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Recensione

Karmaflow: The Rock Opera Videogame

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Avatar di Francesco Ursino

a cura di Francesco Ursino

Pubblicato il 04/03/2015 alle 00:00
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Il Verdetto di SpazioGames

6

La musica è sempre stata protagonista nei videogiochi: a conferma di ciò, basta semplicemente rifarsi ad alcuni titoli del passato, e all’importanza dei temi principali di queste avventure. E’ così che tornano alla mente gli archi protagonisti del tema di Uncharted e Mafia, oppure le melodie al pianoforte del primo Max Payne, e delle ultime sequenze di Mass Effect 3. Ogni giocatore, volontariamente o meno, associa una data melodia ai propri giochi preferiti; se si pensa a Mirror’s Edge, ad esempio, ci si potrebbe sorprendere del fatto che la prima cosa che torna alla mente potrebbe non essere né la visuale in prima persona, né il parkour, e nemmeno il tragico doppiaggio di Asia Argento, ma proprio le prime note della canzone “Still Alive” di Lisa Miskovksy.In tutti questi titoli citati, dunque, la musica è un elemento di supporto che rende l’esperienza ancora più immersiva: che succede, però, se le melodie diventano esse stesse le protagoniste principali del gioco? Ne può nascere un titolo come Karmaflow: The Rock Opera Videogame, sviluppato da Basecamp Games, e disponibile su PC a € 14,99. Vediamo di che si tratta.

La vera domanda è: meglio Angela Gossow o Alissa White-Gluz?La storia dello sviluppo di Karmaflow: The Rock Opera Videogame è del tutto peculiare: il gioco, infatti, è il frutto di un progetto proposto sulla piattaforma di crowdfunding Indiegogo, che però non ha raggiunto il suo obiettivo originario in termini di fondi richiesti. Nonostante ciò, gli sviluppatori hanno voluto portare a termine la creazione del titolo, e hanno fatto le cose in grande. L’uscita del gioco, infatti, è stata accompagnata da uno spettacolo intitolato Karmaflow in Concert: The Rock Opera, andato in scena al Theater aan de Parade di Den Bosch, Olanda. Tutto ciò è stato possibile perché, in Karmaflow: The Rock Opera Videogame, la musica è protagonista centrale. L’intera storia, infatti, viene raccontata attraverso degli intermezzi cantati dai vari protagonisti del gioco, le cui voci non risulteranno sconosciute agli appassionati di rock e metal. Tra gli altri, il titolo include le performance di Simone Simons (Epica), Dani Filth (Cradle of Filth), Marc Hudson (Dragonforce), Alissa White-Gluz (nuova voce degli Arch Enemy), nonché l’accompagnamento musicale della Metropole Orkest.Volendo sintetizzare al massimo, è possibile dire che in qualche modo l’esperienza proposta dal titolo è simile a un musical in cui il protagonista principale, impersonato dal giocatore, è il Karmakeeper. Questi, viaggiando per vari mondi, ha il compito di equilibrare il flusso del karma attraverso gli elementi naturali degli ambienti, come radici e piante. I due mondi che si visiteranno in questo primo atto del titolo (il secondo arriverà gratuitamente in aprile) saranno dominati poi da altrettanti guardiani, alle prese con un potere demoniaco chiamato Dissonanza. In qualità di distributore del karma, il nostro compito sarà quello di stabilire il destino dei mondi da noi visitati; non sempre, però, aiutare il guardiano sarà la scelta più immediata, e il titolo ci metterà davanti a dei bivi narrativi in cui saremo chiamati a scegliere il destino del mondo che si sta visitando.A livello narrativo il titolo non si segnala per una particolare originalità dal punto di vista delle tematiche, ma propone numerosi spunti di discussione. Per prima cosa, l’intera vicenda è raccontata come una vera e propria opera musicale: fin dalla prima cutscene, infatti, si comprenderà come tutta la storia sia narrata servendosi delle voci potenti degli artisti elencati in precedenza, cui si accompagnano le melodie di largo respiro degli archi, e quelle decisamente più “cattive”, con i chitarroni metal a farla da padrona.Il punto più alto di questa impostazione viene sicuramente raggiunto nelle due sequenze finali dei mondi visitati, specialmente nel primo atto, laddove i dialoghi tra i vari personaggi vengono riproposti in forma di duetti cantati veramente ben eseguiti e convincenti. Si tratta di momenti che, evidentemente, verranno apprezzati soprattutto da chi ben conosce le voci dei cantanti coinvolti, ma anche i non appassionati di rock/metal potranno godere senza difficoltà di quella che, in buona sostanza, è un’esperienza narrativa decisamente originale e ben progettata.

