BattleCry

Provato
A cura di Nitro - 12 Giugno 2014 - 0:00

Los Angeles – Il mondo dei free to play sta avendo sempre più successo. Se fino a qualche tempo fa giochi di questo tipo non erano particolarmente interessanti o comunque caratterizzati da una qualità minore rispetto agli altri, al giorno d’oggi anche le case di sviluppo più importanti stanno dando grande risalto a questo settore, in grado di coinvolgere un quantitativo enorme di utenti senza chieder loro l’esborso di nemmeno un centesimo. A far parte di questa cerchia è sicuramente Bethesda, che al suo stand presso l’E3 2014 ci ha mostrato il nuovissimo BattleCry, un titolo multiplayer divertentissimo che secondo noi riuscirà a guadagnarsi l’attenzione che merita. Curiosi di vedere di cosa si trattasse ci siamo buttati a capofitto su una build di prova insieme ad altri undici giocatori, e dopo aver letteralmente dominato la scena vi raccontiamo cosa ne pensiamo.

BattleCry

Mediiiic?
Mouse e tastiera alla mano ci siamo trovati nel bel mezzo di una sessione di team deathmatch 6 vs 6. A nostra disposizione vi erano sei differenti classi da cui scegliere, che si differenziavano tra tank, supporto e semplice DPS. Curiosi di provare quest’ultima categoria di guerrieri non abbiamo pensato due volte di optare sull’Enforcer, un guerriero melee dotato di una spada gigante e capace di infliggere danni a volontà se padroneggiato in maniera efficace. Spawnati sul campo ci siamo accorti come il feeling di gioco sia molto simile a quello di Team Fortress 2, storico titolo free to play a cura del colosso di Gabe Newell. Il movimento del personaggio era come sempre delegato ai classici tasti WASD, mentre con il mouse potevamo sfoderare l’attacco standard, trasformare la spada in uno scudo che riducesse i danni per un periodo piuttosto limitato di tempo o, ancora, utilizzare la rotella per appenderci a ganci sparsi per la mappa e raggiungere alture sopraelevate.
Oltre alle capacità offensive standard, ogni personaggio è caratterizzato da tre diverse abilità che possono incrementarne i parametri fisici o fargli usare particolari mosse ad area, il tutto con un sistema di cooldown che ne impedisce uno spam impunito. Nello specifico, la prima faceva urlare il nostro alter ego che, almeno apparentemente, acquisiva maggiore forza ed infliggeva danni, la seconda permetteva di agganciare un nemico dalla distanza, e la terza gli consentiva di roteare la propria arma dando il via a un poderoso attacco ad area. Ovviamente il teamplay è uno dei punti cardine del titolo, e come in tutti i prodotti di questo genere è fortemente consigliato muoversi in gruppo in stile “squadroni della morte” per tendere agguati al povero sprovveduto che vaga senza meta per la mappa di gioco e si dà al feeding più brutale. Oltre a ciò, assist, last hit e kill vengono conteggiati in modo decisamente preciso, e il rischio di uccisioni rubate è pressoché annullato, o comunque compensato da un quantitativo di punti più che sufficiente.
Sin da subito l’utilizzo dell’Enforcer ci ha divertito parecchio, sia per l’immediatezza delle sue skill sia per la sua potenza, a nostro avviso leggermente da nerfare prima della release finale dato che, anche in situazioni di minoranza numerica, l’utilizzo dell’urlo di battaglia e dell’AoE ha sfigurato l’intera compagine ostile lasciandoci pressoché illesi. Va anche detto che l’ottima combinazione di tutte queste abilità e l’utilizzo dei cooldown al momento giusto garantisce una potenza davvero devastante, ma, come già precisato, è stato fin troppo semplice avere la meglio (persino con tre nemici che ci colpivano con violenza).

BattleCry

No guns, only swords
Ma torniamo a parlare dei particolari ganci di cui abbiamo scritto poco fa, utili per scavalcare determinate alture, o degli speedup capaci di lanciarci da una parte all’altra della mappa in tutta scioltezza. L’inseguimento di un avversario che tenta di sfuggire alle nostre grinfie non è dei più semplici, dato che le possibilità a sua disposizione non si limitano alla semplice corsa attraverso corridoi, dunque è pressoché impossibile prevedere quale sia la sua prossima mossa. Tutto questo spinge a tentare di prevedere i movimenti altrui, e a esplorare la mappa in cerca di eventuali scorciatoie da cui tendere il prossimo agguato.
Parlando della componente tecnica, il titolo presenta una piacevolissima grafica in stile cel shading, anche se, sebbene girasse su PC presumibilmente ben performanti, non ha mancato di presentare qualche difficoltà nelle situazioni più concitate. A fine partita abbiamo avuto modo di fare un rapido scambio di battute con uno degli sviluppatori, che ci ha prontamente rassicurato di come la versione finale includerà numerosi miglioramenti in termini di prestazioni. Nulla di cui preoccuparsi in ogni caso, perché sin da ora il titolo è davvero godibile e molto divertente, capace di tenere incollato il giocatore per moltissimo tempo allo schermo.

– Dannatamente divertente
– Stile grafico piacevole
– Tante classi a disposizione
– Free to play






BattleCry è stata una delle sorprese dello stand Bethesda. Lo stile frenetico del titolo ci ha lasciato davvero stupiti, e speriamo vivamente che il modello free to play riesca a non rovinare l’esperienza di gioco, ma ad offrire solamente, mediante microtransazioni, skin o contenuti sbloccabili anche con la normale progressione. Per il momento bocca cucita su tutto questo, ma siamo certi che gli annunci non si faranno attendere.




TAG: battlecry