Battalion wars

Recensione
A cura di Onilink - 18 Dicembre 2005 - 0:00

Titolo presentato all’E3 2004 sotto il nome di Advance Wars: Under Fire, questo Battalion Wars rappresenta il gradito ritorno della serie Famicom Wars su console casalinghe, avendo infatti saltato a piè pari la generazione a 64 bit (gli episodi erano comunque disponibili unicamente in Giappone).
BW tuttavia non è esattamente un episodio della saga principale, bensì uno spin-off, ambientato nello stesso mondo, ma non c’è da preoccuparsi visto che, come tutti gli aficionados sanno, la Nintendo riesce a mantenere tutto il sapore dell’originale in ogni derivazione realizzata, ne saranno stati capaci anche i ragazzi dell’inglese Kuju? Andiamo a scoprirlo insieme.

Il mondo si muove con me.
Gli episodi di Famicom Wars (Advance Wars in occidente; finora sono arrivati sui nostri lidi solo tre titoli della serie, due per GBA ed uno per DS) appartengono al genere degli strategici a turni, ambientati in un mondo contemporaneo composto da fazioni sempre in guerra l’una con l’altra.
L’ambientazione di Battalion Wars non si discosta dai canoni della saga: avremo quindi la Frontiera dell’Ovest e gli invasori dell’Est pronti a darsi battaglia per il dominio del mondo.
A differenza degli altri però questa versione per Gamecube si presenta come un frenetico sparatutto in terza persona, con pochi elementi strategici dunque ma tanta azione.
Il generale (e no, non potremo usufruire di poteri speciali esclusivi per ogni graduato), o chi per lui, ci guiderà durante le missioni con degli obiettivi da raggiungere; il completamento di questi obiettivi sbloccherà la missione successiva e cosi via fino alla fine, nel modo classico insomma visto in tanti altri titoli simili e non.
Ovviamente non mancheranno obiettivi secondari, ed i bonus derivanti dal raggiungimento dei suddetti punti non saranno fini a se stessi, in quanto porteranno benefici tangibili alle nostre truppe.
La parola “truppe”, scritta al plurale, non è stata scritta a caso: col tasto Z, infatti, prenderemo il controllo del comandante di ogni battaglione (e sarà il personaggio da noi comandato); con lo stick C ci verrà concesso di selezionare tutta o parte della truppa, a seconda delle necessità; il tasto L è dedito al lock-on, ed usato in combinazione con B permette di effettuare capriole laterali; con il dorsale R si può prendere la mira, variare l’altitudine di un veicolo, accucciarsi in trincea e spostare le truppe in un punto preciso della mappa; con A si fa fuoco; con B si può saltare od andare sott’acqua (tasto dedito alla fanteria, ovviamente); la crocetta direzionale è utilizzata per variare l’area di visualizzazione delle telecamera, in situazioni particolari; il tasto X è usato per raggruppare o fermare le milizie, ed infine con il tasto Y si possono dare ordini ai battaglioni.
Come forse avrete già capito, è possibile utilizzare i tanti veicoli presenti nell’universo di Famicom Wars: dai carri armati agli aerei, dalle jeep agli elicotteri, ogni mezzo è caratterizzato da proprie caratteristiche di maneggevolezza, raggio d’offesa e velocità di cui sarà necessario tenere in considerazione per avere la meglio sui rivali.
Il tutto aggiunge, nel corso delle battaglie, una dimensione strategica al gioco, in quanto un’attenta scelta delle unità e dei veicoli può fare davvero la differenza in uno scontro e decretarne l’esito positivo o meno.
Per ciò che riguarda le missioni bisogna elogiarne la varietà, esse sono infatti diverse e ben caratterizzate (e soprattutto molto divertenti da giocare); si va dalla difesa dell’avamposto al salvataggio dei prigionieri, passando per la conquista di postazioni nemiche.
I commilitoni sono graziati da una raffinata intelligenza artificiale (non si andranno mai ad incastrare in punti dello scenario, cercheranno energia nel caso siano in difficoltà, ed inoltre sono in grado di offrire un buon supporto alle nostra azioni), tuttavia un non proprio accurato bilanciamento della difficoltà può portarci a ripetere più e più volte una determinata missione… nulla di frustrante, ma è meglio saperlo in anticipo.
Non lasciatevi ingannare però dall’introduzione di elementi strategici (come giusta eredità) nel gameplay: il gioco assume ritmi frenetici ed indiavolati, non dimentichiamoci che è comunque uno sparatutto in terza persona, è bene sottolinearlo e tenerlo a mente!
Con grande rammarico devo riportare l’assenza di una qualsivoglia modalità multiplayer, ciò riduce la longevità del gioco, tuttavia la presenza di missioni extra (sbloccabili ottenendo le medaglie d’oro come ricompensa al buon esito della missione) riporta l’ago della bilancia in quasi parità.

Sturmtruppen!
Parodia è la parola giusta per descrivere ciò che si vede su schermo.
A partire dai generali (il generale Herman, ad esempio, è il prototipo del graduato di ferro americano), passando per le truppe le ambientazioni ed i veicoli; le animazioni della fanteria (buffe e giocattolose), la stramba fisica che detta legge sui movimenti dei veicoli, le tinte utilizzate per colorare le uniformi dei battaglioni, tutto sembra ricordare i cari e vecchi soldatini di plastica.
Ciò non è però sinonimo di brutta grafica, anzi! Sebbene rappresenti modelli semplici e non impegnativi, il motore grafico riesce a gestire senza incertezze esplosioni, effetti speciali e tantissime truppe su schermo.
Il sonoro si attesta su marce militari, che si integrano perfettamente nell’azione.
Ottimi anche gli effetti sonori (spari, urla, esplosioni) e le voci, decisamente folkloristiche, dei comandanti.


– Frenetico
– Buona grafica
– Vario e divertente


– Ed il multiplayer?
– Solo 20 missioni?


8.0

Un ottimo gioco, che fa della miscela tra strategia ed azione un suo punto di forza.
Venti missioni per la campagna principale, nessuna modalità multiplayer ed una scarica d’adrenalina attendono l’acquirente di questo titolo.
Titolo decisamente consigliato: per una volta un gioco di guerra che non si prende sul serio.. finalmente!Il nuovo titolo della Nintendo rappresenta un ottimo gioco, che fa della miscela tra strategia ed azione il suo punto di forza, distaccandosi dalla saga originale ma assumendo allo stesso tempo una propria identità.Venti missioni per la campagna principale, nessuna modalità multiplayer ed una scarica d’adrenalina attendono l’acquirente di questo titolo, quasi obbligatorio se possedete un Gamecube e desiderare vedere una guerra rappresentata su schermo dalla società di Kyoto, che ovviamente non poteva che essere divertente e rilassante facendo capire che non serve la violenza gratuita ed il sangue a go go per rendere un titolo bello ed appassionante…avvolte basta un po’ di magia e non prendersi troppo sul serio.




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