The Surge 2 provato | un soulslike sci-fi davvero hardcore

Si torna nel futuro distopico del team di sviluppo Deck13.

PROVATO
A cura di Marcello Paolillo - 27 Aprile 2019 - 10:09

Il primo The Surge, diciamolo senza peli sulla lingua, è stato un titolo buono ma non certo indimenticabile. L’ action-RPG sviluppato da Deck13 – autori anche di Lords of the Fallen – era infatti nato con l’obiettivo di variare la formula messa in atto da FromSoftware e i loro celebri soulslike, specie per quanto riguarda l’ambientazione di gioco. Il dark fantasy medievale era infatti stato accantonato dal team di sviluppo con sede in Germania, a favore di un contesto scenografico sci-fi, più precisamente un futuro distopico dove la Terra, martoriata da guerre e distruzione, era stata messa in ginocchio anche da condizioni climatiche sfavorevoli alla sopravvivenza del genere unamo. A parte le premesse, il primo The Surge si proponeva come un prodotto estremamente derivativo, soprattutto per via della ripetitività del grinding (legato al crafting dei pezzi dell’esoscheletro) e alla poca originalità dell’art design generale (senza alcun vero guizzo creativo). Ora, in occasione del What’s Next di Focus Home Interactive tenutosi alcuni giorni fa a Parigi, abbiamo potuto testare nuovamente con mano il sequel di questo particolarissimo soulslike ad ambientazione futuristica. Fortunatamente, con The Surge 2 le cose sembrano essere decisamente migliorate rispetto al passato.

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Quando una schivata non basta

Un breve filmato gameplay d’accompagnamento, in grado di mostrare un notevole salto di qualità rispetto al capitolo originale, ha preceduto l’invito da parte del team di sviluppo di provare con mano un segmento del gioco scelto appositamente per noi, definito “abbastanza impegnativo”. A quanto pare, i ragazzi di Deck13 non scherzavano affatto, visto che quanto provato con le nostre mani (per circa un’ora di gioco intenso) ci ha permesso non solo di testare la bontà del prodotto, ma anche di far scendere tutti i santi dal paradiso a seguito delle nostre imprecazioni, a seguito dell’ennesima morte del nostro protagonista. Questo perché, è meglio dirlo subito, The Surge 2 sembra essere un soulslike di quelli bastardi. Ambientata all’interno di una foresta, nella quale abbiamo potuto scorgere rovine di un qualche tipo di avamposto tecnologico, la porzione di gioco ci ha gettato subito nell’azione senza alcun tutorial o la benché minima curva di apprendimento. Dando per scontato che avessimo buona padronanza coi titoli di FromSoftware e simili, tra attacchi rapidi e lenti, parate e schivate (queste ultime, più un cruccio che altro), il nostro compito era raggiungere una specifica parte della mappa, superando un coriaceo boss di turno caratterizzato da letali attacchi a distanza.

La presenza di guerrieri in grado di diventare invisbili, cecchini infallibili e più in generale la loro capacità di calcolo nei confronti di noi poveri utenti lasciati alla mercé di una morte dietro l’altra (ne avremo contate almeno una ventina). Poco sorprendentemente, la tattica di lanciarsi a testa bassa negli scontri non ha portato a nulla di buono, tant’è che nelle mische corpo a corpo l’inferiorità del nostro personaggio – perlomeno subito dopo l’avvio della demo – era evidente. Tra la frustrazione più nera e un enorme punto interrogativo circa il bilanciamento della difficoltà di The Surge 2, piano piano abbiamo compreso il complesso sistema di gioco messo in piedi per l’occasione, gran parte del quale fondato sui potenziamenti alla nostra armatura. Ma non solo: il combat system è piuttosto accurato nel farci scegliere quali parti del corpo del nostro avversario colpire, cosa questa che si rifletterà giocoforza sul tipo di ricompensa. Tirando per le lunghe lo scontro e cercando di colpire il punto giusto del nemico, ci verrà dato in cambio un oggetto o un componente decisamente più raro e prezioso di quello ottenuto nel caso decidessimo di far fuori il nostro avversario più velocemente, colpendo magari le sue parti più scoperte e quindi più vulnerabili (sempre che lui non ci mandi al Creatore prima, ovviamente).

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Questo sistema, unito alla possibilità di compiere delle vere e proprie ‘fatality’ ai danni del malcapitato, rendono i combattmenti di The Surge 2 su di un altro piano qualitativo rispetto al blando combat system del predecessore, più schematico e meno interessante. A ciò va ad aggiungersi anche la parata direzionale (esattamente come quella vista in For Honor), elemento che ben presto si rivelerà essere altrettanto fondamentale visto che deviare correttamente un colpo permetterà non solo di stordire temporaneamente l’avversario, bensì darci quella manciata di secondi necessari a decidere se fuggire a gambe levate o infliggere il tanto agognato colpo di grazia. Peccato solo per la schivata, davvero difficile da padroneggiare, oltre al fatto che la IA nemica sarà alquanto insistente, non dandoci modo di approcciarsi né in maniera stealth né tantomeno di sfruttare gli elementi scenografici a nostro vantaggio (alcuni colpi attraverseranno i muri come fossero di burro). A ciò si aggiunge anche l’impossibilità di interrompere le lunghe animazioni di attacco, che nel caso manchino il bersaglio vedranno il protagonista colpire buffamente l’aria mentre i nostri avversari faranno strazio delle nostre carni. Ci auguriamo ovviamente che quste piccole mancanze vengano corrette nella versione finale del gioco.

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Poco sopra parlavamo di potenziamenti: più nel dettaglio, sul suolo o dai resti dei nostri nemici troveremo infatti scarti di metallo, bonus energetici o veri e propri impianti installabili, utili non solo per la creazione di armi e armature, ma anche per aumentare la velocità di attacco, il recupero di stamina e della cosiddetta Combat Energy (la quale ci consentirà di recuperare energia durante il combattimento). Va detto anche che durante gli scontri potremo fare affidamento su di un piccolo drone da battaglia – anch’esso equipaggiabile con diverse armi a fuoco – utilissimo per quanto riguarda brevi e sistematici attacchi alla distanza. Per il resto, Deck13 ha dato una mano di colore rispetto a quanto visto nel primo capitolo. La location scelta per questo test di prova ci è parsa piuttosto dettagliata (al netto di qualche compenetrazione poligonale di troppo), con ottime animazioni ed effetti particellari, il tutto ambientato all’interno di una boscaglia. Resta quindi da vedere se l’ambientazione urbana tanto sbandierata nei vari trailer, la Jericho City che promette di essere un centro vitale mai visto nel genere dei soulslike (contraddistinta anche da NPC pronti a darci missioni secondarie), sarà altrettanto solida e convincente.

+ Tecnicamente un passo avanti al predecessore
+ Combat system più accurato...
- ... nonostante soffra di diverse sbavature
- IA dei nemici da riconsiderare

A seguito di questo nuovo test di prova, The Surge 2 si è dimostrato essere un soulslike tanto affascinante quanto bastardo, dotato di maggiore cura grafica e stile – anche sotto il profilo estetico – rispetto al ben più canonico capitolo originale uscito un paio di anni fa. Un combat system aggressivo e per nulla compiacente, va di pari passo a un ottimo sistema di potenziamento di armi e armature, dettaglio questo che potrà far pendere l’ago della bilancia a nostro favore durante i vari scontri. Se tutti i tasselli andranno a loro posto sino al nostro ingresso trionfale in quel di Jericho City, lo scopriremo solo nel corso del 2019.




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