Il primo capitolo della saga di Geralt di Rivia nasconde un segreto che solo ora viene alla luce: il celebre finale con il sicario witcher non era mai stato previsto dal team narrativo originale.
Una rivelazione che non solo getta nuova luce sul processo creativo di CD Projekt RED nei primi anni duemila, ma spiega anche perché The Witcher 2: Assassins of Kings abbia preso una direzione così politica rispetto alle intenzioni iniziali degli scrittori.
La testimonianza arriva direttamente da Artur Ganszyniec, lead story designer del primo The Witcher, che ha appena completato una maratona di 26 video su YouTube dedicati al gioco che ha dato il via a uno dei franchise RPG più importanti dell'industria videoludica.
Ganszyniec ha rivelato che la cutscene finale in computer grafica, quella in cui Geralt difende Re Foltest da un assassino che si scopre essere un witcher, fu aggiunta all'ultimo momento senza coinvolgere il dipartimento narrativo.
Il team di scrittori aveva pianificato un finale completamente diverso: la sequenza precedente, realizzata con artwork statici e voiceover, si concludeva con Geralt che lascia Vizima e la frase del narratore "Cosa accadde poi al witcher? Questa è tutta un'altra storia".
Lì dovevano partire i titoli di coda, con un finale aperto che lasciava ampio spazio interpretativo.
La decisione di aggiungere la cutscene animata venne presa dai vertici aziendali, probabilmente dal board direttivo o da Michał Kiciński in persona, secondo quanto ricostruito da Ganszyniec.
Lo sviluppatore polacco ha spiegato che lo script per questa sequenza aggiuntiva fu creato praticamente senza il coinvolgimento del team narrativo, che all'epoca era concentrato sul finalizzare altri aspetti della produzione e "non stava davvero prestando attenzione" a questa aggiunta dell'ultimo minuto.
Le conseguenze di questa scelta si fecero sentire immediatamente durante lo sviluppo del sequel. The Witcher 2: Assassins of Kings dovette necessariamente seguire il cliffhanger lasciato da quella cutscene, costruendo tutta la sua narrativa attorno all'idea di witcher assassini di re e intrighi politici.
Ganszyniec considera questo un errore, perché la direzione narrativa originale avrebbe permesso di esplorare in profondità l'identità di Geralt, la sua famiglia e il suo passato, elementi che invece vennero sacrificati in favore di una trama fortemente incentrata sulla politica e sulle cospirazioni di corte.
La testimonianza del lead story designer offre uno spaccato raro sulle dinamiche produttive di CD Projekt RED in un'epoca in cui lo studio polacco stava ancora costruendo la propria identità.
Il primo The Witcher, uscito nel 2007, rappresentava un rischio enorme per la compagnia, che all'epoca non aveva l'esperienza né il budget degli studi tripla A occidentali.
Le decisioni prese durante le fasi finali dello sviluppo, spesso sotto pressione temporale ed economica, hanno plasmato l'intera direzione del franchise in modi che nemmeno i creatori avevano anticipato.
Nonostante queste rivelazioni sul travagliato processo creativo, Ganszyniec conclude la sua serie di video esprimendo speranza per il futuro del franchise.