PlayStation Store compie 20 anni e Sony ha scelto di celebrare il traguardo affidandosi ai ricordi degli sviluppatori. Autori provenienti da PlayStation Studios e da team di terze parti hanno indicato un gioco uscito nell'arco degli ultimi due decenni che li ha conquistati oltre ogni aspettativa.
La selezione pubblicata sul PlayStation Blog non vuole stabilire quali siano i migliori giochi di sempre. Al centro ci sono invece le opere entrate quasi in punta di piedi e poi diventate memorabili grazie a un'idea, una storia o una costruzione ludica particolarmente efficace.
Naoki Hamaguchi, director della serie Final Fantasy VII Remake, ha scelto Balatro. Il poker roguelike lo ha coinvolto con regole immediatamente riconoscibili, una progressione capace di far crescere continuamente i punteggi e combinazioni che trasformano ogni partita in una nuova rincorsa.
Per Jonathan Burke di Santa Monica Studio, la sorpresa è stata Dragon Quest XI: Echi di un'era perduta, apprezzato per il fascino del mondo, dei personaggi e di una storia capace di cambiare direzione quando il percorso sembra ormai chiaro. Il collega Ramone Russell ha invece indicato God of War del 2018, lodando il modo in cui l'avventura ha affiancato all'azione temi come paternità, lutto, identità e rottura dei cicli tossici.
La capacità di nascondere più livelli sotto una prima impressione semplice torna nella scelta di Arne Meyer di Naughty Dog. Inscryption lo ha conquistato combinando carte, modificatori e una narrazione misteriosa che chiede al giocatore di interpretarne gradualmente struttura e significato.
Marcus Smith di Insomniac Games ha scelto Inside, un'opera senza dialoghi né interfaccia tradizionale che insegna a giocare attraverso una regia quasi invisibile. Bruno Velazquez di Santa Monica Studio si è invece lasciato sorprendere da Sayonara Wild Hearts: pur non essendo attirato abitualmente dai rhythm game, ne ha apprezzato stile, musica e ritmo fino alla conclusione della storia.
C'è spazio anche per due simboli della storia PlayStation. Nicolas Doucet, studio director di Team Asobi, ha ricordato Shadow of the Colossus per la solitudine eroica, gli scontri contro creature gigantesche e una colonna sonora rimasta nell'immaginario. Il remake è tornato recentemente al centro dell'attenzione anche grazie a una forte offerta sul PlayStation Store.
Gregory Louden di Housemarque ha infine scelto Uncharted 2: Il covo dei ladri. La successione di scene spettacolari, il valore produttivo e il carisma del cast riuscirono, secondo il creative director, perfino a superare l'attesa creata dalle dimostrazioni precedenti al lancio. Il gioco resta uno dei riferimenti dell'era PS3, mentre titoli della stessa generazione continuano a far discutere quando cambiano disponibilità sul negozio digitale.
Le otto scelte raccontano così un catalogo molto diverso per generi, dimensioni e generazioni: da produzioni indipendenti come Balatro e Inside ai grandi blockbuster firmati dagli studi Sony. Il filo comune non è la fama, ma la capacità di ribaltare le aspettative e lasciare un ricordo più profondo del previsto.
Per accompagnare l'anniversario, PlayStation ha inoltre annunciato uno showcase dedicato ai 20 anni del suo store digitale, con promozioni e una raccolta curata di giochi. Un modo per trasformare i ricordi degli sviluppatori in un invito a riscoprire titoli che, ancora oggi, possono sorprendere nuovi giocatori.