Un uomo è stato ricoverato in ospedale dopo un intervento chirurgico a seguito di una sparatoria avvenuta nel parcheggio di un supermercato a Indianapolis, nello stato dell'Indiana.
La causa scatenante dell'episodio non è stata una rapina né una lite legata alla criminalità organizzata, ma una disputa per l'acquisto di carte del gioco di scambio Pokémon.
L'episodio, verificatosi sabato 11 aprile poco prima delle 19 ora locale, riaccende il dibattito su una bolla speculativa che, nel mondo del collezionismo di carte, sembra non volersi sgonfiare.
Il dipartimento di polizia metropolitana di Indianapolis è intervenuto dopo una chiamata d'emergenza che segnalava un'aggressione nel parcheggio di un supermercato Kroger, catena molto diffusa negli Stati Uniti paragonabile per dimensioni a grandi insegne della grande distribuzione europea.
Giunti sul posto, gli agenti hanno trovato un uomo con ferite da arma da fuoco. Un uomo è stato fermato, anche se non è ancora confermato che si tratti dell'autore dello sparo.
A ricostruire la dinamica degli eventi è stato un testimone oculare che stava uscendo dal negozio: ha raccontato di aver assistito a un alterco tra due uomini nei pressi di un distributore automatico di carte Pokémon, culminato in un pugno e poi nella sparatoria.
Secondo quanto riferito, la miccia che ha innescato tutto sarebbe stata la classica "fila saltata": uno dei due avrebbe accusato l'altro di essersi intromesso davanti a lui nell'attesa per acquistare le carte dal distributore.
Il capitano della polizia Don Weilhamer ha commentato l'accaduto con parole che lasciano poco spazio all'interpretazione: ha definito la situazione "totalmente ridicola", precisando che non si è trattato di un tentativo di furto ma di un litigio verbale degenerato.
Ha riconosciuto che certe carte hanno un valore economico considerevole, ma ha sottolineato come questo non giustifichi in alcun modo il ricorso alla violenza armata.
Per chi non frequenta questo mercato, può sembrare incredibile che simili episodi possano accadere per delle carte illustrate. Eppure il mercato del Pokémon TCG — sigla che sta per Trading Card Game — è da anni teatro di tensioni crescenti.
I distributori automatici dedicati vengono riforniti con cadenza molto irregolare, e questo spinge i collezionisti e i rivenditori a lunghe attese che sfociano facilmente in situazioni di alta tensione quando qualcuno percepisce una violazione delle regole non scritte della fila.
La vittima è stata trasportata d'urgenza in ospedale, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico. Le sue condizioni sono state definite gravi ma stabili.
Non è la prima volta che Kotaku e altri media specializzati documentano episodi di violenza legati alla corsa alle carte Pokémon: in passato si erano registrate risse a mani nude tra scalper — i cosiddetti "bagarini" del collezionismo — e acquirenti. Questa volta, però, si è passati a un livello ben più preoccupante.
Il problema di fondo resta irrisolto: The Pokémon Company ha più volte promesso di aumentare la produzione per soddisfare una domanda che continua a superare l'offerta, ma i rifornimenti sul mercato restano insufficienti.
Finché questa scarsità artificiale alimenterà la speculazione e la frustrazione dei collezionisti, episodi come quello di Indianapolis rischiano di ripetersi. Con la differenza, tutta americana, che negli Stati Uniti le armi da fuoco sono legalmente accessibili a gran parte della popolazione.