Session: Skateboarding Sim Game, l’arte dello skateboarding

Session riempie il vuoto lasciato da Tony Hawk's Pro Skater e Skate.

Provato
A cura di Daniele Spelta - 23 Settembre 2019 - 11:14

Siamo la generazione orfana di Tony Hawk’s Pro Skater. Il gioco di Neversoft e Activision era più di un semplice passatempo per i vuoti pomeriggi a cavallo degli anni duemila, era il manifesto di noi teenager che tra le medie e le superiori attraversavamo un processo formativo fatto di CD copiati dei Bad Religion, puntate di Beavis and Butt-head e Daria e quella sana dose di autodistruzione tipica di Jackass. Poi il declino, passato attraverso la serie Skate di cui si sono però perse le tracce con il terzo capitolo nel lontano 2010. Quasi dal nulla, nel 2017 il piccolo studio indipendente Crea-ture Studios lancia una campagna Kickstarter per finanziare Session: Skateboarding Sim Game – solo Session d’ora in avanti – raccolta che va a buon fine e che ci porta direttamente a questo settembre 2019, momento in cui si spalancano le porte dell’Early Access per questo nuovo viaggio nella cultura underground fatta di ollie e 360°.

Session: Skateboarding Sim Game, l’arte dello skateboarding

Tony Hawk’s Pro Skater è stato lo Zeitgeist di fine-inizio millennio. Con le sue improbabili acrobazie raccontava gli eccessi e l’artificiosità di una società sempre al limite. Bastava schiacciare un tasto per vedere il proprio alter-ego virtuale prodursi in un giro della morte con tanto di punteggi e moltiplicatori sparsi in ogni angolo dello schermo, ma allo stesso tempo la sua atmosfera catturava la voglia di rompere gli schemi di adolescenti sempre più disincantati e immersi in riff punk. Era come se al saggio No Logo – non a caso pubblicato proprio nel 2000 – di Naomi Klein venisse applicato sul retro un baffo della Nike. Quel periodo è morto e sepolto e fin dai primi trick si capisce come, per fortuna, Session sia ben lontano da un anacronistica operazione nostalgia. Siamo molto più vicini ad un’esperienza simulativa – nei limiti del possibile – ancora più radicata alla realtà rispetto a quella già più complessa vista con la serie Skate. Proprio questa austerità incarna il nuovo spirito del tempo.

Session: Skateboarding Sim Game, l’arte dello skateboarding

Dai pollici alle punte dei piedi

Attualmente Session è un’esclusiva PC ma scordatevi di poter utilizzare mouse e tastiera. Il sistema di comandi è infatti strettamente legato al’utilizzo dei due analogici, con i due stick che imitano i movimenti del piede destro e del piede sinistro. Il primo impatto è brutale e anche superare il semplice tutorial si rivela un’impresa: Session non vuole essere un gioco per tutti. Una volta interiorizzato questo approccio e la suddivisione delle azioni fra i due piedi, i trick nascono in modo quasi automatico. Ad esempio, per eseguire un ollie – che sarebbe una semplice salto – bisogna tenere una levetta verso il basso per simulare lo spostamento del peso sul retro della tavola e poi direzionare il secondo analogico verso l’alto per sollevare lo skate.

Session: Skateboarding Sim Game, l’arte dello skateboarding

Questa è solo la punta dell’iceberg: fra 360°, grind e backflip le acrobazie sono pressoché infinite e il feeling restituito anche da un semplice salto è impareggiabile, una tensione che si scarica ogni volta che il nostro alter ego virtuale atterra senza finire gambe all’aria. Più facile a dirsi che a farsi: la difficoltà è volutamente alta e serve parecchio allenamento per possedere il giusto tempismo ma, per fortuna, navigando nel menù delle opzioni e settando qualche impostazione è possibile allargare le maglie e rendere meno frustrante l’esperienza di gioco.

Session: Skateboarding Sim Game, l’arte dello skateboarding

La complessità ha i suoi risvolti positivi. Session non necessità infatti di stimoli esogeni, come numeri, punteggi o voti per le evoluzioni e la soddisfazione proviene semplicemente dal sapere ammaestrare il proprio skate ed eseguire alla perfezione le infinite manovre spiegate nel corposo manuale. C’è un totale senso di libertà nel girare per la mappa e le uniche regole sono quelle imposte da una New York virtuale – per ora non in tutta la sua estensione –  ricca di rampe, corrimano e scalinate, tutti inviti a cui è difficile resistere e ammaestrare.

Session: Skateboarding Sim Game, l’arte dello skateboardingLa cittadina americana è anche incredibilmente vuota, tanto da sembrare uno scenario post apocalittico. Appena sbarcato in Early Access, Session è ancora ben lontano dal suo stato finale, non tanto per una pulizia tutto sommato buona – a parte un ragdoll quasi comico – quanto per la sensazione di solitudine che nasce dalla totale assenza di NPC per le vie della metropoli. A parte qualche sfida giornaliera, i contenuti e le modalità di gioco sono per ora solo un’impalcatura e danno giusto l’idea di quelli che potrebbero essere gli ulteriori sviluppi, fra varianti estetiche, competizioni e uno strumento di editor.

+ Difficile e appagante
+ La sua austerità regala molte soddisfazioni
+ Totale libertà nell'esplorazione di New York...

Session: Skateboarding Sim Game è un titolo ancora in divenire e in questi primi giorni di accesso anticipato non offre molto dal punto di vista dei contenuti. Quello che mostra è però già più che sufficiente, soprattutto il sistema di comandi inizialmente complesso ma che lascia totale libertà nella guida della tavola, uno stile di gioco ben lontano dalle esagerazioni Tony Hawk’s Pro Skater e anche dalle meccaniche di Skate. Questo è il vero punto di forza di Session e lo sarà anche al termine di questo Early Access, fase in cui il team di sviluppo dovrà cercare di aggiungere carne al fuoco senza snaturare l’essenza simulativa del loro lavoro.




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