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Cosa fa davvero una RTX 5080 dentro un portatile? Abbiamo testato un MSI Vector per scoprirlo

Intel Core Ultra 9 275HX, NVIDIA GeForce RTX 5080 Laptop GPU e un pannello QHD+ a 240Hz. Cosa significa, oggi, giocare senza compromessi su un portatile?

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a cura di Marco Pedrani

Contributor @SpazioGames

Sappiamo tutti cosa vuol dire avere una NVIDIA GeForce RTX 5080 su desktop, ma in un laptop, anche se il nome è uguale (o quasi), le cose sono sempre molto diverse. Dentro lo chassis di un portatile bisogna stare in limiti fisici e termici che non permettono alla scheda di esprimersi come la sorella maggiore, che può sfruttare ampi dissipatori e tutto l'airflow di un classico case ATX.

Da qui nasce una domanda piuttosto semplice: cosa ci si può aspettare da una RTX 5080 Laptop? È davvero possibile, come accade con la controparte desktop, giocare ai tripla A più recenti senza compromessi e ad alta risoluzione sfruttando le tecnologie NVIDIA?

Per rispondere, abbiamo preso un MSI Vector 16 HX AI equipaggiato con questa GPU (lo trovate su Amazon) e lo abbiamo messo alla prova. Com'è andata? Scopriamolo.

Cinque tripla A, nessun compromesso

Per i test siamo partiti dalla massima risoluzione del pannello, 2560 x 1600 pixel, con preset grafico Ultra e ray tracing su Ultra. Le tecnologie NVIDIA le abbiamo attivate come le userebbe chiunque, perché come dimostrano anche i dati condivisi più volte dall'azienda, la quasi totalità dei giocatori che ha le tech a disposizione, le attiva. Abbiamo quindi impostato DLSS in modalità bilanciata e Multi Frame Generation impostato su 4x.

La prima cosa che salta all'occhio è che nessuno dei cinque titoli scende sotto i 144 FPS medi, anzi sono tutti abbondantemente sopra, considerando che il risultato più basso si ottiene in Dying Light The Beast con 157 FPS. Pragmata è invece il gioco più facile da gestire e che ottiene il risultato migliore, di fatto massimizzando il refresh rate dello schermo, che arriva a 240 Hz. 

Il valore che dice davvero come si gioca è però il 99° percentile, cioè il frame rate nei momenti peggiori, quando l'azione si affolla e il motore grafico va in affanno. È lì che di solito emergono i limiti di cui parlavamo all'inizio, ed è lì che questa GPU non li mostra: nel caso peggiore di tutta la batteria di test, Forza Horizon 6, la soglia minima resta a 84 FPS. Un valore che molti giocatori considererebbero un obiettivo, non un limite, e che assicura un'esperienza sempre estremamente fluida, ben al di sopra dei canonici 60 FPS.

Il riferimento più eloquente resta Cyberpunk 2077, metro di paragone di mezza industria: 189 FPS di media e 116 nel 99° percentile. Vuol dire che anche quando Night City scarica sullo schermo pioggia, neon riflessi e traffico, l'esperienza non scivola mai sotto i 100 FPS.

DLSS 4.5 e Multi Frame Generation: il motore dietro i numeri

Numeri così, su un portatile, non nascono dalla sola capacità di rendering della scheda video. Nascono da NVIDIA DLSS 4.5, la suite di tecnologie di rendering neurale alimentata dai Tensor Core delle GPU GeForce RTX, che aumenta il frame rate restituendo un'immagine nitida, di qualità paragonabile al rendering nativo (se non superiore, in certi casi). Oggi fa parte di oltre 800 giochi e applicazioni RTX, di cui più di 250 supportano DLSS 4.

Una delle novità più interessanti è senza dubbio DLSS 4.5 Super Resolution, introdotto a gennaio: porta con sé la seconda generazione del modello Transformer e un salto tangibile nella qualità dell'immagine, soprattutto su elementi storicamente ostici come vegetazione in movimento, capelli e superfici riflettenti. In alcuni titoli è disponibile nativamente, in altri bisogna passare dall'ovveride di NVIDIA App — un dettaglio non secondario, perché significa poterlo portare anche dove il supporto nativo non è ancora arrivato.

