Bombastic

A cura di Yurixxx86-Zico - 10 Marzo 2004 - 0:00

Dialogo recente tra me ed un mio amico:

Yuri: “Guarda, devo recensire un nuovo puzzle-game; Bombastic”
Amico: “Un puzzle-game??? Saranno mesi che non ne vedo uno”
Yuri: “Idem. Ed è per questo che ero curioso di provarlo”
Amico: “Uhm, solitamente questi giochi o sono estremamente noiosi o sono solo per bambini”
Yuri: “Non è questo il caso posso garantirtelo, anche se magari lo sembra”
Amico: “Dalle immagini non mi pare niente di speciale”
Yuri: “Ci facciamo una partitina?”

Passarono così 3 ore e 19 minuti, al termine delle quali:

Amico: “Wow, ma è bellissimo! Posso stare qui ancora un po’?”
Yuri: “Non so se ti sei reso conto che sono le 9 passate, in teoria dovrei cenare…”
Amico: “Si, ma è troppo divertente!”

Morale della favola il mio amico mangiò da me e fino alle 10 circa non ci staccammo dalla tv…

Passatemi la divagazione ma realmente non ho trovato modo migliore per presentarvi questo Bombastic, puzzle-game pressoché sconosciuto ma dannatamente coinvolgente.
Tentate di vincere la diffidenza e cercate di giocarlo, magari procurandovi una demo.
Non ne rimarrete delusi.

C’ ho un diavolo per capello! Anzi… per dado!
Bombastic è il terzo capitolo di una serie di discreto successo.
Anzi, piccola precisazione: prima di questo capitolo, di serie si poteva parlare solo in ambito nipponico.
Il primo capitolo, “Xi” venne commercializzato su tutti i principali mercati videoludici, Usa ed Europa compresi, dove venne però rinominato “Devil Dice”.
Il gioco ebbe un nutrito numero di estimatori, ed ottenne consensi soprattutto per la sua tanto rivoluzionaria quanto geniale meccanica di gioco, basata sulle rotazioni delle facce dei dadi.
Venne poi prodotto un seguito, “Xi Jumbo”, il quale però non passò la dogana orientale, a causa della piuttosto fredda accoglienza riservata al prequel; solo 40000 copie vendute negli Usa.
Troppo poche per i piani della THQ, titolare della distribuzione sul suolo americano, che decise di non importare il seguito. Come si suol dire, non ritennero che il gioco valesse la candela.
Fortunatamente per noi, la Capcom rilevò i diritti per la distribuzione di questo terzo capitolo, che per l’occasione cambiò nuovamente nome, venendo ribattezzato “Bombastic”. Peccato solo che la conversione sia avvenuta con oltre 6 mesi di ritardo!
Alcune domande mi sorgono spontanee.
Riuscirà mai questa serie a trovare una denominazione definitiva?
Cosa non andava nel nome “Devil Dice”?
Perchè 1 serie su 2 fuori dal confine giapponese cambia titolo?
Perchè per effettuare una semplice conversione ci impiegano una vita?
Misteri della fede…

Boom, Boom, Bakaboooooom!!!
Onomatopeica visione (pure sinestetica! ndFei) del più comune sfx che udirete.
Il Gameplay è tanto semplice quanto originale; dovrete riuscire ad accostare un dato numero di facce uguali di dadi, equivalente al valore degli stessi; la faccia al quale dovrete far riferimento è quella superiore.
Confusi?
Ok, esempio; per far saltare in aria i dadi da 3 dovrete cercare di accostarne 3. Per far saltare i dadi da 6 dovrete cercarne di accostarne 6, e così via; non è importante la forma o il modo un cui riuscirete ad accostarli, purchè vi sia una continuazione sufficente di dadi con lo stesso valore. Ovviamente se oltre a quelli necessari ne porrete in posizione adiacente un numero superiore a quello richiesto (con uguale valore logicamente), essi esploderanno tutti assieme.
Fin qui il concetto è semplice, ma ciò che rende Bombastic molto più “strategico” e “logico” è il fatto che, se l’esplosione causata dai dadi raggiunge altri dadi con valore uguale od immediatamente inferiore (es. 5 –> 4), essi esploderanno a loro volta, e se anche questi ultimi coinvolgeranno dadi dal valore appena inferiore (4 –> 3), si avrà una reazione a catena fino a che vi saranno dadi “adatti” che rientreranno nell’aura incendiaria generata dai dadi precedenti.
Maggiore la valenza dei dadi, maggiore il tempo con cui essi esloderanno, permettendovi di darvela a gambe!
Tutto il gioco insomma ruota attorno alle concatenazioni di esplosioni che riuscirete ad alimentare, dando vita ad alcune incredibili serie di combo!