”Sto cercando una canzone che mi ferisca nel cervello”Dal punto di vista delle dinamiche di gioco, il titolo in questione è un platform basato su enigmi legati all’ambiente. Un modo elegante, questo, per dire sostanzialmente che quello che bisogna fare sarà trovare la strada che ci possa portare alla fine dei livelli proposti. Per fare ciò si dovranno sfruttare i poteri del Karmakeeper, andando a risucchiare e infondere il karma negli elementi predisposti. Ognuno di questi, nello specifico, contiene o necessita di una determinata quantità di karma, e il compito del giocatore è proprio quello di gestire questo flusso facendo sì che gli elementi da attivare abbiano a disposizione tutto il karma necessario. A livello tecnico, il gioco ci informerà della quantità di karma in nostro possesso attraverso delle sfere luminose, disposte sulla schiena del Karmakeeper. Avvicinandosi a un determinato oggetto, poi, il gioco ci indicherà la quantità di karma necessaria per attivarlo o, in caso contrario, quella che è possibile risucchiare da esso.Questo meccanismo, con il quale cioè il giocatore prende karma da una parte e lo immette in un’altra, consente di raggiungere punti altrimenti inaccessibili, oppure fa sì che si sblocchi un determinato meccanismo capace di aprire porte e passaggi. In entrambi i casi, il giocatore dovrà usare un po’ di astuzia, e ragionare sul da farsi. In Karmaflow: The Rock Opera Videogame, non esistono indicazioni che ci dicano dove andare: sebbene i livelli non siano di dimensioni esagerate, è pur vero che in qualche occasione non si comprenderà subito la direzione da intraprendere. In questi casi, come detto, il karma può aiutarci, visto che infondendo questo elemento in determinati oggetti, questi si animeranno e sbloccheranno dei passaggi utili al proseguo.Sebbene il fulcro del gioco consista dunque nel comprendere quando risucchiare e infondere il karma, sembra giusto dire che i due atti di questo primo capitolo propongono due variazioni di gameplay se non altro ammirevoli. Nella prima parte di avventura, infatti, il giocatore potrà sfruttare con una certa libertà le varie abilità del Karmakeeper (come il doppio salto e la planata) man mano che queste vengono sbloccate, mentre il secondo ambiente virerà verso dinamiche vagamente stealth. In queste fasi il giocatore, infatti, dovrà sfruttare le sue nuove abilità per avvistare temibili nemici nascosti, e capaci di metterci fuori gioco immediatamente.

Metallo estremo, metallo buggatoDa quanto scritto sinora è possibile capire come Karmaflow: The Rock Opera Videogame sia un titolo interessante dal punto di vista stilistico e narrativo, e con dinamiche di gioco che risulteranno gradite, tra gli altri, agli amanti dei platform. E’ un vero peccato, allora, che nel momento in cui scriviamo il titolo sia ancora afflitto da bug e problematiche tecniche di diversa natura. Se si scorre il forum di Steam relativo al gioco, le problematiche che emergono sono numerose e spesso anche gravi: tra eseguibili che non funzionano come dovrebbero, salvataggi corrotti e transizioni da un’ambientazione all’altra deficitarie, c’è poco da stare allegri. E’ pur vero che bisogna dare agli sviluppatori il merito di aver supportato il titolo fin dall’uscita, con il rilascio di patch e una presenza continua sul forum di supporto. Per quanto riguarda le nostre prove, i bug di una certa gravità sono stati due, che hanno sporcato un’esperienza di gioco lunga non più di quattro ore.La prima problematica, risolta grazie a un savegame proposto proprio dagli sviluppatori sul forum dedicato, faceva sì che la transizione tra il primo e il secondo mondo di gioco avvenisse in modo non corretto, saltando difatti la cutscene introduttiva al secondo atto. Il secondo difetto, ancora più grave, ha riguardato il savegame della nostra partita (l’unico possibile, considerato che non si hanno a disposizione slot di salvataggio), il quale corrompendosi ha sostanzialmente disabilitato l’utilizzo del mouse all’interno del gioco, rendendo impossibile la continuazione. L’unico rimedio conosciuto a questo problema, al momento, è quello di ricominciare dall’inizio il secondo atto, e così siamo stati costretti a ripetere sequenze di gioco che credevamo esserci messi alle spalle.Se si mettono da parte i problemi tecnici, l’aspetto estetico di Karmaflow: The Rock Opera Videogame propone una realizzazione tridimensionale sufficiente, priva di particolari finezze stilistiche ma tutto sommato utile alla rappresentazione della storia. E’ evidente come tutta l’attenzione dell’analisi tecnica verta per forza di cose sul comparto audio, che vede la partecipazione, tra gli altri, degli artisti indicati in precedenza. Come già anticipato, il risultato di questa mescolanza tra duetti cantati e cutscene dove il giocatore è chiamato a scegliere cosa fare restituisce spesso ottime sensazioni, e rappresenta al tempo stesso l’elemento più originale e meglio riuscito dell’intero titolo.

HARDWARE

OS: Windows XP, Vista, 7 Processore: Intel Core 2 Duo 2,4 GHz o AMD Athlon X2 4800+ Memoria RAM: 2 GBScheda grafica: ATI Radeon HD 3850 512 MB o NVIDIA GeForce 8800 GT 512 MB DirectX: Versione 9.0 Spazio su HDD: 6 GB

– Interazione tra musica e gameplay originale e ben riuscita

– Dinamiche di gioco non banali

– I duetti tra i vari personaggi sono ben realizzati e convincenti

– Numerosi bug e problematiche tecniche

6.0

Sintetizzare meriti e demeriti di Karmaflow: The Rock Opera Videogame in un solo voto numerico è questione abbastanza complicata. Da un lato si è tentati di premiare in modo convinto il gioco per via della sua originalità, e della sua natura basata sulla musica e sulla partecipazione di numerosi artisti. Anche il gameplay, peraltro, risulta piacevole e basato su dinamiche ben amalgamate tra di loro e che propongono una sfida tutt’altro che semplice e banale.

D’altro canto, nel momento in cui scriviamo i bug esistono, sono abbastanza fastidiosi, e difatti minano le poche ore di gioco proposte da Basecamp Games. Considerato che il titolo troverà la conclusione con un secondo capitolo con arrivo in aprile, e che il supporto degli sviluppatori sembra essere presente, il consiglio più sensato sembra essere quello di dare comunque un’occhiata al progetto, e di continuare a seguirne le vicende in questi mesi. Gli amanti del rock/metal e dei platform, d’altra parte, potrebbero interessarsi al titolo fin da ora, sperando di non incappare in qualche bug.

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