Ci sono voci che bastano da sole a dare peso a una scena. Quella di Sir Patrick Stewart (scomparso purtroppo proprio a ottobre di quest'anno) appartiene a questa ristretta categoria: formazione shakespeariana, timbro inconfondibile, una capacità di scandire le parole che trasforma anche una riga di dialogo ordinaria in qualcosa di solenne. Non sorprende, quindi, che il mondo dei videogiochi abbia cercato di accaparrarselo fin dai primi anni Novanta, quando il doppiaggio nei giochi era ancora un territorio sperimentale e spesso malgestito.
Il suo debutto risale al 1993, con un ruolo da sovrano in un classico RPG dell'epoca: una performance storicamente importante ma penalizzata da una direzione vocale ancora acerba. Da lì in avanti, la strada è stata tutta in salita (nel senso migliore del termine), passando per i panni che il pubblico gli associa istintivamente, dal Capitano Jean-Luc Picard al Professor Xavier, fino a personaggi creati appositamente per il medium videoludico, come l'antagonista di una celebre rivisitazione del mito di Dracula.
Il caso più celebrato resta probabilmente quello dell'Imperatore Uriel Septim VII: poche scene, un prologo che è entrato nella memoria collettiva di un'intera generazione di giocatori di ruolo, un premio vinto e perfino una dichiarazione dell'attore stesso, che l'ha definita una delle sue esperienze preferite in assoluto. Un ruolo breve, eppure capace di sopravvivere intatto fino al remaster arrivato anni dopo.
Ma la parte più interessante della nostra classifica riguarda i progetti più piccoli: puzzle game dal tono surreale, adattamenti letterari, produzioni indie che hanno saputo sfruttare il suo talento da narratore molto meglio di certi blockbuster. In cima, non a caso, non troverete un colosso da milioni di copie, ma un delicato titolo polacco in cui la voce di Stewart diventa il vero motore emotivo dell'esperienza.
Tra ruoli da villain, mentori saggi, imperatori morenti e maghi dei Forgotten Realms, la galleria completa ripercorre trent'anni di carriera dietro al microfono, con dieci tappe che raccontano quanto un grande attore possa cambiare la percezione di un videogioco. Scorretela fino in fondo: e grazie di tutto, Sir Patrick!