La reazione al piano di PlayStation per abbandonare progressivamente i dischi continua a crescere. La petizione online intitolata Don't Kill the Disc: Tell Sony to Keep Physical PlayStation Games ha raggiunto 213.022 firme, diventando il riferimento principale della protesta contro la scelta annunciata da Sony.
La raccolta firme risulta anche in cima alla pagina Trending di Change.org, dove figura come la petizione con più adesioni raccolte negli ultimi sette giorni. Il dato mostra quanto il tema dei giochi fisici stia mobilitando una parte molto ampia della community, tra giocatori, collezionisti e addetti ai lavori legati alla distribuzione tradizionale.
Il caso nasce dall'intenzione di Sony di interrompere la produzione dei dischi per i nuovi giochi PlayStation a partire dal 2028. Secondo il piano comunicato, le nuove uscite sulle piattaforme della compagnia passerebbero al digitale tramite PS Store, mentre le copie acquistabili nei negozi fisici conterrebbero un codice da riscattare sulla console.
La petizione più seguita è stata promossa da Jade Pearce, proprietaria e CEO del rivenditore canadese PNP Games. Il suo appello era partito da poco più di 9mila firme, per poi salire a 124.149 adesioni il 6 luglio e superare la soglia delle 213mila firme nel nuovo aggiornamento.
Nella campagna, Pearce richiama anche il precedente dell'E3 2013, quando Sony aveva puntato molto sulla possibilità di comprare, prestare, rivendere e conservare i giochi PlayStation su disco. La critica centrale riguarda il passaggio da un prodotto fisico posseduto dall'utente a una licenza digitale legata all'accesso allo store e alle politiche della piattaforma.
Il dissenso non si limita a una sola iniziativa. Sono state segnalate almeno 15 petizioni diverse contro la decisione, con promotori e sostenitori provenienti da diversi Paesi, tra cui Portogallo, Paesi Bassi, Regno Unito, Stati Uniti, Danimarca e Svizzera. Anche i canali social di PlayStation sono stati investiti da molti messaggi contrari dopo la ripresa delle pubblicazioni ufficiali.
Tra le preoccupazioni citate rientrano la conservazione dei giochi, il mercato dell'usato, la libertà di prestare o regalare una copia e l'impatto su negozi, distributori e attività collegate alla vendita fisica. Per Sony, il nodo riguarda una transizione che sembra ormai indirizzata verso il digitale; per una parte consistente del pubblico, invece, il disco resta una forma concreta di controllo sull'acquisto.