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Pro
- Combattimento corpo a corpo fisicamente soddisfacente.
- Ambientazioni ricche, spirito avventuroso autentico.
- Port curato da MachineGames, con supporto giroscopio e mouse.
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Contro
- Lock a 30fps su entrambe le modalità, scelta discutibile.
- Gestione inventario durante il combattimento macchinosa.
- DLC non incluso nel prezzo base.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Disponibile su: PC, XSX, PS5, SWITCH2
Informazioni sul prodotto
Indiana Jones è un'icona multigenerazionale. Il personaggio ha permeato ogni angolo della cultura popolare, compresi i videogiochi, e i videogiochi di Indy hanno una storia accidentata: tra passi falsi clamorosi e classici assoluti come il mitico Fate of Atlantis del 1992, la serie non ha mai trovato una voce davvero coerente.
Negli ultimi anni ci ha provato MachineGames, lo studio svedese di proprietà Microsoft che ha affilato le sue competenze narrative e action con il ciclo Wolfenstein, portando ora anche su Nintendo Switch 2 quello che su Xbox Series X|S e PC aveva già conquistato il pubblico nel 2024, e su PS5 nel 2025.
Parlo ovviamente di Indiana Jones e l'Antico Cerchio, uno di quei giochi che porta il peso di un'eredità enorme sulle spalle.
La domanda è ora una sola: il port regge il confronto con le versioni maggiori? La risposta, con qualche caveat tecnico, è sostanzialmente sì.
Bentornato, dottor Jones
La storia prende il via nel 1937 con un tutorial che omaggia con grande affetto l'apertura di Raiders of the Lost Ark, riportando il giocatore direttamente nell'atmosfera dei film. La premessa narrativa è quella del gioco base: un misterioso furto al Marshall College mette Indy sulle tracce di un simbolo enigmatico, indossato da un ladro imponente (doppiato dal compianto Tony Todd), che lo conduce fino alla Città del Vaticano.
Lì, insieme alla giornalista Gina Lombardi, il professore scopre una cospirazione legata a un fenomeno geografico noto come l'Antico Cerchio. Che siamo nel 1937 lo si capisce subito anche da chi si contrappone ai nostri eroi: i nazisti vogliono sfruttare il potere soprannaturale di questi siti interconnessi sparsi per il globo.
Da Roma all'Egitto, dal Siam all'Iraq, la struttura narrativa della campagna mantiene fede allo spirito pulp e avventuroso dei film, con un villain principale, l'archeologo Emerich Voss (interpretato con bravura da Mario Gavrilis), che funziona perché non cerca mai di essere una caricatura.
Centrale, imprescindibile, è la performance di Troy Baker nei panni di Indy. Baker non si limita a imitare Harrison Ford, supera la semplice impressione e costruisce un personaggio credibile, stanco del mondo quanto basta e ironico al punto giusto.
Indiana Jones e l'Antico Cerchio è un'avventura in prima persona con una struttura semi aperta: ogni location visitata da Indy è un ambiente ricco di missioni secondarie, collezionabili e segreti, con una identità visiva e culturale ben definita, fino alle specialità gastronomiche locali che restituiscono salute e stamina al protagonista.
La campagna principale dura tra le 15 e le 20 ore, ma chi vorrà esplorare ogni angolo di ogni ambientazione troverà contenuti sufficienti a prolungare sensibilmente l'esperienza. Da segnalare che il DLC L'Ordine dei Giganti, con circa cinque ore aggiuntive di storia ambientate nelle catacombe romane, è disponibile separatamente al lancio.
Il design dell'avventura bilancia tre elementi in modo generalmente efficace: l'esplorazione, il combattimento e i puzzle archeologici. Il travestimento è una meccanica centrale per muoversi nelle zone controllate dai nemici senza alzare l'allarme, ma quando la furtività fallisce, o quando si sceglie deliberatamente l'approccio diretto, entra in gioco il corpo a corpo.
Ed è qui che il gioco dà il meglio di sé. Il suono di un pugno che impatta sul volto di un nazista è genuinamente soddisfacente, così come lo schiocco della frusta che disarma un avversario, lasciandolo esposto a qualsiasi oggetto si trovi nelle vicinanze: bottiglie, martelli, chitarre, persino pennelli da pittore.
