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Recensione

Conflict: Denied Ops

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Avatar di ViKtor

a cura di ViKtor

Pubblicato il 06/03/2008 alle 00:00
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Il Verdetto di SpazioGames

6.5

La serie Conflict è di nuovo fra noi e con questo FPS ci porta a combattere il terrorismo in giro per il mondo. Dopo aver recensito la versione per console, Spaziogames cerca di capire se c’è spazio per Denied Ops anche su PC…

Meglio soli che mal accompagnati?Combattere per le Denied Ops è un compito che ben pochi pazzi accetterebbero: neanche il governo degli Stati Uniti approva questo tipo di missioni super segrete e se ne tiene totalmente fuori. Ma qualcuno deve pur farlo; chi meglio di Lang e Graves, due marines dal grilletto facile che non hanno nulla da perdere? Partiamo con la dovuta presentazione dei protagonisti, poi, vi avviso, sarà il momento delle note dolenti. Lang è grande, grosso e ama le armi d’assalto: la soluzione migliore per gli scontri ravvicinati o gli assalti più disperati. Graves, il suo perfetto complementare, predilige muoversi con discrezione e colpire da lontano con il suo fido fucile di precisione.Durante tutto l’arco della missione ci troviamo a controllare questi due derelitti della società, decidendo in qualunque momento, tramite la semplice pressione del tasto TAB, di passare in prima persona da uno all’altro. Naturalmente è essenziale ponderare la scelta a seconda della situazione e dell’immediato obiettivo da raggiungere.Quando impersoniamo un soldato non dobbiamo scordarci del nostro compagno di battaglia: oltre a comandargli i movimenti e le azioni da eseguire (muovendo il puntatore su oggetti o semplicemente sul terreno e premendo il tasto destro del mouse), è fondamentale non perderlo mai di vista e, se a terra ferito, correre in suo aiuto prima che il fatidico contatore o i proiettili di un nemico nelle vicinanze ne certifichino la morte. Assistenza medica che, peraltro, possiamo chiedere anche noi in caso di necessità e che è rappresentata da un’iniezione speciale in grado di rimetterci subito in piedi (si, ricorda molto Gears of War).I primi problemi (ve l’ho detto che ci saremmo subito arrivati) hanno origine dalla IA dei nemici: questi a volte si nascondono con astuzia dietro ad improvvisate coperture ed escono con rabbia e pericolosità, mentre altre volte sembrano addirittura non accorgersi subito della nostra presenza, regalandoci quel secondo utile a volgere la battaglia a nostro favore. Non brillano neanche per varietà, dando spesso l’impressione di trovarsi di fronte agli stessi avversari superati qualche metro prima. Non è raro, tra l’altro, notare qualche caso di respawn molto fastidioso. Difetti che, a conti fatti, rovinano la qualità generale dei combattimenti, e in un FPS non è proprio poco.Se non altro, Conflict: Denied Ops (CDO da adesso in avanti) ci fa letteralmente girare il mondo: la campagna ci porta da un continente all’altro, facendoci combattere in Siberia come nel deserto africano. Tranne per l’immancabile prologo, inoltre, la scelta della missione da affrontare diventa presto a nostra discrezione. Certo per completare il gioco vanno affrontate tutte, ma in questo modo scegliamo noi il percorso che ci sembra più efficace per proseguire.Queste varianti nell’approccio alla campagna aumentano l’interesse verso l’intero gioco, ma non riescono a mascherarne i limiti, che ben presto diventano palesi: le missioni sono estremamente lineari, gli obiettivi poco originali e, pur senza particolari difetti, la giocabilità non regala mai quello spunto in più, privando costantemente l’azione di quel momento topico che ci immergerebbe negli eventi o che riuscirebbe ad esaltarci (chi ha detto Cod?).Le rare sezioni sui mezzi sono alquanto banali, si limitano a proporci il solito guida, spara, guida ancora, scendi dal carro che ormai abbiamo vissuto in tutte le salse.Le armi sono presenti in grande quantità, riproponendo tutto ciò che ci aspetteremmo da un fps, compresi lanciarazzi ed esplosivi. La piattezza e la ripetitività del resto offerta però portano al rischio concreto che più di un giocatore, se non propriamente appassionato del genere, abbandoni presto il titolo perché privo di mordente. Forse l’unico motivo che vi spingerà a continuare sarà la curiosità di provare nuove armi ed equipaggiamenti, sbloccabili mano a mano che si completano le missioni.Insomma, l’impressione generale è che CDO sia stato pensato e programmato con troppa sufficienza, rendendo di fatto l’idea del doppio personaggio quasi sprecata. A dimostrare questa tesi, basti un esempio: per un buon 80% del tempo necessario a completare la campagna controllerete Lang, che si rivela in grado di gestire la maggior parte delle situazioni…

