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10 curiosità su PlayStation in attesa di PS5: momento nostalgia

In attesa di PlayStation 5, scopriamo alcune curiosità e dietro le quinte dal mondo PlayStation – dal significato dei suoi simboli alle fonti di ispirazione per alcuni design

In questo 2020, PlayStation 4 lascerà il campo a PlayStation 5, la console next-gen prodotta da Sony che vuole raccogliere il successo della sua illustre sorella maggiore, arrivata ormai a oltre 110 milioni di base installata. La storia del brand, come saprete, è iniziata con il debutto di PlayStation nel 1994 e, da allora (ma pure da prima), ci sono stati tanti momenti e dettagli più o meno curiosi che si sono succeduti.

In attesa delle nuove console e dell’evento di mercoledì sera su PS5, passiamo quindi in rassegna le curiosità a tema PlayStation, allietandovi la giornata a suon di feels.

1. Perché ci sono quei simboli sui pulsanti PlayStation?

Se le console precedenti avevano scelto sempre un’impostazione dei pulsanti che venivano riconosciuti per lettere, come A, B, X, Y o eventualmente Z, PlayStation arrivò sul mercato con Croce, Quadrato, Cerchio e Triangolo. Ma qual è il significato di questi simboli e come vennero scelti? A spiegarlo fu Sony stessa che, essendo giapponese, non ebbe difficoltà ad arrivare a Croce e Cerchio: semplicemente, si tratta dei simboli che rappresentano il No e il . Come ricorderete, in effetti, nei titoli provenienti dal Giappone Cerchio veniva usato per confermare, Croce per annullare – sebbene poi in Europa le cose siano invertite e Croce sia diventato il pulsante di Invio della console.

Per quanto riguarda Quadrato, invece, il simbolo doveva rappresentare un inventario, secondo i designer: immaginato magari un gioco di ruolo in cui sarebbe stato il tasto preposto all’apertura del menù dove visualizzate oggetti e status dei personaggi. Triangolo, infine, voleva rappresentare in qualche modo la tridimensionalità: a partire dal punto di vista del giocatore, esprimeva il senso di prospettiva.

I simboli PlayStation sono invariati dalla prima console

2. La mascotte originale (orribile) di PlayStation

Quando, oggi, pensiamo ai fasti della prima PlayStation, è facile identificare Crash Bandicoot o Spyro come sue mascotte, in qualche modo. Tuttavia, negli anni ’90 le cose erano ben più inquietanti, e la mascotte a cui Sony aveva pensato e che aveva progettato era completamente diversa. Battezzata Polygon Man, probabilmente per sottolineare l’uso dei poligoni e di una grafica tridimensionale, questa testa fluttuante viola doveva essere espressione della forza bruta di PlayStation. Per fortuna, però, Ken Kutaragi nel 1995 non la apprezzò e lo sfortunato Polygon Man finì in fondo a un cassetto, ritornando solo come cattivone in PlayStation All-Stars Battle Royale.

Polygon Man era la mascotte originale immaginata per PlayStation

3. La leggenda dei dischi neri (che attirarono Marilyn Manson)

Se i CD-ROM dell’epoca erano quasi degli specchi accecanti, con il loro retro a specchio con riflessi arcobaleno, vi ricorderete tutti che PlayStation aveva invece dei misteriosi CD neri. Questi ultimi erano neri nella parte frontale – dove poi veniva applicato l’artwork del gioco, o nel caso delle Demo semplicemente veniva stampato il nome del disco – ed erano soprattutto neri sul retro, al punto che alcuni si domandarono se non fosse una misura per aiutare la console a distinguere i giochi originali da quelli piratati. In realtà, il motivo era molto più semplice: Sony realizzò i CD neri per PlayStation perché le piacevano.

Il fascino di questi CD neri è diventato così noto che l’artista Marilyn Manson decise di servirsi delle stesse tecnologie (e dello stesso stabilimento) per le copie dell’album The Pale Emperor, a loro volta su CD neri, contattando Sony per sapere come muoversi per avere lo stesso effetto, nel 2015.

Tra tutti i possibili e misteriosi motivi per cui Sony scelse dei CD neri, la risposta era la più semplice: perché spaccavano.

4. L’annuncio del prezzo di PlayStation all’E3 1995

Le botte e risposte tra i diversi produttori di console sono in realtà storie di lunghissimo corso, come si ricorderanno i videogiocatori più veterani tra i nostri lettori. Fu così che, all’E3 1995, prese anche vita un teatrino che ancora oggi è ricordato per la peculiare scelta di comunicazione compiuta da Sony. Durante la fiera, infatti, SEGA salì sul palco per annunciare che SEGA Saturn avrebbe avuto un prezzo di $399. Cogliendo la palla al balzo, durante la sua presentazione Sony fece salire sul suo palco il presidente Steve Race che, dopo una inutilmente lunga introduzione, si accomodò sulla predella solo per dire «$299», prima di andarsene tra i clamori dei giornalisti presenti.

