di Toca. Tuttavia, l’aspetto originale su cui Flatout 2 pone maggior enfasi sono le collisioni: quale modo migliore per mettere in risalto l’incredibile engine fisico sfruttato dal gioco? Ogni singolo oggetto che urteremo, sia esso un’auto avversaria o un elemento dello scenario, reagirà in modo credibile, venendo sballottato a destra e a manca, rotolando etc. Inoltre, i detriti che ci lasceremo alle spalle non scompariranno, bensì resteranno al loro posto per tutta la durata della gara. Volendo, quindi, è possibile sfruttare la fisica del gioco a proprio vantaggio: ad esempio se abbiamo un avversario alle calcagna, per seminarlo potremmo “creare” un ostacolo distruggendo quella che prima sembrava essere una innocua staccionata, in modo tale che i pezzi di legno possano rallentare la corsa dell’avversario!
Anche il modello di guida è soggetto alle rigide leggi dettate dalla fisica; non è raro finire fuori strada per aver calcolato male la derapata o il tempo di frenata. In effetti le prime volte risulta piuttosto difficile controllare la vettura, specialmente per chi è abituato ai classici giochi di guida arcade, dove la fisica si limita a tenere le macchine incollate all’asfalto, ma una volta padroneggiato, il sistema di controllo è in grado di regalare grandi soddisfazioni.
C’è da dire, comunque, che spesso si ha la sensazione di non avere il pieno controllo della propria vettura, specie nelle derapate, durante le quali l’auto tende il più delle volte ad andarsene per i fatti suoi. Logicamente grazie all’esperienza è possibile ovviare a questa sorta di difetto, tuttavia dover controsterzare con la massima precisione ogni qualvolta ci si cimenta in una curva risulta frustrante, nonché fuori luogo in un gioco dall’atmosfera arcade qual è il titolo.

Distruzione di massa
FlatOut 2 possiede moltissime modalità di gioco in grado di soddisfare i nostri gusti, qualunque essi siano. Si passa dalla classica modalità Carriera, abusata oramai in questo genere di giochi, nella quale è possibile partire da zero affrontando numerose gare di crescente difficoltà, e, una volta guadagnato il giusto gruzzoletto e il massimo “respect” da parte degli avversari, è possibile “salire di livello” per comprare auto sempre più prestanti e tamarre.
Oltre alla classica gara singola, poi, troviamo anche un paio di modalità veramente interessanti, che rischiano seriamente di rubare l’attenzione alla già citata Carriera. La prima prende il nome Acrobazia Singola, ove è possibile affrontare uno dei 12 minigiochi presenti che si basano tutti sullo stesso concetto: raggiungere velocità assurde e sballottare via il proprio pilota il più lontano possibile, anche fuori dal pianeta Terra, se è necessario. Infine vi segnaliamo la modalità Derby Singolo, che è probabilmente la più distruttiva dell’intero gioco, visto che l’obiettivo è quello di distruggere le altre 7 macchine rinchiuse in una sorta di arena, dove gli sportelli che svolazzano qua e là sono all’ordine del giorno (e pure della sera, casomai). Le scelte alla fin fine non mancano, anche se tutte le modalità sono abbastanza limitate, Carriera compresa.
Fortunatamente il gioco contempla una succosa modalità Multiplayer, proponendo la modalità Acrobazie (quella modalità dei 12 minigiochi), per poi passare alla classica sfida uno conto uno a schermo condiviso, e la modalità Evento, che è molto simile a Gara.
Va da sé che, al fine di proporre una maggior varietà, pure le auto si diversificano tra di loro, nel senso che ognuna di essere appartiene ad una delle tre categorie. C’è la categoria Derby (bassa velocità, ma alta resistenza alle sportellate degli avversari), Da Gara (è la categoria più equilibrata, poiché possiede un giusto mix di velocità e resistenza) e infine c’è la categoria Su Strada (poca resistenza ma alta velocità). E’ ovvio che, in base alla situazione e in base ai vostri gusti, sta alla vostra coscienza decidere per quale mezzo optare.

Impatto Grafico
Se il gameplay si dimostra tutto sommato buono, seppur con i suoi difettucci, del comparto tecnico abbiamo poco di cui lamentarci. L’aspetto grafico si mantiene su livelli decisamente buoni, grazie alle ottime textures, ai buoni modelli delle automobili ma anche ai vari effetti visivi che man mano si alternano sullo schermo del televisore (esplosioni, scintille, ecc…). Il tutto senza la minima incertezza del frame rate, che si mantiene sempre costante anche quando su schermo è rappresentato un gran numero di oggetti o tutti quegli effetti visivi poc’anzi elencati.
L’unico difetto riscontrabile è forse l’eccessivo anonimato delle vetture presenti, tutte un po’ stereotipate ed uguali fra loro.
Per il resto il lavoro svolto dagli sviluppatori finlandesi è più che lodevole, deliziando le pupille dei giocatori assetati di distruzione.

I love rock & roll
Anche il comparto audio si attesta su buoni livelli, merito anche (e soprattutto) dell’ottima colonna sonora, composta da pezzi rockeggianti che ben si sposano con l’atmosfera distruttiva del gioco (spiccano su tutti i Nickelback, gli Yellowcard e i The Vines).
Gli effetti sonori sono di buona fattura, risultando quantomeno credibili e appropriati alla situazione. I suoni emessi dai vari oggetti quando vengono colpiti si differenziano, ovviamente, in base al materiale di cui è costituito l’oggetto stesso: colpendo quindi un pezzo di legno avremo un suono “morbido”, scontrandoci con un tubo di ferro o con una auto avversaria il rumore emesso sarà duro e metallico.
Volendo essere pignoli, così come le auto si assomigliano fra loro, anche i rombi dei rispettivi motori tendono ad essere facilmente confusi, ma in fin dei conti si tratta di un elemento irrilevante ai fini del giudizio del comparto tecnico.

– Fisica da paura
– Impianto grafico di buona fattura
– Il rock dà carica
– Multiplayer favoloso…

– … Ma single player noioso
– Minigiochi un po’ tutti uguali
– Veicoli e piloti anonimi

7.0

Insomma, che possiamo dire, in definitiva, riguardo a FlatOut 2? Senza dubbio alcuno si tratta di un buon titolo, il sistema di controllo non è malaccio (seppur con quei difetti di cui si parlava all’inizio della recensione) e a conti fatti il gioco diverte, peccato solamente che il single player venga a noia dopo pochissimo tempo. Se volete che il disco si insedi nella vostra console per molto tempo, è necessario dunque munirsi di qualche amico, perché da questo punto di vista FlatOut 2 vi saprà dare quel sano divertimento a base di violenza e distruzione che davvero guasta mai.
Anche se Burnout Revenge costa la metà (e chi vuole intendere intenda)…