Cartoline dal mondo. Un po’ sfocate?L’altalena che fin’ora ha caratterizzato questa recensione non si ferma neanche di fronte all’analisi del comparto tecnico. Il motore grafico proprietario di Pivotal Games offre un ottimo sistema di distruzione dello scenario. Possiamo prendercela con molti oggetti, dai più piccoli fino addirittura a qualche struttura, e vederli sbriciolare sotto i nostri proiettili o i nostri razzi: l’effetto particellare scatenato in questi casi è credibile e molto spettacolare. Peccato che gli sviluppatori non abbiano sfruttato a dovere la bella pensata, rendendola abbastanza fine a sé stessa a causa di un incastro non proprio azzeccato nel gameplay. E’ vero che se un nemico usa un tavolo rovesciato come copertura possiamo comunque colpirlo distruggendo prima lo scudo improvvisato, ma è altrettanto vero che troppo spesso i soldati tendono a piazzarsi proprio di fianco ad un barile esplosivo, come se ci invitassero a farli saltare in aria. Altre volte, poi, anche le più spaventose detonazioni non sortiscono alcun effetto su avversari che le subiscono da breve distanza. L’esaltazione iniziale per questo “spacco tutto” scema ben presto, quando ci si rende conto dei suoi limiti progettuali.Il resto del comparto grafico è appena sufficiente. Le texture sono altalenanti ma con qualche tocco di stile hanno il pregio, a volte, di distogliere l’attenzione dalla pochezza generale degli scenari. Si, perché in particolar modo gli spazi aperti appaiono troppo scarni e spogli; migliorano la situazione solo gli insediamenti di nemici e gli interni. I modelli dei personaggi sono poco curati e brillano unicamente per l’ottimo ragdoll, sicuramente uno dei migliori visti ultimamente.Discorso prestazioni: mantenere CDO ad un frame rate accettabile potrebbe non essere cosa semplice. Proprio le frequenti particelle in gioco appesantiscono notevolmente il motore e ci obbligano ad utilizzare una scheda video di fascia medio/alta se non vogliamo perderci gran parte della qualità (?). La configurazione minima, di fatto, è sufficiente solo per l’installazione…Il sonoro propone un doppiaggio in italiano molto enfatizzato: le voci di Lang e Graves non lesinano espressioni forti, mentre risultano più ripetitive le frasi degli avversari. Gli effetti fanno il loro dovere, garantendo la spettacolarità e l’immersione in alcune sezioni con molte esplosioni. Anonime le musiche.

Salvagente multiplayerTralasciando gli immancabili deathmatch e team deathmatch, ovviamente riproposti (gestiti tramite gamespy), concentriamoci sulla modalità che, alla fine, risolleva CDO e lo salva dall’oblio: il co-op.Grazie ai due personaggi la campagna si presta perfettamente ad essere affrontata con un amico e fortunatamente ce ne viene data la possibilità. Oltre allo split-screen in locale, molto intelligente è stata l’implementazione del co-op online. Giocarlo in doppio, ognuno sul proprio PC, è l’unico modo per estrapolare il meglio dal titolo e ne aumenta considerevolmente il divertimento. Il lavoro di squadra in questo caso paga davvero, e tatticamente assume tutt’altro spessore.Merita una menzione anche la modalità Conquista, unico spunto di originalità, affrontabile in mappe che possono ospitare fino a 16 giocatori. Francamente, l’unica modalità multiplayer degna di attenzione oltre al co-op.

HARDWARE

REQUISITI DI SISTEMA MINIMI:Processore: Pentium 4 2.0 GhzRAM: 1 GBScheda video: 128 Mb Ram, compatibile DirectX9Spazio su HD: 7 GBOS: Windows 2000/XP/Vista

REQUISITI CONSIGLIATI:Processore: dual coreRAM: 2 GBScheda video: 256 Mb Ram (Geforce 8600GT, Ati X1900XT)Spazio su HD: 7 GB

MULTIPLAYER

Modalità co-op online per 2 giocatori; Deathmatch, Team Deathmatch e Conquista per 16 giocatori tramite Gamespy

– Varietà di scenari…

– Modalità co-op online

– …dal gameplay ripetitivo

– Campagna piatta

– Diffusi problemi di IA

6.5

Nel mondo dei videogiochi ci sono serie, bisogna ammetterlo, che sono dure a morire. Conflict è una di queste e ogni tanto rispunta provando ad elevarsi definitivamente nell’Olimpo degli fps. Anche stavolta non ci riesce, proponendo un prodotto immediato ma senza particolare carisma, che raggiunge la sufficienza solo perché propone l’utilizzo di due personaggi diversi e grazie alla possibilità di essere affrontato in co-op online. Proprio questa modalità si rivela l’approccio migliore al gioco, quella che consigliamo fin da subito, perché altrimenti solo gli appassionati del genere potrebbero trovare gli stimoli e la voglia per affrontare da soli una campagna piuttosto scialba e piatta.

Per il salto di qualità, l’appuntamento è rimandato al prossimo capitolo.

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