Sony starebbe iniziando a preoccuparsi seriamente dei costi produttivi legati ai suoi studi first-party più importanti, con particolare attenzione ai progetti di Bungie e Naughty Dog. A riportarlo è il giornalista di Bloomberg Jason Schreier, intervenuto sui social per chiarire alcune indiscrezioni emerse nelle ultime ore.
Tutto nasce da una discussione relativa a Destiny 3, progetto che secondo diversi rumor non sarebbe mai entrato realmente in produzione a causa delle enormi spese richieste. Un utente ha accusato Sony di usare due pesi e due misure: da una parte lo stop a Bungie per questioni economiche, dall’altra anni di sviluppo concessi senza particolari pressioni a Naughty Dog.
Schreier ha risposto spiegando che la situazione sarebbe molto più complessa e che, in realtà, Sony avrebbe problemi anche con i costi sostenuti da Naughty Dog. Il giornalista ha però precisato di non aver mai detto che il colosso giapponese sia “furioso” con lo studio di The Last of Us, ma semplicemente che le spese produttive sempre più elevate rappresentano ormai un tema centrale all’interno di PlayStation Studios.
La questione non sorprende più di tanto se si osserva la situazione attuale di Naughty Dog. Lo studio californiano non pubblica un vero titolo inedito dal 2020, anno di uscita di The Last of Us Part II. Da allora, il team si è limitato principalmente a remaster e conversioni, tra cui The Last of Us Part I, la remaster di The Last of Us Part II e la collection PS5 di Uncharted 4 e Lost Legacy.
L’unico progetto completamente nuovo annunciato ufficialmente resta Intergalactic: The Heretic Prophet, mostrato ai The Game Awards ma ancora avvolto nel mistero. Proprio i lunghissimi tempi di sviluppo starebbero alimentando dubbi e riflessioni interne in Sony, soprattutto considerando che PS5 compirà sei anni a novembre e Naughty Dog non ha ancora pubblicato un nuovo gioco originale sulla console.
Situazione diversa ma altrettanto delicata quella di Bungie, reduce da anni complicati tra il supporto continuo a Destiny 2 e il rilancio di Marathon. Secondo Schreier, Sony starebbe monitorando con estrema attenzione i budget dei grandi progetti live service, soprattutto dopo alcune difficoltà incontrate dal publisher nel settore multiplayer.
Il tema dei costi, del resto, è diventato centrale per tutta l’industria AAA moderna. Sviluppare blockbuster richiede ormai investimenti enormi, cicli produttivi lunghissimi e team giganteschi, con il rischio concreto che anche un singolo flop possa trasformarsi in un problema economico enorme perfino per aziende come Sony, come dimostra la morte controversa di Joel, capace di dividere persino Naughty Dog durante lo sviluppo.