Saints Row potrebbe essere definitivamente morto. A dirlo non è un rumor qualunque, ma Chris Stockman, storico design director della serie, che nelle ultime ore ha espresso tutto il suo pessimismo sul futuro del franchise.
Già lo scorso anno Stockman aveva raccontato di essere al lavoro su una proposta per riportare Saints Row alle sue radici, cercando di recuperare quell’identità sopra le righe e anarchica che aveva distinto i capitoli più amati. Oggi, però, il tono è drasticamente cambiato. In un messaggio condiviso su Discord e poi rilanciato sui social, lo sviluppatore ha dichiarato: “Credo che il franchise sia morto, purtroppo”, aggiungendo di aver provato a offrire una via concreta per il rilancio, senza però ricevere risposte da Embracer.
Il colpo più duro era arrivato già nel 2023, quando Volition, studio storico della saga, era stato chiuso da Embracer Group dopo il deludente andamento commerciale del reboot del 2022. Quel capitolo non era riuscito a replicare il successo dei predecessori, lasciando il brand in una posizione estremamente fragile.
Secondo Stockman, competere direttamente con Grand Theft Auto non è più realistico. L’ombra di Grand Theft Auto 6, in arrivo il 19 novembre 2026 su PlayStation 5 e Xbox Series X|S, rende il confronto ancora più impietoso. Tuttavia, lo sviluppatore sottolinea che non serve essere “il numero uno” per avere successo: basterebbe puntare su un’identità chiara, su un’esperienza più compatta e focalizzata, senza inseguire per forza il modello Rockstar.
Il problema, a quanto pare, non sarebbe solo creativo ma anche strutturale. Stockman ha lasciato intendere che Embracer non avrebbe attualmente la capacità o la volontà di investire nel marchio, chiudendo di fatto ogni spiraglio di rilancio nel breve periodo.
Ad oggi non risultano nuovi progetti legati a Saints Row in sviluppo, e con la dissoluzione di Volition il brand appare sospeso in una sorta di limbo industriale.
Dal mio punto di vista trovo amaro vedere Saints Row ridotto a un ricordo, perché al netto degli ultimi passi falsi rappresentava un’alternativa più irriverente e meno seriosa al colosso Rockstar. È vero che inseguire GTA sarebbe stato suicida, ma forse proprio abbracciando fino in fondo la propria follia il franchise avrebbe potuto ritagliarsi uno spazio diverso. Se davvero è finita così, è l’ennesima dimostrazione di quanto poco margine ci sia oggi per le seconde possibilità nell’industria AAA.