Helldivers 3 avrebbe senso soltanto se fosse abbastanza diverso dal predecessore da permettere ai due giochi di convivere. È la posizione di Johan Pilestedt, direttore creativo di Arrowhead Game Studios, che ha confermato l'assenza di piani per un terzo capitolo e descritto come lo studio sta distribuendo le proprie risorse.
Il 95% dello studio è concentrato su Helldivers 2, mentre un piccolo gruppo sta realizzando il prototipo del prossimo gioco, ancora da annunciare. La squadra conta circa 150 persone: il lavoro sul nuovo progetto procede quindi accanto al supporto dello sparatutto cooperativo, che assorbe la grande maggioranza del personale.
Sul fronte organizzativo, Pilestedt vuole che la società cresca secondo le proprie condizioni e sappia quando fermarsi. Il creativo ha citato la tendenza di molti team a raddoppiare le dimensioni subito dopo un grande successo, contrapponendole la volontà di scegliere autonomamente il ritmo di espansione e il momento in cui interromperla.
La sua idea di continuità parte dall'esperienza dei giocatori: un seguito azzera il percorso e impone di ricominciare, mentre sostenere lo stesso titolo può trasformarlo in una passione duratura, sul modello di LEGO o Warhammer. Pilestedt immagina una comunità nella quale trascorrere molto tempo, ma anche ritrovare divertimento e compagnia dopo un'assenza di mesi o anni.
In questa visione, sono gli utenti a far vivere il progetto: invitano gli amici, producono meme e alimentano la partecipazione. Pilestedt li considera il motore del gioco e critica gli studi che li trattano come un'occasione di guadagno a breve termine. Una comunità attiva, sostiene, può rendere superfluo il ricorso a un seguito.
Il dirigente ha inoltre descritto un'industria in preda al panico perché i vecchi espedienti dei live service non funzionerebbero più. Il principale concorrente di un terzo episodio sarebbe proprio il secondo: da qui la scelta di investire nel miglioramento continuo dell'esperienza esistente, preservando lo slancio costruito attorno al gioco.
La serie ha già affrontato una trasformazione sostanziale: il passaggio dal primo al secondo capitolo ha sostituito la visuale dall'alto con l'azione in terza persona. A questo cambio di prospettiva si è accompagnata una maggiore attenzione alla fisica e alla credibilità nella gestione delle armi.