Le armi da fuoco esistono, funzionano bene, ma le munizioni sono sufficientemente scarse da rendere ogni scarica con un fucile Winchester un momento di piacere raro. Indy non è BJ Blazkowicz: non può trasformarsi in una macchina da guerra. E questa scelta di design, coerente con il personaggio, è giusta.
Non tutto funziona alla perfezione. Il sistema di selezione rapida degli oggetti durante il combattimento è macchinoso: tentare di usare una benda mentre si viene assaliti può trasformarsi in pura frustrazione, con il rischio concreto di mangiare accidentalmente un frutto locale invece di curarsi.
Alle difficoltà più elevate delle quattro disponibili, gli scontri possono diventare una prova di pazienza. Il gioco offre opzioni di accessibilità che mitigano in parte il problema, tra cui una parata automatica, ma la sensazione di un sistema di combattimento leggermente grezzo nella gestione dell'inventario rimane.
Come gira su Nintendo Switch 2
È qui che la versione Nintendo Switch 2 merita un discorso approfondito. MachineGames ha curato il port internamente, senza affidarsi a studi terzi specializzati, e il risultato è nel complesso convincente, ma con scelte tecniche che è bene conoscere prima dell'acquisto.
La scelta più significativa è il lock a 30 fps, presente sia in modalità docked che in modalità portatile. Gli sviluppatori hanno deliberatamente rinunciato ai 60 fotogrammi al secondo per preservare la qualità visiva complessiva: una decisione che si può discutere, soprattutto considerando che altri titoli tecnicamente impegnativi sulla stessa macchina, come Resident Evil Requiem o Pragmata, riescono a spingere i 60 fps.
Il ragionamento di MachineGames è che le ambientazioni di Indy, con i loro hub ampi e densamente popolati di oggetti, personaggi e dettagli interattivi, pongono richieste diverse rispetto agli ambienti più chiusi e controllati di quei titoli. I 30 fps comunque si mantengono stabili durante tutta l'esperienza, senza cali significativi nemmeno nelle sequenze più affollate: è una fluidità ridotta ma solida, non ballerina.
In modalità docked il gioco gira a 1080p con supporto DLSS, e la resa visiva è rispettabile. Le ambientazioni mostrano una buona densità di dettaglio, le animazioni facciali dei personaggi principali reggono il confronto con produzioni di fascia alta, e la direzione artistica, fedele allo stile avventuroso e caldo dei film, si difende bene su uno schermo televisivo. L'unica imperfezione ricorrente è un pop-in delle texture nelle aree aperte più ampie, quando Indy si sposta rapidamente da una zona all'altra: non è invalidante, ma è visibile.
In modalità portatile la risoluzione scende a 720p, sempre con DLSS a recuperare dettaglio dove possibile. Il degrado rispetto alla versione agganciata è percettibile a uno sguardo attento, ma l'esperienza complessiva rimane godibile e, per certi versi, sorprendente.
Giocare un titolo di questa portata, con questa qualità produttiva, su uno schermo palmare è un risultato che vale la pena sottolineare. Il comparto audio regge perfettamente anche in questa modalità, e la colonna sonora di Williams continua a fare il suo lavoro egregio anche attraverso le cuffie. Da segnalare positivamente il supporto ai controlli giroscopici e al controllo con il mouse tramite Joy-Con: una scelta che gli sviluppatori hanno implementato con cura, e che chi preferisce la precisione del puntamento diretto apprezzerà particolarmente.
Un'avventura che vale il viaggio
Indiana Jones e l'Antico Cerchio su Nintendo Switch 2 non è la versione tecnicamente più performante del gioco, ma è una versione fatta con rispetto, attenzione e competenza. Il compromesso dei 30 fps è l'unico vero neo strutturale di un port che altrimenti si comporta in modo ammirevole, tanto agganciato al televisore quanto in mobilità.
Il gioco sottostante è una delle migliori avventure action degli ultimi anni: una storia ben costruita, un protagonista reso con autenticità da Troy Baker, un sistema di combattimento fisicamente soddisfacente e ambientazioni ricche e variegate che invitano all'esplorazione.
Chi non ha ancora vissuto le avventure di Indy su altre piattaforme, e possiede una Switch 2, non ha scuse per rimandare oltre.