C'è una domanda che circola tra i fan storici di Resident Evil da quando la serie ha abbandonato le sue radici: e se tornassimo alle inquadrature fisse?
Un videogiocatore appassionato ha provato a rispondere in modo concreto, realizzando un video che mostra come apparirebbe Resident Evil Requiem con quella prospettiva così caratteristica dei primi capitoli della saga.
Per chi non ha vissuto l'era dell'originale PlayStation, vale la pena ricordare cosa si intende per telecamera fissa: nei primissimi Resident Evil, la visuale non seguiva il personaggio in modo dinamico, ma era ancorata a posizioni prestabilite, come in un film di Dario Argento dove il regista sceglie ogni singolo angolo per massimizzare la tensione.
Era una limitazione tecnica dell'epoca, certo, ma Capcom la trasformò in un elemento di design straordinariamente efficace, capace di generare suspense attraverso ciò che il giocatore non poteva vedere.
Il progetto è opera dello YouTuber Gaming With Griff Griffin, che ha chiarito subito come non si tratti di una vera mod per abilitare la telecamera fissa — al momento non esiste nulla del genere per Requiem.
Invece, ha utilizzato uno strumento di modifica per posizionare manualmente la videocamera in punti specifici, spostare il personaggio attraverso l'area, poi fermarsi e reimpostare l'angolazione in una nuova posizione.
Un lavoro artigianale e laborioso, che però riesce nell'intento di evocare visivamente quell'atmosfera retrò.
Il video si divide in due sezioni distinte: una dedicata alle sequenze di Grace nel Rhodes Hill Care Center, l'altra alle parti con Leon nell'edificio del dipartimento di polizia.
Ed è proprio guardando questi spezzoni che emergono i limiti strutturali dell'esperimento.
Nella parte con Grace, c'è un momento in cui il personaggio viene circondato da un gruppo di zombie e l'inquadratura fissa rende impossibile mirare correttamente alla minaccia. Il giocatore finisce per sparare verso il basso, mancando completamente i bersagli e venendo sopraffatto.
È la dimostrazione più evidente che Requiem è stato costruito architettonicamente attorno a una telecamera mobile, e forzarlo in una prospettiva diversa produce risultati goffi, se non del tutto ingiocabili.
Significativo anche ciò che il video omette: le sequenze di Leon, notoriamente più orientate all'azione rispetto a quelle di Grace, non mostrano alcun combattimento.
È lecito supporre che Griffin abbia scelto deliberatamente di non includere quel materiale, probabilmente perché il risultato era ancora meno convincente.
I giochi moderni di Resident Evil sono progettati con una fluidità di movimento e una dinamica degli scontri che presuppongono il controllo diretto della telecamera da parte del giocatore.
Eppure, nonostante tutti questi limiti pratici, l'esperimento lascia un retrogusto di nostalgia difficile da ignorare. La domanda vera non è se Requiem funzioni con le inquadrature fisse — evidentemente no — ma se Capcom potrebbe un giorno sviluppare un nuovo capitolo della serie pensato fin dall'inizio attorno a quella filosofia visiva.
Un titolo spin-off costruito da zero con quella prospettiva, senza i compromessi di un adattamento forzato, potrebbe recuperare lo spirito dei capostipiti della serie mantenendo la qualità produttiva contemporanea.
Sarebbe un esperimento coraggioso, e probabilmente molti fan storici lo accoglierebbero come un ritorno a casa.