Quando Naughty Dog mostrò per la prima volta Intergalactic: The Heretic Prophet, molti pensarono che lo studio californiano avesse finalmente deciso di spezzare l’incantesimo che da anni la lega ai suoi franchise storici. Un’ambientazione spaziale, una nuova IP, un cambio di tono netto: sulla carta sembrava l’inizio di un nuovo ciclo creativo. Ma, come spesso accade, l’entusiasmo iniziale ha dovuto fare i conti con la realtà dei tempi e delle strategie commerciali.
Le ultime indiscrezioni parlano chiaro: Intergalactic non sarà presente ai The Game Awards 2025. A confermarlo sono insider solidi come Jeff Grubb, che ha spento ogni speranza sul reveal durante lo show. Non solo: anche le voci che parlavano di un’uscita nel 2026 sono state smentite, prima da Jason Schreier su Reddit e poi ribadite da Shpeshal Nick. Secondo queste fonti, il gioco non uscirà prima del 2027.
Il che solleva una domanda inevitabile: qual è la strategia di Sony? Perché posticipare così tanto un progetto definito internamente come “content-complete”? Le risposte possibili sono varie, ma la più plausibile è anche la più pragmatica: il 2026 sarà un anno affollatissimo. GTA 6, Wolverine e Saros domineranno il mercato, rischiando di soffocare la visibilità di una nuova IP ancora tutta da costruire.
Ecco perché la finestra più sensata diventa il 2027. Naughty Dog sembra non avere alcuna fretta. Lo studio ha già manifestato l’intenzione di sviluppare Intergalactic come un universo narrativo più ampio, con sequel e possibili adattamenti televisivi. Un investimento a lungo termine che richiede tempismo chirurgico, non un lancio affrettato.
Per il momento, dunque, non aspettatevi novità. Intergalactic resterà un oggetto misterioso, sospeso tra ambizione creativa e una gestione strategica che mira a valorizzarlo nel momento più favorevole. Continuerà a vivere come un nome sussurrato, una promessa a lungo termine che si nutre più di silenzi che di trailer, e che forse proprio grazie a questa attesa potrà costruire un’aura di fascino e curiosità. Un progetto che preferisce crescere nell’ombra, accumulando aspettative invece di consumarle troppo presto.