Il caso dei licenziamenti di massa in Rockstar Games ha assunto contorni sempre più controversi dopo che un tribunale del lavoro britannico ha reso pubbliche le prove utilizzate dall'azienda per giustificare il licenziamento per "grave condotta" di 34 dipendenti.
Le informazioni emerse dall'udienza preliminare presso il Glasgow Employment Tribunal rivelano un quadro in cui conversazioni apparentemente innocue su Discord sono state trattate come violazioni della sicurezza aziendale, sollevando interrogativi sul confine tra diritti dei lavoratori e protezione della proprietà intellettuale nell'industria videoludica.
Secondo quanto riportato da People Make Games, che ha potuto visionare la documentazione non coperta da restrizioni di pubblicazione, Rockstar ha identificato come "top secret" una conversazione tra dipendenti riguardante una nuova politica interna che limitava a cinque il numero massimo di persone che potevano assentarsi contemporaneamente.
Nel thread, un lavoratore menzionava che l'azienda aveva giustificato la restrizione citando difficoltà nell'organizzare una sessione di playtest con 32 giocatori, un dettaglio che Rockstar considera informazione riservata su un servizio live non ancora annunciato.
L'interpretazione dell'azienda sulla gravità di queste comunicazioni appare particolarmente severa. La testimonianza di Jennifer Kolbe, head of publishing di Rockstar, classifica una discussione sul numero di giocatori previsti per un servizio online come "caratteristica materiale" del titolo non ancora rivelata pubblicamente.
Questo approccio trasforma dettagli tecnici emersi in contesti lavorativi quotidiani in segreti commerciali la cui divulgazione giustificherebbe il licenziamento immediato.
Particolarmente emblematico è il caso di un dipendente licenziato sulla base di un singolo messaggio in cui dichiarava l'assenza di crunch nel dipartimento QA di Rockstar North.
L'affermazione completa recitava: "Niente di quanto ho sentito in North QA! Vi terrò aggiornati se qualcosa cambia." Secondo Kolbe, questa comunicazione conteneva "informazioni sui modelli di lavoro del team" che potrebbero "indicare la fase di sviluppo di Grand Theft Auto 6" e "minare la collaborazione di squadra".
L'evidenza presentata ha anche rivelato l'identità del giornalista che Rockstar accusava di "infiltrarsi" nel server Discord dell'Independent Workers' Union of Great Britain.
Si tratta di Scott Alsworth, game writer e narrative designer con oltre un decennio di esperienza presso Bohemia Interactive e fondatore dello studio Cerberus Creative. Alsworth era presente nel server non come infiltrato, ma come rappresentante eletto della sezione Game Workers dell'IWGB.
Rockstar ha giustificato la propria preoccupazione citando sei articoli scritti da Alsworth per The Morning Star tra il 2022 e il 2025, incluso un editoriale su Grand Theft Auto pubblicato dopo il rinvio di GTA 6.
L'azienda ha sostenuto che il suo coinvolgimento sindacale rappresentasse un "rischio legittimo" per la sicurezza delle informazioni, confondendo apparentemente l'attività giornalistica occasionale con un'attività di spionaggio industriale.
Il barrister Andrew Burns, rappresentante di Rockstar, aveva inizialmente richiesto che i messaggi relativi a queste "informazioni confidenziali" non venissero letti in tribunale.
Tuttavia, l'assenza di una formale richiesta di restrizioni sulla pubblicazione delle prove depositate ha permesso a People Make Games di accedere alla documentazione completa attraverso un appuntamento presso il tribunale.
Questo caso evidenzia tensioni crescenti nell'industria videoludica tra le esigenze di riservatezza delle produzioni AAA e i diritti fondamentali dei lavoratori di discutere condizioni di lavoro e organizzarsi sindacalmente.
La categorizzazione di discussioni su politiche di ferie e sessioni di testing come "altamente confidenziali e commercialmente sensibili" solleva questioni su quanto le clausole di non divulgazione possano legittimamente limitare la comunicazione tra dipendenti su aspetti ordinari del loro impiego.
L'udienza preliminare ha respinto la richiesta di interim relief presentata dai dipendenti licenziati, ma il procedimento completo presso l'Employment Tribunal proseguirà.