Poi c'è DLSS Multi Frame Generation, la tecnologia che genera fino a tre fotogrammi aggiuntivi per ogni fotogramma renderizzato in modo tradizionale. Lavorando in sinergia con l'intera suite DLSS ed è supportata in oltre 250 fra giochi e applicazioni. È esclusiva delle GeForce RTX 50 e ormai la conosciamo bene, ma il passo successivo introdotto con il DLSS 4.5 è la Dynamic Multi Frame Generation, che funziona come un cambio automatico per la GPU: invece di restare ancorata a un moltiplicatore rigido, passa da sola fra moltiplicatori diversi per trovare l'equilibrio ideale fra frame rate, qualità dell'immagine e reattività. Genera cioè soltanto i fotogrammi che servono a raggiungere il frame rate desiderato o, se non si interviene manualmente, la frequenza di aggiornamento del display, che sia 120Hz, 144Hz, 240Hz o superiore. Su un portatile, dove ogni watt speso male è un watt sottratto a qualcos'altro (e calore in più da dissipare), riuscire a bilanciare perfettamente le prestazioni è proprio quello che serve.

240W e un dissipatore capace di gestirli

Restano i limiti fisici di cui parlavamo all'inizio, ed è lì che si gioca la partita vera. Un case ATX ha spazio e aria da vendere; uno chassis spesso meno di 3 centimetri no. La differenza fra una scheda che si esprime e una che invece va "col freno a mano tirato" la fa un sistema di raffreddamento ben progettato.

Tuttavia, il raffreddamento da solo non basta se non c'è anche una CPU capace di correre quanto la scheda grafica. Sotto il cofano, il Vector 16 HX AI monta un Intel Core Ultra 9 275HX con 24 core (8 Performance e 16 Efficiency) e un incremento prestazionale dichiarato oltre il 20% rispetto alla generazione precedente: gli stessi core che MSI immagina al lavoro su compilazioni e simulazioni ingegneristiche, e che in gioco tengono il passo della GPU senza mai farle da collo di bottiglia. Accanto, la RTX 5080 Laptop GPU con 16GB di memoria GDDR7, spinta fino a 175W grazie a Dynamic Boost 2.0.

La tecnologia OverBoost Ultra somma i 175W della grafica ai 65W del processore per un totale di 240W di potenza di sistema. Potenza che deve andare da qualche parte, ed è qui che entra in gioco Cooler Boost 5: architettura shared-pipe, supporti di raffreddamento tridimensionali, due ventole e sei heat pipe che servono CPU e GPU con soluzioni termiche calibrate su misura. È la ragione per cui i valori nel 99° percentile visti prima restano alti anche dopo la prima ora di gioco, quando molti portatili iniziano ad abbassare le frequenze per ridurre il calore generato e contenere la temperatura.

Il resto dell'equipaggiamento segue lo stesso registro: memoria DDR5 fino a 6400 MHz ed espandibile a 96GB, due slot M.2 (uno PCIe Gen 5, uno Gen 4) due porte Thunderbolt 5 con banda fino a 120 Gbps, un'uscita HDMI 2.1 che permette di giocare in 4K 120Hz anche sulla TV, lettore di schede SD Express e tastiera RGB a 24 zone. La configurazione che abbiamo provato è disponibile qui.

Ma quindi, cosa ci si può aspettare da una RTX 5080 Laptop?

Torniamo alla domanda di partenza. No, una GPU chiusa dentro un portatile non è la sua sorella maggiore da case ATX: i limiti fisici e termici esistono, e non si possono cancellare. Ma la domanda non era se le due schede fossero identiche. Era se oggi, davanti a un tripla A recente, si possa alzare tutto, accendere il ray tracing e giocare come si deve.

La risposta l'abbiamo letta nei numeri, e arriva da due direzioni convergenti. Da una parte i core RT di quarta generazione e le tecnologie di rendering neurale accelerate dai Tensor core di quinta generazione, che restituiscono immagini di altissima qualità a una velocità che in questo formato semplicemente non esisteva. Dall'altra l'ingegneria di MSI, che quella potenza la alimenta e la raffredda invece di limitarla.

Il risultato è che il ray tracing ha smesso di essere la prima cosa da disattivare quando i frame calano. Al contrario, oggi con una macchina come questo MSI Vector 16 HX AI, per giocare al massimo non bisogna spegnere una tecnologia, ma attivarla: il DLSS 4.5 di NVIDIA cambia, innegabilmente, il modo in cui ci approcciamo al gaming su laptop.

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