Come riportato nelle scorse ore, un nuovo State of Play di Sony potrebbe andare in onda già questa settimana. A suggerirlo sono due delle fonti più affidabili dell’industria, Nate the Hate e Jeff Grubb, che hanno entrambi lasciato intendere un livestream fissato per il 12 febbraio. Nulla è ovviamente ancora ufficiale, e come sempre i piani interni possono cambiare all’ultimo momento, ma quando certi nomi iniziano a convergere sulla stessa data, il sospetto diventa qualcosa di più concreto.
Negli ultimi anni, prevedere il contenuto delle presentazioni PlayStation è diventato un esercizio rischioso. Gli State of Play possono oscillare parecchio in termini di ritmo, peso e ambizione, alternando showcase solidi ad altri decisamente più interlocutori. Detto questo, alcune presenze sembrano piuttosto probabili.
Titoli come Marathon, Resident Evil Requiem e Saros sono attesi a breve e rappresentano candidati ideali per nuovi trailer o aggiornamenti sullo stato dei lavori. Meno probabile, invece, vedere comparire progetti come Fairgames o 4Loop, soprattutto considerando che Sony ha già svelato la scorsa settimana Horizon Hunters Gathering, il nuovo progetto multiplayer ambientato nell’universo Guerrilla. Ma non solo: potremo avere anche novità lato PS Plus (qui trovate gift card in sconto).
Resta però una porta socchiusa per le sorprese. Da tempo circola il rumor su uno spin-off di God of War in chiave 2.5D Metroidvania, e questo potrebbe essere il contesto giusto per una prima apparizione. Non è escluso nemmeno un aggiornamento su ciò che team come Firesprite hanno in cantiere, considerando il lungo silenzio che li avvolge.
Sony, va ricordato, tende a dosare con attenzione i suoi first-party: in genere uno o due titoli PlayStation Studios per evento, non di più. Meglio quindi tenere basse le aspettative per evitare delusioni preventivate.
Il problema non è tanto cosa mostrerà Sony, quanto come. Negli ultimi mesi PlayStation sembra aver perso il controllo del proprio racconto, spezzettando annunci e rivelazioni senza una vera regia. Se questo State of Play esiste davvero, sarà l’ennesimo banco di prova: o un altro contenitore riempitivo, o finalmente un segnale di direzione.