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11 curiosità su Resident Evil che (probabilmente) non sapevate

Pensate di sapere tutto sulla saga di Resident Evil? Ecco alcune curiosità che forse non conoscevate.

Resident Evil è uno dei franchise survival horror più famosi al mondo, che conta un numero impressionante di giochi, spin-off, film e tanto altro ancora. Dal 1996 a questa parte, la serie videoludica è riuscita a guadagnarsi un pubblico di fan davvero infinito, ma ci sono alcune curiosità che anche i più appassionati potrebbero non conoscere.

Vediamole insieme in attesa di Resident Evil Village, che vi ricordiamo essere in uscita oramai tra pochi giorni, nell’anno in cui la saga celebra il suo 25esimo compleanno.

1. Resident Evil non doveva chiamarsi così

Molti di voi già sapranno che Resident Evil è conosciuto in Giappone come Biohazard, ma pochi conoscono la vera storia dietro alla nascita del famosissimo nome del franchise. Negli anni ’90 Biohazard era infatti il nome ufficiale del primo gioco, che era stato pubblicato in Giappone e stava riscuotendo un successo sorprendente.

Nonostante ciò, il titolo non avrebbe potuto funzionare allo stesso modo in Occidente: lo stesso nome apparteneva infatti sia a una band metal, sia a un altro videogioco meno conosciuto.

Per questo motivo, Capcom si affidò alla creatività dei propri dipendenti per scegliere un nuovo titolo per il gioco. Inutile dire che il vincitore fu Resident Evil, che a distanza di quasi trent’anni è ancora uno dei franchise più conosciuti e più amati a livello internazionale, e non solo dagli appassionati di horror.

2. Il primo Resident Evil detiene il Guinness World Record per la peggior sceneggiatura

Nel 2008, il primo capitolo della saga si è aggiudicato un Guinness World Record, ma non per avere superato il record di vendite, o per la miglior grafica. Il gioco fu infatti premiato per la peggior sceneggiatura mai scritta per un videogioco.

Frasi come «c’è mancato poco, stavi per diventare un Jill-sandwich» o «quest’arma è davvero potente, soprattutto contro gli esseri viventi» sono diventate letteralmente indimenticabili per i giocatori degli anni ’90, e in qualche modo hanno contribuito a rendere il gioco tanto famoso.

3. Nella saga vengono citati spesso i Queen

A quanto pare, qualcuno in Capcom è un fan sfegatato della rock band britannica. Alle opere dei Queen sono state infatti dedicate più citazioni all’interno della saga.

Per esempio, la giacca di pelle di uno dei costumi alternativi di Chris Redlfield in Resident Evil riporta la scritta “Made in Heaven, ultimo album della band uscito nel 1995, che ritroveremo anche nel capitolo successivo sul costume predefinito di sua sorella Claire.

Anche in Code: Veronica ci imbatteremo una citazione analoga: questa volta sulla giacca di Claire c’è scritto “Let Me Live, il titolo della terza traccia dell’album sopracitato.

Infine, il tributo ai Queen continua in Resident Evil 0, con il tatuaggio di Billy: quello che a prima vista potrebbe sembrare un semplice disegno tribale, è in realtà una scritta che recita “Mother Love, ovvero la quarta traccia di “Made in Heaven”.

4. Il personaggio di Brad Vickers compare nei primi tre Resident Evil

Nel primo capitolo della saga Brad Vickers ha un ruolo molto importante, poiché in più occasioni salverà la vita sia a Chris che a Jill. Per questo motivo, gli sviluppatori hanno voluto dedicare un piccolo tributo al suo personaggio inserendo un easter egg nel secondo capitolo.

Spoiler Alert. Se non avete ancora giocato a Resident Evil 2 vi consigliamo di passare direttamente al paragrafo successivo.

Giocando allo scenario A in difficoltà normale e raggiungendo la stazione di polizia senza aver raccolto alcun oggetto fino a quel momento, incontrerete un Brad-zombie. Uccidendolo otterrete una chiave che vi darà accesso a un armadietto contenente due costumi speciali per Leon e Claire e una Colt.

Brad farà una breve comparsa anche in Resident Evil 3 e nel suo remake uscito nel 2020.

5. Resident Evil 1.5

In seguito al grande successo riscosso dal primo capitolo, Capcom iniziò subito a lavorare a un seguito. Ma quando il futuro Resident Evil 2 era quasi arrivato alle ultime fasi di sviluppo, la casa produttrice decise di interrompere i lavori e ricominciare da capo.

Tante le motivazioni dietro a questa scelta: pare che il gioco non fosse in grado di soddisfare neanche lontanamente le aspettative dei giocatori, che speravano in un titolo all’altezza del suo predecessore.

Ma che cos’aveva di diverso quella versione del gioco, chiamata in seguito Resident Evil 1.5, rispetto all’horror che conosciamo così bene? La differenza principale tra i due titoli risiedeva nell’assenza di Claire Redfield: la protagonista, insieme a Leon Kennedy, avrebbe dovuto essere Elza Walker, una giovane studentessa con indosso una tuta da motociclista.