C’è pure una “storia” ! (ma molto tra virgolette)
“C’era una volta una tranquilla famiglia di Acqui-chan, 5 fratelli che vivevano con la mamma, il papà e la nonna. Una sera vennero a conoscenza dell’esistenza di un loro nonno, che viveva però assai lontano. Decisero quindi di andare a conoscerlo, e nella notte partirono da casa all’insaputa dei genitori”.
Ecco, ditemi voi se questa la si può definire una “trama”.
Io sarei più propenso a definirla così: “Audace quanto vano espediente per convincerci che esiste un reale scopo al perchè dovremmo attraversare 5 mondi assurdi pur di completare il quest mode”.
Però onestamente, della trama ve ne importerà ben poco, e andrete avanti col solo pensiero di giocare tutti i livelli di quest’ottimo prodotto.
Le modalità di gioco presenti sono abbastanza numerose, varie e discretamente longeve.
Tra tutte spiccano le modalità “Quest”, “Wars Wars” e “Trial”.
Nella modalità Quest dovremo guidare i 5 fratellini dalla ricerca del loro nonnino, guidandoli attraverso 5 mondi, composti ognuno da 4 sotto-livelli, aventi un diverso grado di completamento.
I 5 mondi possiedono nomi ed ambientazioni piuttosto fantasiosi, essi sono: “Reame dei fantasmi”, “Reame dei dolci”, “Reame delle creature”, “Reame del ghiaccio”, “Reame delle nuvole”. Il quarto sotto-livello di ogni mondo è dedicato alla battaglia con un boss, necessaria per accedere al reame seguente.
Sarà possibile utilizzare oggetti speciali che ad esempio modificano la velocità del personaggio, o lo rendono invincibile, o altri effetti più o meno utili.
La durata della modalità Quest è decisamente ridotta, in un pomeriggio la si può tranquillamente completare.
La modalità Wars Wars è dedita al combattimento in un’unica arena di 5 Aqui-chan, 4 controllati dalla cpu (o in alternativa da amici, tramite multitap) più il vostro.
In questa modalità il divertimento è alle stelle, e la frenesia raggiunge l’apice. Spesso nella più totale confusione la più pura fortuna fa la differenza tra vincenti e perdenti, con conseguente dose di incazzatura e sfottò per i rivali! In ogni caso divertentissima!
La modalità Trial comprende 3 sottogiochi: Standard, Limited ed Attack.
All’interno di Standard dovremo cercar di completare 100 livelli di gioco susseguenti tra loro, per avanzare al livello successivo bisognerà raggiungere un dato numero di punti.
La modalità Limited altro non è che la modalità Standard, limitata a soli 3 minuti, con lo scopo di raggiungere all’interno di questi il miglior score possibile.
La modalità Attack è dedita all’immissione di password, reperibili presso il sito ufficiale del gioco (citato nei collegamenti al termine della recensione), che sbloccano livelli segreti per le varie modalità, aumentando ulteriormente la varietà delle situazioni presenti.
Vi è poi la modalità nascosta “Classic”, che vi permetterà di giocare a Bombastic con le originali regole del primo Devil Dice, facendovi gustare il progresso (o regresso, dipende dai gusti) che questa saga ha compiuto negli anni.
Nota aggiuntiva: il gioco è interamente in inglese nello scritto, il parlato è in… giapponese! E gli Acqui-chan hanno delle voci buffissime!

