Nel mondo dei videogiochi, poche decisioni narrative hanno generato un dibattito così acceso come la morte di Joel in The Last of Us Part II.
A distanza di anni dall'uscita del gioco, continuano a emergere retroscena sullo sviluppo interno a Naughty Dog, alimentando una discussione che va ben oltre la semplice ricezione del pubblico.
L'ultimo contributo arriva da una ex sviluppatrice dello studio californiano, che ha rivelato come quella scelta drastica avesse diviso profondamente il team prima ancora di arrivare nelle mani dei giocatori.
Si tratta di una finestra rara sui meccanismi decisionali che plasmano le grandi produzioni AAA, e dimostra quanto le scelte creative possano essere sofferte anche dall'interno.
Heather Cerlan, artista che ha lavorato presso Naughty Dog su titoli come The Last of Us e la serie Uncharted, ha rilasciato un'intervista al canale YouTube Kiwi Talkz in cui ha affrontato apertamente la questione.
Alla domanda se lo studio fosse consapevole della potenziale controversia prima della release, Cerlan ha risposto senza esitazioni: "Oh sì, buona parte dello studio pensava: 'Davvero, avete intenzione di...'", interrompendosi per evitare spoiler.
Il riferimento è ovviamente alla morte di Joel nelle prime ore di gioco, uno dei momenti più divisivi nella storia recente del medium.
ATTENZIONE: da questo punto l'articolo contiene spoiler su The Last of Us Part II. Cerlan ha spiegato che il team era sostanzialmente spaccato riguardo alle conseguenze narrative di quella scelta, definendola "controversa anche internamente".
Una dichiarazione che offre una prospettiva inedita su come Naughty Dog abbia gestito una delle sue decisioni di game design più audaci: uccidere il protagonista centrale del primo capitolo nelle prime battute del sequel.
La reazione esterna allo studio fu, se possibile, ancora più turbolenta. Il leak della trama avvenuto prima del lancio ufficiale scatenò un'ondata di indignazione online paragonabile, per intensità e tossicità del dibattito, a quanto accaduto con Star Wars: The Last Jedi.
Parte della community rifiutò categoricamente la direzione narrativa ancor prima di avere il pad in mano, un fenomeno che continua a sollevare interrogativi sull'etica dei leak e sul rapporto tra aspettative dei fan e libertà creativa degli sviluppatori.
Dal punto di vista puramente narrativo, la morte di Joel rappresenta una scelta che molti analisti del settore considerano quasi inevitabile: il suo arco nel primo capitolo si era chiuso con una delle conclusioni moralmente ambigue più potenti dell'intera storia dei videogiochi.
La decisione presa da Joel al Firefly Hospital — sacrificare il futuro dell'umanità per salvare Ellie — aveva esaurito la sua parabola drammatica in modo pressoché definitivo.
Co-creatore del franchise, Neil Druckmann, ha successivamente dichiarato che un vaccino sarebbe stato effettivamente ricavabile dal sacrificio di Ellie, dissipando parte dell'ambiguità che aveva reso quel finale così discusso.
Sul fronte delle prospettive future, vale la pena ricordare che la star di The Last of Us, Troy Baker — voce e volto di Joel — ha dichiarato di recente che "non abbiamo ancora visto l'ultima di Joel", lasciando intendere possibili sviluppi futuri del personaggio, sia tramite Naughty Dog che attraverso altri soggetti.