 

5. Il gioco con più CD nella storia di PlayStation

Molti di noi si ricordano dei quattro dischi di Final Fantasy VIII e di Final Fantasy IX, o dei due dischi di Metal Gear Solid, che mettevano in evidenza la necessità di supporti multipli per contenere i titoli più corposi – una soluzione a cui siamo arrivati anche oggi, e perfino con i Blu-Ray. Ma qual era il gioco con più CD in assoluto? Si trattava del porting su PlayStation (da PC) di Riven, titolo creato come sequel di Myst e basato interamente sui video, che richiedevano parecchio spazio. Spazio che venne trovato in 5 CD, che resero possibile farlo girare su PlayStation.

Una copia di Riven con i suoi 5 dischi. Fonte: eBay

6. In cerca di un logo

Ci fu parecchio da faticare, prima di arrivare all’odierno logo PlayStation che tutti ben conosciamo: il designer Manabu Sakamoto dovette infatti immaginare numerosi concept, prima di arrivare alla soluzione finale approvata per il marchio. La costante era quella di due simboli che potessero mettere insieme le iniziali del marchio, ed eventualmente riunire più colori. Una costante era anche quella del blu, che oggi sappiamo essere il colore-simbolo di PlayStation, mentre solo negli ultimi design si arrivò a pensare a un logo in cui “P” e “S” potessero in qualche modo essere una verticale e una orizzontale, anziché affiancate o sovrapposte.

I diversi loghi di PlayStation immaginati prima di quello finale

7. Controller strambi di tutti i tipi

Saranno stati gli anni ’90, saranno stati i primi 2000, ma i giocatori su PlayStation hanno visto arrivare sul mercato controller strambi di qualsiasi genere. Così, Sony realizzò un vero e proprio mouse PlayStation da utilizzare sulla sua console – e se non ne avete mai sentito parlare ci sarà un motivo. Le stramberie non si fermarono qui: arrivò anche PlayStation Glove, il guanto indossabile che doveva sostituire i controller – e che sa di sci-fi molto più di quanto potreste pensare. Coroniamo con il controller per Bass Landing firmato da Agetec, pensato per le simulazioni di pesca (che all’epoca erano particolarmente popolari, come ricorderete).

8. La leggendaria schermata iniziale di PS2

Vi ricorderete tutti della schermata iniziale che veniva mostrata all’accensione di PlayStation 2. Quest’ultima presentava dei cubi bianchi su campo blu, che si allungavano per diventare delle sorta di torrette non meglio precisate. Indiscrezioni spiegarono che quelle torrette rappresentassero il numero di titoli da voi giocati, e che la lunghezza fosse proporzionale alle ore trascorse su di essi. Tuttavia, la cosa è più precisa: le torrette sono basate sul numero di salvataggi nella vostra memory card, e avviando la PS2 senza nessuna scheda di memoria non viene più mostrata alcune torretta.

La storica schermata iniziale di PlayStation 2

9. Il design di PS2 è ispirato ad Atari

Ricorderete tutti il design da monolite nero di PlayStation 2, che era possibile sistemare sia orizzontale che verticale nella vostra postazione da gioco. Se vi chiedete da dove si sia originata la sua idea, sappiate che la risposta è: da un prototipo di Atari. Nel 1993, la celebre compagnia aveva realizzato Falcon030 Microbox, console che poi non avrebbe visto la luce, in favore di Atari Jaguar. Quel design, tuttavia, rimase nell’immaginario di Sony, al punto che la stessa compagnia nipponica ammise di essersi ispirata per realizzare quello della sua PS2

A sinistra: Atari Falcon 030 Microbox, a destra: PlayStation 2

10. Il font di Spider-Man su PS3

Vi ricorderete tutti che, nella sua versione fatPlayStation 3 presentava il suo nome stampato in alto sulla scocca con un peculiare font: quello di Spider-Man. I film firmati da Sam Raimi all’epoca erano sicuramente popolari, e come sapete sono prodotti proprio da Sony: la compagnia scelse così di usare lo stesso font, come a creare un certo senso di familiarità e una sinergia, per le campagne marketing dei film e per quella di PS3. Ricorderete anche che molti storsero il naso di fronte a questa scelta (anche perché PlayStation aveva già un suo font ufficiale), e alla fine nel 2009 si arrivò a un cambio di rotta, con un nuovo font per la console al lancio della prima variante Slim.

Il motivo di questo cambio, tuttavia, non fu legato a un cambio d’idea relativo alla sinergia con i film di Spider-Man, né alle critiche della community: a quel punto, Sony decise di fregiare la console con il logo PS3, ritenuto molto più facile da utilizzare nei prodotti di marketing rispetto all’esteso “PLAYSTATION 3” con il font de L’Uomo Ragno. Fu, insomma, semplicemente una questione di marketing, sia per la scelta del font che per il suo abbandono.

A sinistra: l'originale PlayStation 3 con il font di Spider-Man, a destra: il design Slim con il rinnovato logo

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