Dopo oltre vent’anni, uno dei JRPG più particolari dell’era PlayStation 2 torna finalmente a disposizione dei giocatori moderni. Con l’ultimo aggiornamento del catalogo PlayStation Plus Premium, Wild Arms 4 è ufficialmente giocabile su PS4 e PS5, segnando il ritorno di un capitolo spesso dimenticato ma tutt’altro che irrilevante nella storia del genere.
Pubblicato originariamente nel 2006, Wild Arms 4 rappresentava già all’epoca un punto di rottura per la saga. Se i primi capitoli erano fortemente radicati in un’estetica western classica, questo episodio tentava una svolta più moderna, sia sul piano visivo che narrativo. Ambientato sul pianeta Filgaia, un mondo futuristico devastato dalla guerra, il gioco segue le vicende di Jude Maverick, un ragazzo la cui vita cambia radicalmente quando il suo mondo letteralmente “cade dal cielo”.
La narrazione si sviluppa attraverso un viaggio che mescola cospirazioni, conflitti e crescita personale, accompagnando il protagonista insieme a un cast ben definito: la misteriosa Yulie, il mercenario Arnaud e la guerriera Raquel. Una struttura più focalizzata sui personaggi rispetto al passato, che anticipava in parte l’evoluzione narrativa dei JRPG negli anni successivi.
Dal punto di vista del gameplay, Wild Arms 4 introduceva il sistema di combattimento HEX, una meccanica che rompeva la tradizionale impostazione a turni con posizioni fisse. Qui, battaglie e strategie si sviluppano su una griglia composta da esagoni, dove attacchi e abilità influenzano intere aree invece di singoli bersagli. Un approccio più dinamico, che aggiunge profondità tattica senza rinunciare all’identità turn-based.
Non mancavano poi elementi esplorativi: dungeon ricchi di enigmi, sezioni platform e un sistema di abilità che permetteva di interagire con l’ambiente in modo progressivo. Tutti aspetti che contribuivano a rendere l’esperienza più varia e meno lineare rispetto ai predecessori. Eppure, nonostante queste innovazioni, il titolo fu accolto in maniera divisiva.
Alcune scelte di localizzazione nel mercato occidentale, come la rimozione di determinati nemici pur mantenendoli nella lista completabile, generarono frustrazione tra i giocatori più completisti. Inoltre, il cambio di tono rispetto ai primi capitoli non fu apprezzato da tutti, portando il gioco a una valutazione media di 69/100 su Metacritic.
Oggi, però, il ritorno di Wild Arms 4 assume un significato diverso. Non è solo un recupero nostalgico, ma anche un’occasione per rivalutare un capitolo che, pur imperfetto, aveva il coraggio di innovare. La sua presenza nel catalogo Premium apre inoltre la porta a un possibile ritorno anche di Wild Arms 5, completando così un recupero storico della saga.