Resident Evil potrebbe prima o poi cambiare scenario in modo molto più netto di quanto visto finora. Non c'è ancora un annuncio formale, ma dalle parole arrivate dal team emerge una possibilità che i fan della saga horror discutono da anni: un capitolo ambientato in Giappone.
A parlarne è stato Masato Kumazawa, producer di Resident Evil Requiem, rispondendo a una domanda sul futuro della serie e sui luoghi che Capcom potrebbe esplorare nei prossimi episodi. Il punto non è una conferma immediata, ma un'apertura interessante da parte di chi lavora direttamente sul franchise.
Secondo Kumazawa, un'ambientazione giapponese è qualcosa a cui molti fan locali hanno pensato, e anche il team di sviluppo avrebbe considerato l'idea. Per una saga nata in Giappone ma quasi sempre proiettata verso scenari occidentali, sarebbe un cambio di prospettiva notevole.
Il producer ha spiegato anche che la cronologia di Capcom non è rigida come potrebbe sembrare. Resident Evil ha già giocato con salti temporali, personaggi invecchiati e segmenti ambientati in epoche diverse, quindi un futuro capitolo potrebbe piegare tempi e luoghi in base alle necessità narrative.
Il discorso si inserisce in un momento in cui Resident Evil Requiem continua a far discutere anche per i suoi contenuti extra, segno che il nuovo episodio sta già alimentando domande non solo su ciò che arriverà nel breve periodo, ma anche sulla direzione più ampia del marchio.
Una scelta giapponese avrebbe un peso particolare anche per il genere. Dopo anni di città americane, villaggi europei, isole remote e laboratori segreti, Resident Evil potrebbe sfruttare folklore, architetture urbane e paesaggi più vicini alla sensibilità del suo team originale senza diventare necessariamente un horror diverso.
È importante però restare sul terreno dei fatti: Capcom non ha annunciato un nuovo Resident Evil ambientato in Giappone. Le parole di Kumazawa indicano una possibilità presa in considerazione, non un progetto già svelato o una promessa al pubblico.
Proprio per questo la dichiarazione è interessante. Non anticipa un reveal imminente, ma mostra che il tema esiste dentro la conversazione creativa della serie. E per un franchise così longevo, sapere quali idee siano ancora sul tavolo aiuta a capire quanto margine di trasformazione ci sia dopo Requiem.
Se Resident Evil dovesse davvero arrivare in Giappone, la sfida sarebbe doppia: rispettare l'identità survival horror che lo ha reso riconoscibile e, allo stesso tempo, evitare un cambio di scenario usato solo come superficie esotica, anche perché Capcom ha già spinto sulla difficoltà estrema con la sfida brutale con Leon. È lì che una nuova ambientazione potrebbe diventare più di una semplice curiosità.