Trials Rising Recensione | la potenza è nulla senza controllo

La serie Trials ritrova se stessa nel capitolo migliore di sempre: Trials Rising.

RECENSIONE
A cura di Marcello Paolillo - 26 Febbraio 2019 - 11:57

Per scoprire gli albori della serie Trials, dobbiamo tornare nientemeno che al lontano 2000, anno in cui il primo capitolo della serie vide la luce sotto forma di semplice browser game. In tutto e per tutto simile al misconosciuto titolo targato Mastertronic (Kikstart 2), il gioco riuscì subito a farsi notare dai giocatori dell’epoca, grazie all’immediatezza delle corse motociclistiche (sviluppate in Java). Negli anni successivi il gioco ebbe un sequel (Trials 2, nel 2007) e un rifacimento (Trials 2: Second Edition, nel 2008). Il salto lo si ebbe però solo con Trials Frontier, nel 2014, un racing su due ruote pensato per il mercato mobile, cui seguì Trials Fusion per PlayStation 4, Xbox 360/One e PC, un titolo legato a doppio filo alla precedente iterazione della serie. Ora, dimenticando il mediocre Trials of the Blood Dragon, il franchise è a un bivio: tentare di compiere un ulteriore salto generazionale (con tutti i rischi del caso) oppure affinare quanto di buono fatto in precedenza, portando così al pubblico il Trials perfetto. La scelta presa dal team finlandese di RedLynx poteva essere una soltanto.

Leggeri come una piuma, ma su due ruote

Trials Rising riprende la formula (vincente) dei predecessori e la porta su un piano qualitativo degno di un titolo del 2019. Il gioco unisce infatti racing e platform, mettendo sul piatto della bilancia le capacità del giocatore, chiamato a salire in sella alla sua moto e dosare a dovere velocità e abilità. La fisica delle due ruote è uno dei punti cardine del titolo Ubisoft, inquadrato nell’ormai classica visuale in 2.5D (ossia ci sposta lungo due direzioni, ma in un contesto scenografico interamente in 3D). Il controllo del peso del pilota, l’accelerazione del nostro mezzo (attraverso lo stick analogico e i due tasti dorsali del pad) è alla base dell’ossatura ludica di Rising, cosa questa che obbligherà il giocatore a rialzarsi dopo un gran numero di cadute.

Nel caso fosse la prima volta che provate con mano un capitolo della serie Trials (non ve ne faremo una colpa, traquilli), vi sentirete particolarmente frustrati nel non riuscire momentaneamente a padroneggiare la vostra moto. Non temete: il sistema di controllo richiede semplicemente un po’ di tempo per essere assimilato appieno. Difatti, non appena avrete imparato a “domare” il vostro mezzo noterete come il comportamento della moto risponderà in tutto e per tutto agli input del giocatore, plasmandosi a ogni dosso, rampa o discesa di un determinato percorso. Questo perché, come diciamo spesso in questi casi, la pratica rende perfetti.

Trials Rising è un racing atipico in tutto e per tutto, non trattandosi infatti di un gioco che fa della velocità il suo punto di forza, quanto piuttosto della precisione d’esecuzione: i vari tracciati che andremo a percorrere in sella alla nostra moto sono infatti dei veri e propri stage che non sfigurerebbero in un platform di nome e di fatto, con elementi dello scenario da utilizzare con molta attenzione al fine di ottenere il miglior tempo in assoluto. Questo, oltre alla possibilità di affrontare una quantità considerevole di eventi sparsi per tutto il mondo (tra Stati Uniti, Europa e Asia), attraverso ben nove leghe principali da affrontare in una brillante modalità carriera (la vera colonna portante del titolo Ubisoft). Senza contare la possibilità di sttipulare vari contratti con alcuni sponsor, al fine da ottenere obiettivi extra da portare a termine sui tracciati già battuti in precedenza.

Tuttavia, è meglio sottolinearlo nuovamente, l’ottenimento di una medaglia d’oro è legato a doppio filo alla fisica dei veicoli: se nei livelli iniziali tutto apparirà relativamente semplice, i tracciati tenderanno a farsi sempre più impervi corsa dopo corsa, con giri della morte, frenate repentine e più in generale un design e un ritmo di gioco che ci obbligheranno a stare attentissimi allo spostamento del peso del pilota (unito alla modulazione della manopola del gas). Questo perché basterà un minimo errore di calcolo per cadere rovinosamente per terra, vedendo così sfumare nuovamente il podio. Le missioni tutorial della cosiddetta Università di Trials (sbloccabili completando le varie competizioni) vi permetteranno di prendere confidenza con le basi di un sistema di controllo tanto preciso quanto punitivo, sebbene per familiarizzare al cento per cento con il gioco dovrete sbucciarvi un bel po’ le ginocchia (e di che tinta).

Trials Rising mette sul piatto della novità anche le Finali Stadio, una sorta di “test conclusivo” per ciascuna delle sessioni che compongolo la campagna per giocatore singolo. Si tratta, in soldoni, di una competizione a eliminazione, in cui saremo chiamati a piazzarci obbligatoriamente tra i primi quattro classificati, per poi salire man mano sempre più in alto sul podio. A ciò fa capolino anche la Modalità Sfidanti, nella quale avremo a disposizione solo tre tentativi per fare meglio dei nostri rivali a due ruote. Il premio, nel caso arivassimo in testa, sarà una cassa equipaggiamento. Avete capito bene: Trials Rising abbraccia le loot box, ossia oggetti ottenibili o con la normale progressione di gioco o spendendo la valuta in game (parliamo di capi di abbigliamento per il nostro motociclista, pezzi da applicare al veicolo e molto altro). Nulla di grave o particolarmente invasivo, nonostante il nostro consiglio sia comunque quello di ottenere i vari oggetti cosmetici attraverso la vittoria delle varie gare. Ne varrà sicuramente la pena.

Ultima ma non meno importante, la modalità multiplayer online, nella quale saremo chiamati a battere i risultati sul tempo conseguiti dagli altri giocatori della community di Rising. A ciò si affianca un’inedita Modalità Tandem, nella quale due piloti sono chiamati a salire a bordo della stessa moto cercando di gestirne – in contemporanea – lo spostamento e l’inclinazione (immaginate solo per un istante la quantità di risate e imprecazioni). Infine, una modalità in locale fino a un massimo di quattro giocatori e un editor di livelli (da condividere poi con gli altri utenti connessi alla rete) dimostrano tutto l’impegno profuso da parte del team RedLynx nel proporre il Trials perfetto.

+ Visivamente strepitoso
+ Una valanga di tracciati, incluso l'editor
+ Sistema di gioco versatile e complesso...
- ... forse anche troppo
- Sistema di loot box ininfluente.

8.5

Squadra che vince non si cambia, e Trials Rising fa leva proprio su questo semplicistico e funzionale proverbio. L’ultimo titolo targato RedLynx altri non è che un affinamento di tutti gli elementi che hanno reso celebre la serie, con in più un comparto multigiocatore, una soundtrack e struttura di gioco pressoché inattaccabili. Peccato solo per un sistema di loot box che non aggiunge nulla all’economia generale del titolo, ma che fortunatamente non la danneggia in alcun modo. Per il resto, Rising è la summa ideale di tutto ciò che serie Trials ha da offrire alla community. A patto di non avere paura di sporcarvi di fango.




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