Nel panorama videoludico del 2025, Metacritic ha stilato la sua consueta graduatoria annuale dei migliori publisher, un appuntamento atteso dagli addetti ai lavori che misura la qualità complessiva della produzione editoriale attraverso le valutazioni della stampa internazionale specializzata.
Quest'anno il risultato ha sorpreso molti: a conquistare la vetta è stata Square Enix, colosso giapponese noto per franchise storici come Final Fantasy e Dragon Quest, che torna in cima alla classifica dopo sedici anni di assenza. Un traguardo che arriva in un momento in cui l'industria videoludica guarda con crescente interesse alle strategie dei grandi publisher nipponici.
Il sistema di valutazione adottato da Metacritic non si limita a calcolare una semplice media dei voti ricevuti, ma incrocia quattro variabili distinte: il metascore medio annuale, la percentuale di titoli accolti positivamente dalla critica, la percentuale di produzioni bocciate e il numero di giochi considerati eccellenti, ovvero quelli che superano quota 90 di punteggio.
Un meccanismo composito che premia la coerenza qualitativa nel tempo, più che il singolo capolavoro isolato.
Square Enix ha chiuso l'anno con 330,5 punti complessivi e una media di 84 su nove titoli pubblicati, tutti accolti con favore dalla critica internazionale. La punta di diamante della lineup è stata Final Fantasy 7 Rebirth nella sua versione PC, che ha raggiunto una media di 90, confermandosi tra i titoli più apprezzati dell'intero anno.
A sostenere ulteriormente il risultato complessivo del publisher giapponese hanno contribuito diverse operazioni di recupero del patrimonio classico, come Dragon Quest I & II HD-2D Remake e Final Fantasy Tactics: The Ivalice Chronicles, entrambi attestati su una media di 88, e SaGa Frontier 2 Remastered, che si è fermato a 81. In pratica Square-Enix ha vinto grazie a remake e remastered.
La strategia del publisher di puntare su remaster e remake di qualità, oltre che su nuove produzioni, si è rivelata vincente sul piano critico. Un approccio che ricorda, per certi versi, quanto fatto da alcune etichette discografiche italiane con la rivalutazione dei classici del passato: non semplice nostalgia commerciale, ma cura autentica nella restituzione di opere storiche a un pubblico contemporaneo.
Al secondo posto si piazza una realtà meno nota al grande pubblico: Gamirror Games, già conosciuta come Gamera Games, con 322,4 punti e una media di 82. Si tratta di un publisher specializzato in produzioni a basso budget che spesso sorprendono per la loro qualità, una nicchia sempre più rilevante in un mercato dominato da blockbuster multimilionari.
Chiude il podio Capcom, con 322,2 punti e una media di 83, segno che il publisher di Osaka continua a consolidare la propria reputazione critica.
Scorrendo la classifica completa, la top 10 vede posizionarsi Thunderful con 306,8 punti e una media di 78, seguita da Microsoft con 305,7 punti e una media di 80. Sesta posizione per Take-Two con 304 punti e media 79, settima per Sega con 303,9 punti e media 80.
Electronic Arts si piazza all'ottavo posto con 302,9 punti e una media di 79, mentre Dotemu conquista il nono posto con 302,2 punti e una media di 81. Chiude la graduatoria Raw Fury con 301 punti e media 79.
La distribuzione dei punteggi rivela una classifica in cui le distanze tra i publisher sono contenute, con appena una trentina di punti a separare il primo dall'ultimo della top 10. Un dato che suggerisce come, nel 2025, la qualità media delle produzioni videoludiche si sia mantenuta su livelli relativamente omogenei tra i principali attori del settore, rendendo ancora più significativo il primato di Square Enix.