Al contrario di ciò che invece succede in RE2, la versione 1.5 prevedeva che le storie dei due protagonisti si intrecciassero senza mai incontrarsi. Un altro degli elementi che spinse gli sviluppatori a decidere di abbandonare il progetto fu la storia, che non dava adito a un seguito.

Nella versione definitiva, che tutti noi conosciamo come Resident Evil 2, l’arrivo di Claire Redfield non solo creò un collegamento col gioco precedente, ma scandì l’inizio della storia di un personaggio importantissimo per la trama di questo e di tanti altri capitoli del franchise.

Più di vent’anni dopo, Capcom ha voluto rendere omaggio al personaggio di Elza Walker in Resident Evil 2 Remake, inserendo il suo costume da motociclista tra gli outfit speciali di Claire.

6. Il progetto iniziale di Resident Evil 4 è diventato Devil May Cry

Il quarto capitolo della serie è rimasto in fase di lavorazione per oltre cinque anni, perché Capcom desiderava aggiornare il gameplay e le modalità di combattimento per creare un titolo che fosse più action.

Col tempo però gli sviluppatori si sono resi conto che queste modifiche avrebbero snaturato la vera essenza del gioco, e hanno deciso di utilizzare il lavoro fatto fino a quel momento per creare Devil May Cry, un altro amatissimo titolo Capcom.

7. Resident Evil non è il primo titolo horror di Capcom

Non sono in molti a sapere che prima di creare la saga di Resident Evil, Capcom aveva già fatto il suo debutto horror con un altro gioco. Si tratta di Sweet Home, un titolo ispirato all’omonimo film nipponico e pubblicato solamente in Giappone.

Oltre a essere uno dei precursori del genere videoludico horror, Sweet Home aveva molto in comune con RE: nonostante si trattasse di un JRPG, il gioco era ambientato in un’antica villa (vi ricorda qualcosa?) e i personaggi dovevano cercare di sopravvivere agli attacchi di tantissimi mostri, tra cui alcuni zombie.

Un altro elemento in comune è l’ormai famosissima animazione delle porte che si aprono lentamente, pensata per rendere più piacevole l’attesa del caricamento tra una stanza e l’altra della magione.

8. Chris e Jill avevano già incontrato gli zombie prima di Resident Evil

Sembra impossibile, ma a quanto pare Chris Redfield e Jill Valentine erano già a conoscenza dell’esistenza degli zombie prima degli eventi verificatosi in Resident Evil.

Un piccolo e raro libricino chiamato Biohazard – The Beginning che veniva venduto insieme alla Collector’s Edition del gioco originale per Sega Saturn, narrava infatti gli eventi avvenuti poche ore prima dell’incidente di Villa Spencer.

Il libro è considerato un vero e proprio prequel della saga, e introduce i personaggi di Chris e Claire alle prese con i primi segnali dell’epidemia del virus T.

9. In Germania gli zombie avevano il sangue verde

Nonostante Resident Evil non fosse il primo videogioco survival horror della storia, fu comunque il primo a rappresentare scene piuttosto cruente con una grafica molto avanzata per i tempi. La versione del gioco per il mercato occidentale venne infatti censurata, perché considerata troppo cruda e violenta.

Oltre a coprire alcune scene con un filtro bianco e nero e ad eliminare alcuni dialoghi, in alcuni casi il colore del sangue venne cambiato per risultare meno disturbante.

Per questo motivo, nella versione tedesca del primo capitolo gli zombie avevano il sangue verde, mentre per le versioni per PC e Dreamcast di Resident Evil 2 era stato scelto il colore grigio.

10. Una versione di Resident Evil aveva un Tyrant d’oro e un Wesker zombie

La versione del primo gioco pubblicata per Sega Saturn presentava alcune caratteristiche peculiari e uniche, tra cui un particolare Tyrant d’oro. Si trattava semplicemente di un boss identico a quello del titolo originale, ma in una variante dorata.

Nella stessa versione, i giocatori potevano incontrare una vera e propria versione zombie di Wesker, con tanto di occhiali da sole e capelli a spazzola.

11. In Resident Evil 0 Remake potrete giocare con un Super Wesker

Avete sempre sognato di vestire i panni di Wesker? In Resident Evil 0 HD Remaster potrete farlo. Una volta completata la storyline principale potrete selezionare la Wesker Mode dal menu Extra e sostituire in questo modo il personaggio di Billy.

Il carismatico personaggio non avrà solamente un aspetto particolare, ma presenterà delle abilità speciali che potrete usare fin dall’inizio della partita.

A differenza di Billy, oltre a poter mischiare tutti i tipi di erbe, Wesker potrà sparare veri e propri raggi laser dagli occhi e sferrare una carica devastante in grado di sconfiggere qualunque nemico.

Se eravate a conoscenza di tutte le curiosità appena citate e non vedete l’ora di mettere le mani sul nuovo capitolo, potete ingannare l’attesa leggendo le nostre impressioni sulla demo a questo link.

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