Il recente annuncio della chiusura dello studio Ubisoft Halifax ha scatenato un'ondata di polemiche nel settore videoludico nordamericano, con il sindacato CWA Canada che ha immediatamente sollevato dubbi sulla tempistica della decisione.
La chiusura arriva infatti a poche settimane dalla formazione del primo sindacato all'interno delle operazioni nordamericane del colosso francese, una coincidenza che sta facendo discutere l'intera industria gaming.
Con 71 dipendenti coinvolti e un team che aveva contribuito a titoli mobile come Rainbow Six Mobile e Assassin's Creed Rebellion, la vicenda riaccende il dibattito sui diritti dei lavoratori in un settore sempre più sotto pressione per le politiche di ristrutturazione aziendale.
La presidente di CWA Canada, Carmel Smyth, non ha usato mezzi termini nel definire la situazione "devastante". L'organizzazione sindacale ha annunciato che perseguirà ogni via legale disponibile per garantire che i diritti dei lavoratori vengano rispettati e che non vi siano state violazioni normative.
Il punto cruciale della questione riguarda la tempistica: secondo la legislazione canadese, è infatti illegale per un'azienda chiudere una sede in risposta alla sindacalizzazione dei dipendenti.
"Ci aspettiamo che Ubisoft ci dimostri che questa decisione non ha nulla a che fare con l'adesione dei dipendenti al sindacato", ha dichiarato Smyth.
La dirigente sindacale ha sottolineato come i lavoratori, le loro famiglie, la popolazione della Nova Scotia e tutti coloro che amano i videogiochi made in Canada meritino risposte chiare.
Jon Huffman, membro del comitato organizzativo del sindacato di Ubisoft Halifax, ha espresso la delusione del team, ribadendo l'intenzione di sostenersi reciprocamente in questo momento difficile.
Dal canto suo, Ubisoft ha respinto fermamente ogni collegamento tra la chiusura dello studio e la formazione del sindacato. Un portavoce della compagnia ha specificato a Gamesindustry.biz che la decisione rientra in una strategia aziendale più ampia, avviata negli ultimi 24 mesi, volta a razionalizzare le operazioni, migliorare l'efficienza e ridurre i costi.
Il publisher francese ha sottolineato il proprio impegno nel supportare i dipendenti colpiti attraverso "pacchetti di liquidazione completi e assistenza aggiuntiva per la carriera".
Lo studio di Halifax, fondato nel 2010, si era specializzato negli ultimi anni nello sviluppo di titoli mobile legati a franchise di punta del catalogo Ubisoft.
Tra i progetti più rilevanti figurano Rainbow Six Mobile, il free-to-play tattico per dispositivi iOS e Android, e Assassin's Creed Rebellion, titolo RPG strategico che ha contribuito a espandere l'universo degli Assassini sulle piattaforme mobili.
La chiusura rappresenta quindi un'ulteriore riduzione della presenza di Ubisoft nel mercato mobile nordamericano, in un momento in cui l'azienda sta affrontando sfide significative su più fronti.