Baldur’s Gate 2: Throne of Bhaal

By |16/10/2001|Categories: Recensione|Tags: |

Throne of Bhaal è la conclusione all’epica saga iniziata nell’ormai lontano 1998, con il primo ed ormai storico Baldur’s Gate. Questa espansione, che richiede circa 30 ore di gioco per essere completata, riprende la storyline dei figli di Bhaal giusto da dove l’avevamo lasciata al termine di Baldur’s Gate 2: Shadows of Amn. Come alcuni fra voi ricorderanno, durante il tormentato percorso verso il vostro destino di figlio di Bhaal siete venuti a conoscenza di almeno due dei vostri “fratellini”: orbene, in Throne of Bhaal capirete che nulla è come sembra, e che la famiglia è un po’ più grande di quanto credevate. Ma non potrete fermarvi a pensarci troppo sopra: il trono di Bhaal è ancora vuoto, e antichi e delicati equilibri di potere devono essere preservati…
Oltre alla conclusione della storyline principale (a proposito, continuerete a seguire anche il dipanarsi di eventuali sviluppi sentimentali iniziati in precedenza) questa espansione offre moltissime aggiunte e miglioramenti a Shadows of Amn. Innanzitutto viene aggiunta una nuova area, cioè il vasto dungeon chiamato Watcher’s Keep (il meccanismo è analogo alla Torre di Durlag di Tales of the Sword Coast). Il dungeon in questione presenta dei punti veramente ostici, e vi sconsiglio di affrontarlo se non siete almeno del 24-25.mo livello, anche perché rischiate di prendere solamente un sacco di mazzate. Potrete affrontare Throne of Bhaal sia con un party nuovo di zecca (ma non è certo la soluzione migliore, anche perché partireste svantaggiati), sia importando il vostro party da Baldur’s Gate 2, che è la soluzione utilizzata dal sottoscritto ed è quella che, per ovvie ragioni, offre le maggiori soddisfazioni, soprattutto se il vostro personaggio vi sta “amorevolmente” accompagnando dal primo Baldur’s Gate…
Tra l’altro, in Throne of Bhaal vi ritoverete a giocherellare con nuovi oggetti magici dagli effetti molto potenti, creati con l’aiuto di un’amico a partire da una serie di “oggetti base”… E non dico di più per non rovinarvi la sorpresa.
Passiamo alla novità più eclatante: l’experience cap (cioè il numero massimo di punti esperienza che potrete acquisire) è stato innalzato a 8.000.000 di punti esperienza, il che permette ad alcune classi di personaggio di arrivare al 40.mo livello. Se non masticate troppo AD&D (che ora è solamente D&D… Ehm, lasciamo perdere) sappiate che è un livello assolutamente spaventoso: fra l’altro, i vostri personaggi avranno accesso a nuovi, devastanti incantesimi dagli effetti spettacolari (tra i quali l’agognatissimo Desiderio). Ovviamente non è tutto facile come sembra, dato che i vostri avversari vi daranno ugualmente parecchio filo da torcere… In particolare mi riferisco alla resistenza alla magia di alcuni mostri, ma soprattutto alla potenza assolutamente inaudita di alcuni maghi avversari, che vi costringerà ad ingegnarvi per trovare soluzioni “creative” per sbarazzarvi di queste seccature (non che ciò sia un male, intendiamoci). Il problema è che dopo il decimo tentativo comincerete ad annoiarvi, è questo non è sempre piacevole…
Un’altra rilevante abilità introdotta sono le abilità speciali. Dopo un certo ammontare di livelli (il ventesimo, per la maggioranza delle classi) i vostri personaggi cominceranno a guadagnare abilità speciali. Queste abilità sono peculiari di ciascuna classe: ad esempio, sono disponibili varie canzoni ad effetto potenziato per i bardi, differenti tipi di trappole da piazzare per i ladri e spettacolari nuovi attacchi per le classi di combattenti, come l’Attacco Turbinante, il Colpo Poderoso e il Colpo Letale. Sono state introdotte anche abilità non altrettanto spettacolari ma non per questo meno utili, come Alchimia, Seguire Tracce e l’interessante Utilizzare Qualsiasi Oggetto (che permette a ladri e bardi di eludere le restrizioni di classe di parecchi tipi di oggetti). Per finire, da menzionare l’introduzione di un nuovo kit di classe, cioè il Mago Selvaggio: questo particolare tipo di mago è soggetto ad improvvise e totalmente imprevedibili ondate di magia dagli effetti assolutamente casuali, a partire dalle metamorfosi sino al cambiamento di sesso del mago. Sono disponibili anche nuovi incantesimi esclusivi per questa classe.
In definitiva, non credo ci sia bisogno di consigliare questo Throne of Bhaal agli appassionati della serie creata dalla Bioware. Per coloro che hanno già completato i primi episodi è un acquisto obbligato; va ricordato che non è un semplice data disk, ma la naturale conclusione di una saga cominciata ormai tre anni orsono. Per i principanti, se ci fosse bisogno di ricordarlo, c’è in circolazione ben altro, sia per coloro che cercano giochi di ruolo con un’impronta più “action” sia per chi preferisce titoli con un’appeal più originale (ehi, qualcuno ha detto Torment?).

HARDWARE

Configurazione minima: processore 233 Mhz, 32 Mb Ram, 1.2 Gb di spazio su disco, e scheda video con 4 Mb di Ram. Per giocare tranquilli, consiglio un processore ad almeno 400 Mhz, 128 Mb Ram ed una scheda video con almeno 16 Mb di Ram .

MULTIPLAYER

Supportato il multiplayer da 1 a 6 giocatori in rete locale o via Internet.


Nuovi incantesimi devastanti
Mostruoso livello di potenza raggiungibile dai personaggi


Abbastanza ostico in alcuni punti
E’ l’epilogo della saga dei figli di Bhaal…


8.5

La Bioware colpisce ancora nel segno, ma non penso che fossero in molti a nutrire dei dubbi. Si potrebbe contestare una storyline non particolarmente originale e qualche elemento sviluppato con una certa superficialità (queste considerazioni si potrebbero estendere anche ai titoli precedenti); certo è che veder crescere il proprio personaggio attraverso l’intera serie è una delle soddisfazioni più grandi che possa provare un giocatore. E ora che i figli di Bhaal hanno trovato il loro posto, sento un piccolo moto di nostalgia… Indubbiamente un segno della grande maestria della Bioware nel coinvolgere il proprio pubblico.