Le vendite dei giochi first-party di Sony stanno attraversando una fase molto diversa rispetto ai fasti dell'era PS4. Secondo una recente analisi basata sui dati finanziari dell'azienda, le produzioni interne PlayStation hanno registrato una significativa contrazione nel corso della generazione PS5, arrivando a vendere quasi la metà delle copie rispetto ai risultati ottenuti all'inizio del ciclo vitale della console.
Nel corso dell'anno fiscale 2020, trainata da uscite del calibro di The Last of Us Part II, Ghost of Tsushima e successivamente Marvel's Spider-Man: Miles Morales, Sony riuscì a totalizzare circa 58,4 milioni di copie vendute per i suoi titoli first-party. Un risultato favorito anche dal periodo pandemico, che portò milioni di persone a trascorrere più tempo a casa e ad avvicinarsi al mondo dei videogiochi.
Da allora, tuttavia, la situazione è cambiata sensibilmente. Negli anni successivi le vendite delle produzioni interne hanno mostrato una progressiva flessione, fino a raggiungere quota 28,4 milioni di copie nell'anno fiscale 2024, praticamente la metà rispetto ai numeri registrati all'inizio della generazione.
Nel corso dell'ultimo anno fiscale si è registrata una lieve ripresa, con circa 32,1 milioni di copie vendute, grazie soprattutto all'arrivo di produzioni importanti come Death Stranding 2 e Ghost of Yōtei. Nonostante ciò, il divario rispetto ai risultati ottenuti durante gli anni migliori dell'ecosistema PlayStation resta evidente.
Uno dei motivi principali individuati dagli analisti riguarda la strategia adottata da Sony negli ultimi anni. Diversi studi interni di primo piano, tra cui Naughty Dog e Guerrilla Games, hanno trascorso gran parte della generazione concentrandosi su remaster, remake, aggiornamenti e progetti ancora non pubblicati, riducendo inevitabilmente il numero di nuove proprietà intellettuali e blockbuster originali disponibili sul mercato.
Paradossalmente, il problema sembra riguardare esclusivamente le produzioni first-party. I dati mostrano infatti che le vendite complessive di giochi su PS5 continuano a crescere grazie all'ottimo rendimento delle produzioni third-party. In altre parole, gli utenti PlayStation stanno acquistando più videogiochi rispetto al passato, ma una quota sempre minore di questi appartiene direttamente ai PlayStation Studios.
La situazione potrebbe però cambiare nei prossimi anni. Sony ha finanziato oltre 120 progetti durante il ciclo vitale di PS5 e molti studi stanno finalmente iniziando a mostrare i risultati di anni di sviluppo. Titoli come Intergalactic: The Heretic Prophet, i nuovi progetti di Santa Monica Studio e le future produzioni first-party potrebbero rappresentare la spinta necessaria per invertire la tendenza.
Personalmente ritengo che questi numeri vadano letti con attenzione. È vero che le vendite delle esclusive PlayStation sono diminuite rispetto all'epoca PS4, ma è altrettanto vero che lo sviluppo dei videogiochi AAA richiede oggi tempi molto più lunghi rispetto al passato. Più che una crisi delle produzioni first-party, sembra il sintomo di una generazione caratterizzata da cicli produttivi sempre più complessi e costosi.
La vera prova arriverà nei prossimi due anni: se Sony riuscirà finalmente a pubblicare con maggiore regolarità le grandi esclusive attualmente in sviluppo, questi dati potrebbero cambiare rapidamente.