Il costo delle memorie starebbe pesando sempre di più sui conti di Xbox Series X|S. Per ogni console appartenente ai lotti più recenti, Microsoft perderebbe circa 150 dollari: una stima attribuita alle fonti interpellate da Jez Corden, che non trova però conferma nei dati finanziari resi pubblici dalla società.
Il perimetro della cifra è importante. La perdita stimata non riguarderebbe necessariamente tutte le XBOX prodotte nel corso dell'attuale generazione, ma le unità realizzate più di recente. Alla base dell'aumento dei costi ci sarebbe soprattutto il rincaro delle memorie, una componente che avrebbe inciso in modo significativo sul prezzo di produzione dell'hardware.
Neppure il previsto aumento dei prezzi negli Stati Uniti, atteso per agosto 2026, sarebbe sufficiente a riportare in equilibrio ogni console venduta. Stando alle medesime fonti, Microsoft continuerebbe a perdere denaro su ciascuna unità anche dopo il rincaro. Non essendo disponibile un rendiconto ufficiale che confermi la stima, i circa 150 dollari devono comunque essere considerati un'informazione attribuita alle fonti di Corden e non un dato finanziario certificato dall'azienda.
La questione assume un peso particolare guardando a Helix. Microsoft ha presentato la piattaforma come un dispositivo capace di eseguire sia giochi XBOX sia titoli PC, senza però confermare ufficialmente la presenza di Steam. Proprio l'eventuale apertura ai negozi PC potrebbe rendere più difficile sostenere un modello basato sulla vendita dell'hardware in perdita.
Una console tradizionale può infatti essere proposta sotto costo perché il produttore conta di recuperare la sovvenzione iniziale attraverso le vendite dei giochi, gli abbonamenti e le commissioni applicate agli acquisti effettuati nel negozio proprietario. Su un dispositivo più aperto, invece, una parte di questi ricavi può spostarsi altrove. Se gli utenti di Helix scegliessero di comprare i propri giochi su Steam, Microsoft non incasserebbe le commissioni sul software necessarie a compensare almeno in parte il costo dell'hardware.
Alcuni documenti interni, dichiarati come ottenuti e verificati, offrirebbero un ulteriore elemento di contesto. Circa il 75% dei possessori di Xbox Ally risulterebbe abbonato a Game Pass Ultimate o PC Game Pass. Il dato suggerirebbe che una larga parte degli utenti del dispositivo mantiene già un legame economico diretto con l'ecosistema Microsoft attraverso uno dei suoi servizi in abbonamento.
Il quadro cambierebbe sensibilmente tra gli utenti non abbonati. Fra i possessori di Xbox Ally che non hanno Game Pass e non possiedono già una console Xbox, solo circa il 2% effettuerebbe acquisti sul negozio XBOX per PC. Anche queste percentuali non sono state confermate pubblicamente da Microsoft e vanno quindi trattate come informazioni provenienti dai documenti interni dichiarati come verificati.
Nel complesso, le cifre mettono in evidenza il nodo economico di Helix: vendere un dispositivo sotto costo può funzionare quando giochi, abbonamenti e commissioni restano all'interno dello stesso ecosistema. Un'apertura più ampia ai negozi PC ridurrebbe invece la capacità di recuperare la perdita iniziale, soprattutto nel caso degli utenti che non risultano già legati a XBOX attraverso una console o un abbonamento.