The Padre, Recensione dell’avventura grafica a tinte horror su Nintendo Switch

Un'avventura grafica in stile anni '90 che non riesce a stupire

Recensione
A cura di Nicolò Bicego - 23 Luglio 2019 - 16:04

C’è stato un periodo, nella lunga e fortunata storia del mondo videoludico, in cui si perdeva il conto delle avventure grafiche in uscita. E non solo su PC, come si potrebbe pensare, ma anche su console. Durante la seconda metà degli anni ’90, infatti, nel pieno del vigore di questo genere, molti sviluppatori decisero di tentare la fortuna portando i loro lavori su console, in particolare sulla prima Playstation, con risultati più o meno riusciti. Perché questo preambolo? Perché The Padre, nuova avventura grafica appena uscita su Nintendo Switch, ci ha riportato subito alla mente quel periodo, grazie al suo particolare comparto estetico in stile voxel, che richiama fortemente i giorni dell’era 32-bit. Ma il viaggio che si cela dietro questa patina nostalgica vale la pena di essere intrapreso? Siamo scesi nelle viscere di questo racconto infernale per raccontarvelo.

Salvaci dai nostri peccati

The Padre vede l’omonimo protagonista (che chiameremo, appunto, Padre) mettersi sulle tracce del suo mentore scomparso, il cardinale Benedictus. Le nostre ricerche cominciano in una villa apparentemente deserta, che però ben presto comincia a manifestare qualcosa di sinistro: gli oggetti sembrano godere di vita propria, mentre misteriose presenze si muovono proprio dove la coda dell’occhio riesce solo ad intravvedere qualcosa. Non vogliamo raccontarvi molto della storia del gioco, ma da quel poco che vi abbiamo detto potete senz’altro capire che The Padre è, nelle intenzioni, una storia horror, che per molti versi ricorda le tinte lugubri dei racconti di Lovecraft.

L’intento però, vogliamo dirlo subito, non viene affatto centrato. Innanzitutto, rimanendo su un piano narrativo, i costanti commenti sarcastici del Padre non riescono né a fare davvero ridere né a bilanciare l’atmosfera horror; essi, piuttosto, contrastano pesantemente con essa, impedendo di calarsi davvero appieno nel giusto stato d’animo per essere spaventanti. Lo stesso può dirsi per gli easter egg presenti nel titolo: ce ne sono molti, ed alcuni sono davvero simpatici, ma la loro presenza non si accompagna bene alle tinte cupe del racconto. Spostandoci sul piano estetico, troviamo la voxel art di cui abbiamo parlato in apertura. La scelta degli sviluppatori è sicuramente degna di lode in quanto ad originalità, ma si tratta di una scelta che, purtroppo, non si sposa affatto bene con il terrore che il gioco dovrebbe trasmettere.

L’impatto di qualsiasi visione sconcertante, di qualsiasi creatura demoniaca viene essenzialmente ridotto a zero proprio a causa dello stile grafico che non riesce a comunicare l’ansia e la paura che il gioco vorrebbe provare a raccontare. Oltre a questo, il motore grafico presenta diverse magagne tecniche, con vistosi cali di frame rate ad attendervi dietro l’angolo. Oltre a questo, dobbiamo anche segnalare il carattere esageratamente piccolo delle linee di testo: leggere i documenti sparsi nel gioco diventa impossibile senza avvicinarsi al proprio schermo. Si tratta di una piccolezza, che alla lunga però diventa stancante, soprattutto perché sarebbe bastata un’opzione apposita per migliorare la situazione. Anche il comparto audio, purtroppo, non ci ha convinti: se le tracce, di per sé, sono orecchiabili, la loro ripetizione le rende, alla lunga, fastidiose.

Alla ricerca del cardinale perduto

Come abbiamo detto, The Padre è un’avventura grafica che, esteticamente, richiama il periodo d’oro del genere. Anche dal punto di vista del gameplay le cose stanno allo stesso modo: come nelle avventure punta e clicca di una volta, dovremo esplorare le diverse ambientazioni del gioco alla ricerca di indizi, oggetti, diari nascosti e così via. Il tutto avviene senza discostarsi troppo dalla formula classica, implementando anche qualche saltuario puzzle, la cui risoluzione non è mai scontata. Fatta eccezione per un leggero input lag nei controlli, le sezioni di esplorazione risultano ben congegnate, in linea con gli stilemi del genere, senza mai raggiungere le vette dei titoli più famosi. E se gli sviluppatori si fossero limitati a questo, sarebbe stato forse meglio. Perché nel gioco sono presenti anche combattimenti con le mostruose creature che vogliono attentare alla vita del Padre.

Per quanto scarne nell’esecuzione (basta la pressione di un tasto per attaccare) queste sezioni mettono in mostra l’eccessiva legnosità dei movimenti del nostro Padre, rendendo ogni scontro frustrante piuttosto che divertente. Il problema viene peggiorato da un altro fattore, che riguarda la peculiare scelta degli sviluppatori per il game over. Ogni volta che veniamo sconfitti, una fiala di vetro si riempirà di lacrime; quando sarà piena, il nostro salvataggio verrà cancellato, costringendoci a ricominciare da capo la partita. Sarebbe un sistema interessante, che diventa però eccessivamente punitivo vista la legnosità dei combattimenti. Alla luce di tutto ciò, sarebbe stato meglio per gli sviluppatori concentrarsi sulla componente esplorativa e narrativa del gioco, piuttosto che tentare di diversificare l’esperienza con un sistema di combattimento solamente accennato.

- Scelta stilistica interessante...
- Riprende gli stilemi delle avventure grafiche più classiche
- ... che mal si sposa con il genere horror
- Numerosi problemi tecnici
- Sezioni di combattimento frustranti
- Narrativamente non decolla mai

5.0

The Padre raccoglie buoni spunti e buone intenzioni, tanto nel comparto narrativo, che punta a mescolare humour e horror, quanto nel peculiare stile grafico, con una voxel art che vuole richiamare l’epoca d’oro di questo particolare genere videoludico. E’ un peccato che queste buone intenzioni vengano sotterrate da una valanga di problemi, che affliggono tanto il comparto tecnico quanto il gameplay del gioco. Per questo ci ritroviamo, a malincuore, a bocciare questo esperimento, che avrebbe altrimenti potuto sperare in una valutazione migliore.




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