Recensione 4 min

Amplitude

L’astronave sfreccia libera nello spazio, con i suoi tre cannoni laser pronti a devastare fameliche orde di alieni invasori…come? Non siamo nello spazio? Vabbè, è vero, ‘sto posto sembra parecchio strano, altro che spazio stellato! Effetti psichedelici, schermi vaganti… Anche con lo sfrecciare liberi non ci siamo: cosa sono quegli strani binari colorati? Io voglio la libertà siderale, non questa specie di autostrada a otto corsie su cui spostarsi solo a destra e a sinistra! Vabbè, almeno gli alieni ci sono, vero? Come ? No?!? Devo sparare a quegli strani cosi colorati disseminati per le varie corsie? Senza che neanche rispondano al fuoco? E gli scudi, i potenziamenti, le smart bomb? Niente?!?! Cosa? Non sto nemmeno guidando un’astronave? Ma dai, mi prendi in giro, vero? Eh? Si tratta di uno strumento musicale futuristico? Ma siamo pazzi?

Piattaforma:
PS2
Genere:
rhythm-game
Data di uscita:
Sviluppatore:
Harmonix
Distributore:
Sony Italia

A song’s reborn
In realtà con gli sparatutto spaziali questo Amplitude ha poco a che fare, anche se il fatto di pilotare una sorta di navicella e dover colpire determinati bersagli un pò ne ricorda la meccanica…il titolo degli Harmonix è in realtà un atipico rythm’n game, seguito del geniale “Frequency”.
L’idea base del gioco è molto semplice: si prendono dei brani musicali e li si suddividono in varie tracce, ognuna delle quali ricomprenda uno degli strumenti utilizzati: batteria, basso, chitarra, tastiera, voce, sintonizzatore, ecc.
Ogni base musicale ha una “pista dedicata”, tutte le varie piste si affiancano lungo il percorso del giocatore, distinte le une dalle altre in base ai colori: ogni traccia è disseminata di bersagli da colpire ed è divisa in vari segmenti. Per ogni bersaglio colpito si liberano delle note, colpirne diversi in sequenza rende attiva un’intera base musicale per un tempo determinato: a questo punto il giocatore deve spostarsi a destra o a sinistra per attivare le altre piste. Basta commettere un solo errore (cioè mancare un bersaglio) e subito l’intero segmento che stavamo costruendo si resetta, obbligandoci a ripartire da zero; se commettiamo troppi errori uno dietro l’altro anche le basi precedentemente attivate si spengono.
Ogni brano è diviso in tre livelli, rappresentanti la progressione del motivo, da completare uno dopo l’altro prima di giungere al termine; se si riesce a fare tutto correttamente la canzone prende forma sotto i nostri occhi… e orecchie.
Lo strumento futuristico con cui portare a compimento l’impresa appare come una sorta di navicella spaziale dotata di tre spari, destro, sinistro e centrale, controllati rispettivamente dai tasti L1, R2 e R1 (oppure con Quadrato, Triangolo e Cerchio ma, con questa configurazione, è quasi impossibile portare a termine le sequenze più complesse): in effetti i bersagli su pista saranno disposti in una delle tre posizioni e la difficoltà del gioco consiste nello sparare con il cannone giusto al momento giusto!
Concorrono a fornire grande varietà di situazioni e strategie i vari power-up collezionabili: questi sono sparsi per le varie tracce, per raccoglierli occorre colpirli ma, per poterli sfruttare, occorre terminare la sequenza in cui sono inseriti altrimenti vanno perduti. Una volta raccolti possono essere utilizzati mediante la pressione del tasto X; tali power-up spaziano dall’utile, come la possibilità di rallentare la traccia per colpire più facilmente i bersagli, oppure la capacità di far completare automaticamente una pista di nostra scelta, al dilettevole, come la modalità Freestyle che concede al giocatore di scratchare per parte del brano senza malus .

Il DJ del 3000
Il titolo è diviso in varie arene (o città, se preferite): in ognuna di esse affronterete inizialmente tre tracce, superate brillantemente le quali dovrete vedervela con i boss, rappresentati da canzoni ben più impegnative da portare a termine! Completata un’area potrete passare alla successiva, ma potrete anche decidere di riaffrontare uno dei brani per migliorare il vostro punteggio.
Nel gioco sarete dotati di una sorta di barra energetica che si riempie ogni volta che completate una traccia, mentre decresce ad ogni vostro errore: scopo principale del gioco è riuscire ad arrivare in fondo alla canzone senza morire. D’altronde ogni vostra prova viene valutata in base a quante tracce riuscite ad attivare, a quanti colpi avete mandato a segno e quanti ne avete falliti: “sopravvivere” ad un brano non significa necessariamente padroneggiarlo, la voglia di migliorare i vostri punteggi vi spingerà a ripetere più volte motivi già affrontati nel tentativo di migliorarvi!
Come detto, la spiegazione degli accadimenti andrebbe ricercata nel fatto di trovarsi nei panni di un DJ intento a creare la sua musica in un lontano, imprecisato futuro: il gioco permette la creazione di un vero e proprio avatar totalmente personalizzabile (si passa dall’umano al cyborg all’alieno) che compare in un riquadro durante la partita e al termine di ogni sessione…del tutto inutile ma abbastanza divertente!

World Music
In un titolo del genere la grafica ha un’importanza relativa ed, in effetti, per quanto coreografiche, le ambientazioni non appaiono particolarmente definite: vi muoverete attraverso suggestive e coloratissime locazioni zeppe di effetti speciali, esplosioni, strutture indefinibili e schermi su cui scorrono le immagini degli artisti coinvolti.
Stellare, invece, il comparto sonoro: tra gli autori dei brani utilizzati appaiono artisti del calibro di David Bowie, Pink, Blink 182, Garbage, P.O.D., Papa Roach ma anche Quarashi, Weezer, Slipknot, Herbie Hanckock, Diesel Boy, Logan 7, Manchild, Crystal Method, Baldwin Brothers, Mekon & Roxanne, Production Club, Freezepop…una tale varietà di artisti fa sì che nel gioco ci sia per forza qualche brano noto ed apprezzato, qualunque sia il giocatore, senza contare il piacere di cambiare completamente genere musicale da una traccia all’altra, in modo da non annoiarsi mai! D’altronde in un titolo del genere la colonna sonora è tutto!
Il gameplay è semplice ed immediato (si usano quattro tasti…) ma la longevità è garantita dai vari livelli di difficoltà, oscillanti tra il tranquillo andante e l’incubo musicale, e da una modalità multiplayer prevista sia in forma cooperativa che competitiva.

– Ipnotico
– Colonna sonora grandiosa
– Virtualmente infinito
– Divertentissimo

– Per molti, ma non per tutti
– Grafica migliorabile

8.5

Giocabilità e divertimento ai massimi livelli, colonna sonora stellare, grafica migliorabile ma funzionale: Amplitude è un titolo tutto arrosto e niente fumo, tutto contenuto e con pochi fronzoli. Piacerà anche a coloro tra voi che odiano i rythm’n games, piacerà a coloro che li adorano; chi ha già giocato a “Frequency” troverà le stesse meccaniche ulteriormente migliorate e scoprirà come si possa ancora migliorare un gioco già quasi perfetto. E’ anche vero che, vista la particolarità del prodotto, se non riuscirete a comprenderlo ed amarlo, inevitabilmente finirete con l’odiarlo: l’ideale sarebbe poterlo provare prima di acquistarlo…
Dicono che la PS2 non sia in grado di sfornare titoli innovativi come la sua illustre progenitrice: “Amplitude” è uno di quei titoli che dimostrano esattamente il contrario!