I mille colori dell’arcobaleno
Lo so lo so, l’arcobaleno di colori ne ha solo 7, ma questo titolo mi stuzzicava di più!
Graficamente il gioco è molto ma molto carino, coloratissimo e interamente realizzato tramite ausilio della nota (ed oramai abusata) tecnica “Cell Shading”, che dona ai poligoni ed all’insieme grafico un aspetto cartoonoso, che si sposa alla grande con l’atmosfera “very funny” del titolo.
Personalmente trovo che al solo guardarlo questo Bombastic metta allegria!
I 5 Acqui-chan (Rossi, Azul, Huang, Verde, Momo) sono davvero buffi, somiglianti vagamente ai Teletubbies.
I boss della modalità Quest spaziano dal ridicolo all’ incredibile. Schiere di gatti super-deformed, cuochi troppo golosi, fatine della neve, mega-robot distruttori, angeli non troppo innocenti, vedrete proprio di tutto, e sarà tutto ugualmente simpatico!
I livelli sono invece dotati di poca varietà ed un po’ troppo somiglianti fra loro, ma in fondo nulla di grave.
Ciò che però mi ha lasciato decisamente di stucco è la presenza di pop-up all’interno dei livelli più ampi, con quadranti e dadi che compaiono all’improvviso nelle estremità dello schermo. Non che di per sé sia particolarmente fastidioso, ce ne fregheremo altamente anzi, però proprio non me l’aspettavo dato che il motore grafico, pur non essendo certo sta potenza, non è che abbia chissà quali costruzioni poligonali da gestire, ma tant’è…
Il sonoro svolge in pieno il suo compito, senza mai eccedere o risultare fastidioso.
Musiche orecchiabili e gradevoli, serene e mai, dico mai, stancanti. Spesso si parte con poche note ritmate lentamente, per passare a sezioni decisamente più vivaci quando l’azione si intensifica.
Particolare menzione per il coretto melodico di Acqui che si sente nell’ fmv di apertura della modalità Quest, veramente esilarante! E per la musichetta del menu principale, la quale (durante la mia prima sessione in assoluto a Bombastic) mi ha decisamente rapito! Sono stato circa 10 minuti a ballarla, roba da pazzi! Per fortuna ero da solo in casa, sennò penso che a breve sarei stato portato via in camicia di forza da 4 loschi figuri! (oddio ce lo siamo giocati… LOL ndFei)


– Colorato e brillante
– Musichette piacevoli
– Prezzo allettante
– Giocabilità alle stelle
– Tante modalità
-Longevo in multiplayer…


– …molto meno in singleplayer
– Graficamente si poteva far di meglio
– Arriva in Europa con parecchi mesi di ritardo


7.5

“A volte ritornano”, come scrisse Stephen King.
E questo Bombastic segna il felice nonché gradito ritorno di questa serie, praticamente dimenticata.
La nuova entrata in scena è davvero ben realizzata.
Grafica colorata, sonoro allegro, personaggi buffi e tanto buonumore per un ottimo puzzle-game che dà una scossa ad un genere ultimamente privo di esponenti.
Frenesia, divertimento ed una giocabilità stellare sono i punti forti di questo titolo che potrebbe rapirvi se gliene date la possibilità, aprendo la mente a giochi “non seri”.
L’equazione “Giocoso = Per bambini”, non sempre vale, e puntualmente Bombastic la smentisce.
Questo prodotto è destinato a persone di ogni età in cerca di ore di svago passate nel più totale relax. Soprattutto, vi consiglio, in compagnia di almeno un amico. Bombastic infatti tira fuori il meglio di sé nel multiplayer.
Dotato di una curva d’apprendimento non proprio immediata (specie se non avete mai avuto modo di giocare ai prequel), Bombastic è un buonissimo titolo, vi consiglio prima di provarlo per valutarne un acquisto.
Ultima nota: il prezzo del nuovo si aggira sui 25€, ottima scelta quella di Capcom.




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