Spiritfarer, traghettatori di anime – Provato

Come dei novelli Caronte in uno degli indie più interessanti del 2020

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A cura di Daniele Spelta - 19 Dicembre 2019 - 10:46

I The Game Awards appena trascorsi sono stati un ponte tra il passato e il futuro, hanno celebrato i titoli più meritevoli del 2019 e hanno mostrato le novità di maggior interesse con trailer e annunci anche inaspettati. Fra cinematiche fumose e date di pubblicazione vaghe, ci sono già delle certezze per il 2020 e hanno la forma delle numerose demo rilasciate per il The Game Festival, un assaggio di ciò che l’universo indie ha in serbo nei prossimi mesi. Fra i nomi più interessanti spicca quello di Spiritfarer.

Spiritfarer, traghettatori di anime  – Provato

Verso una nuova vita

Senza scomodare paragoni con il sempre entusiasta Geoff Keighley, anche Stella ha il compito di tenere unito il passato ed il futuro e, nelle vesti di una giovane Caronte, il suo lavoro consiste nel traghettare le anime dei defunti verso la vita che li attende nell’aldilà.

Un tema all’apparenza così cupo è stato tradotto in un modo decisamente originale in Spiritfarer e i ragazzi di Thunder Lotus Games hanno dato vita ad un peculiare gestionale, che punta molto su una direzione artistica ispirata e sulla caratterizzazione dei vari personaggi.

Spiritfarer, traghettatori di anime  – Provato

Quel che basta

La demo a disposizione su Steam è solo un minimo assaggio, dura sì e no una mezz’oretta ma mette ben in evidenza quali saranno i cardini portanti dell’avventura. Come detto in precedenza, l’incarico che ci si trova ad affrontare è abbastanza importante e i passeggeri della propria imbarcazione non sono delle semplici anime eteree senza alcuna esigenza. Pur non essendoci particolari complicazioni o sfide, già in questa breve prova viene sottolineata l’importanza delle relazioni tra Stella e gli altri personaggi, richieste che coprono sia necessità e cure materiali – come il cibo e un tetto sotto cui dormire – sia aspetti più emotivi in grado di modificare i rapporti sul vascello.

Il sistema sembra sicuramente interessante ed è una novità in fatto di gestionali, ma per ora è accompagnato dai classici tre puntini di sospensione, dato che gli effetti delle proprie azioni non vengono esplorati fino in fondo. Abbracciando un’anima o porgendo del cibo si migliora l’affinità del gruppo, ma a che pro? Per ora non si sa e l’unica funzione dei dialoghi è stata l’introduzione alle meccaniche di gioco e un elenco di semplici obiettivi da completare.

Spiritfarer, traghettatori di anime  – Provato

Tante cose da fare, anche in poco tempo

Un secondo aspetto molto importante di Spiritfarer sembrerebbe – scusate il condizionale, ma dopo nemmeno un’ora di gioco è difficile sbilanciarsi – la gestione dell’imbarcazione, un vero e proprio hub composto da più sezioni, ciascuna con la sua importanza. Prima di affrontare il viaggio, uno degli NPC ci ha richiesto di aggiungere un’ulteriore stanza alla nave dove poter alloggiare, una sorta di cervo umanoide ha spiegato l’importanza dell’orto e come coltivare rape e carote, mentre una simpatica rana su due zampe ci ha introdotti all’arte della cucina, con tanto di ricettario e ingredienti da combinare.

Fra le varie attività presenti in questa demo spicca la pesca, meccanica di gioco che si spera verrà ampliata con più tipologie di prede e messa al centro di qualche sfida o mini-gioco legato agli NPC. Accanto a questi aspetti gestionali vi è poi un tocco di meccaniche platform e un sistema di crescita e abilità in stile RPG, ma anche in questi ambiti sono più gli interrogativi che le risposte.

Spiritfarer, traghettatori di anime  – Provato

In men che non si dica si giunge così ai titoli di coda della demo e, se è troppo presto per dare un giudizio a livello di gameplay, già da ora si possono tessere le lodi per come si presenta Spiritfarer. Il titolo possiede infatti una direzione artistica perfettamente fusa con i suoi toni lenti e rilassati, capaci di suscitare profonde emozioni nel momento finale, un addio ad un semplice NPC a cui ci siamo affezionati nel giro di pochi minuti. Ecco: Spiritfarer è proprio questo.

+ La direzione artistica si sposa bene con i toni e l'atmosfera del gioco
+ Non il solito gestionale
+ Tanti sistemi di gioco...
- ... Ma per ora tutte le meccaniche di gioco sono solo sfiorate

Spiritfarer è uno degli indie da tenere in osservazione per il 2020 e già da questo primo faccia a faccia se ne intravede il potenziale. L’interesse è suscitato soprattutto da una riscrittura delle classiche meccaniche da gestionale, che vengono qui unite con un sistema di relazioni che lega Stella – la protagonista dell’avventura – agli ospiti della sua imbarcazione, anime dirette verso una nuova vita.




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