L’attesa di GTA 6 continua inesorabile, visto che al momento in cui scrivo novembre è ancora abbastanza lontano. Ma c’è una domanda molto più concreta che dovremmo farci: come si aspetta bene GTA 6?
Aspettare male significa logorarsi, mentre spettare bene vuol dire capire cosa rende quell’esperienza così unica e, nel frattempo, esplorare declinazioni diverse dello stesso desiderio: libertà e caos.
Sì, lo so, non esistono cloni perfetti di GTA. Esistono giochi che intercettano una parte di quel sogno. E se li guardiamo con gli occhi giusti, possono trasformare l’attesa in un viaggio, non in una frustrazione.
Poco sotto ve ne elenco ben 6 che secondo me possono aiutarvi a ingannare il tempo che ci separa dal prossimo Grand Theft Auto.
Cyberpunk 2077
C’è stato un momento in cui Cyberpunk 2077 (che trovate super scontato qui) è diventato il simbolo dell’hype tradito. Poi il tempo, le patch e l’espansione hanno fatto il loro lavoro. Oggi Night City è una delle metropoli digitali più stratificate, vive e credibili che il medium abbia prodotto.
Non è Los Santos, non è Vice City. Ma è una città che respira. È un organismo verticale, sporco, seducente, spietato. Se GTA 6 promette di spingere ancora più in là la simulazione urbana, Cyberpunk 2077 è il miglior laboratorio per abituarsi a un’idea di open world dove la città non è solo sfondo, ma personaggio.
Qui la criminalità è intima, quasi esistenziale. Non c’è la satira feroce e televisiva di Rockstar, ma una riflessione più malinconica sul potere, sul denaro, sul corpo come merce. È un GTA filtrato attraverso Blade Runner, dove il caos è meno ironico e più tragico.
Giocarlo oggi significa riscoprire il piacere di perdersi in una metropoli digitale senza chiedersi continuamente “ma GTA lo farà meglio?”. Significa accettare che l’attesa può essere un’occasione per ampliare il proprio immaginario, non per restringerlo.
Red Dead Redemption 2
Sì, è sempre Rockstar. Red Dead Redemption 2 (recuperatelo qui se vi va) è probabilmente la prova più concreta di cosa GTA 6 potrebbe diventare in termini di densità sistemica. Non per l’ambientazione, ovviamente, ma per l’approccio. Il dettaglio maniacale, la volontà di rallentare il ritmo, la costruzione di un mondo che esiste anche quando il giocatore non lo guarda.
Aspettare GTA 6 passando da qui significa capire che Rockstar non è solo caos e satira, ma anche contemplazione e rigore. Il West di Arthur Morgan è un mondo che reagisce, che osserva, che punisce. È un ecosistema morale prima ancora che ludico.
Se GTA 6 saprà fondere questa maturità narrativa con la follia urbana della serie principale, allora ci troveremo davanti a qualcosa di enorme. Nel frattempo, Red Dead Redemption 2 è il promemoria che la libertà non è solo fare ciò che vuoi, ma farlo in un mondo che ti guarda negli occhi.
Mafia: Terra Madre
Se GTA è la parodia del sogno americano, Mafia è la sua elegia tragica. Mafia: Terra Madre (che trovate scontato a questo indirizzo) è lineare dove GTA è dispersivo, controllato dove GTA è anarchico. Ma proprio per questo è un ottimo contrappunto. Ti ricorda che dietro le sparatorie e gli inseguimenti c’è sempre una storia di potere, di ascesa e caduta, di compromessi morali.
Aspettare GTA 6 con Mafia significa allenarsi a guardare la criminalità non solo come sandbox, ma come racconto. Come costruzione di atmosfera, come messa in scena.
La Sicilia di Terra Madre non è vasta come Los Santos, ma è coerente, compatta. È il promemoria che non serve sempre più grande, serve più significativo. E se GTA 6 riuscirà a coniugare vastità e intensità narrativa, sarà anche perché altri giochi hanno continuato a lavorare su quella dimensione.
Watch Dogs 2
Watch Dogs 2 (che trovate a pochi euro qui) è stato sottovalutato. Forse perché arrivava dopo un primo capitolo troppo serio, forse perché Ubisoft non gode del carisma quasi mitologico di Rockstar. Eppure la sua San Francisco colorata, hacker e scanzonata è una delle interpretazioni più intelligenti del concetto di open world urbano.
Qui la ribellione è digitale, ironica, a tratti punk. È un GTA che ha deciso di sostituire il cinismo con l’irriverenza. Dove la serie Rockstar affonda il coltello nella società americana, Watch Dogs 2 la prende in giro con meme e droni.
Aspettare GTA 6 con questo titolo significa riscoprire il piacere della creatività sistemica. Le missioni possono essere affrontate in modi diversi, l’approccio stealth convive con il caos, e la città è un parco giochi tecnologico.
Non sarà perfetto, ma è uno dei pochi giochi che ha provato davvero a dialogare con l’idea di metropoli interattiva senza limitarsi a imitarla.
Saints Row
Se GTA è satira, Saints Row è caricatura. Il reboot del 2022 (che trovate scontato qui) ha diviso, spesso deluso, ma rimane un esempio interessante di come si possa estremizzare la formula fino a trasformarla in parodia di sé stessa. È il lato B della medaglia: quello che accade quando il caos diventa identità assoluta.
Aspettare GTA 6 giocando a Saints Row significa capire, per contrasto, cosa rende Rockstar così difficile da imitare. Non basta l’open world, non bastano le armi, non basta la libertà. Serve equilibrio. Serve scrittura. Serve un mondo che sembri plausibile anche quando è sopra le righe.
Saints Row è l’eccesso. È la dimostrazione che la libertà senza struttura rischia di diventare rumore. E proprio per questo è utile: perché ci ricorda che GTA funziona quando dosa, quando alterna, quando sorprende.
Sleeping Dogs
Sleeping Dogs (avvistabile ancora qui) è uno di quei giochi che il tempo ha reso più affascinanti. Ambientato in una Hong Kong vibrante e brutale, mescola arti marziali, infiltrazioni e drama criminale con un’identità forte.
Non è vasto come GTA, ma è denso. Non è satirico, ma è intenso. È un open world che punta sulla fisicità, sui combattimenti corpo a corpo, su una narrazione che mette il protagonista al centro di un conflitto morale autentico.
Aspettare GTA 6 con Sleeping Dogs significa ricordarsi che la formula può essere declinata in mille modi culturali. Non esiste solo l’America caricaturale di Rockstar. Esistono altre città, altre mafie, altre tensioni.
E forse è proprio questo il punto: l’attesa non deve essere un conto alla rovescia sterile, ma un percorso di esplorazione. Ogni gioco citato intercetta un frammento di quell’idea gigantesca che è GTA. Nessuno la esaurisce, nessuno la sostituisce.
GTA 6 arriverà con il peso di un’industria sulle spalle. Sarà idolatrato nel giro di pochi giorni. Ma noi, nel frattempo, possiamo fare una scelta più intelligente: non trasformare l’attesa in idolatria passiva.
Possiamo sporcarci le mani con altre città, altre storie, altri sistemi. Possiamo accettare che l’open world non è un monolite, ma un linguaggio. E che Rockstar ne è forse il poeta più celebre, ma non l’unico autore.
Se GTA 6 sarà davvero il nuovo standard, lo scopriremo a novembre. Ma nel frattempo abbiamo sei modi per ricordarci perché amiamo perderci in una città virtuale, rubare un’auto digitale e sentirci, anche solo per qualche ora, padroni di un mondo che esiste solo sullo schermo. Senza infrangere alcuna legge, ovviamente.