GTA 6 non è soltanto il progetto più atteso di Rockstar Games: è anche il risultato di oltre otto anni di sviluppo, cambi di direzione e crescita dello studio. Un ampio reportage di Bloomberg firmato da Jason Schreier ricostruisce il percorso che ha portato il gioco dalla sua prima, gigantesca concezione alla versione attesa nei negozi.
All'inizio il progetto, conosciuto internamente come Project Americas, puntava a rappresentare vaste aree del Nord e del Sud America. Rockstar ha poi ridotto il perimetro per concentrarsi su Vice City e sullo stato di Leonida, privilegiando la densità del mondo e la qualità delle interazioni rispetto a una mappa ancora più estesa.
La lunga gestazione dipende anche da Red Dead Redemption 2. Rockstar sperava inizialmente di portare avanti i due giochi in parallelo, ma l'open world western assorbì gran parte delle risorse e dei responsabili più esperti. Nel frattempo l'azienda è cresciuta in modo enorme: dai 2.441 dipendenti del 2018 è arrivata a 4.711 persone distribuite in dodici uffici.
Dopo l'uscita di scena di figure storiche come Dan Houser, la guida dello sviluppo è stata condivisa da Rob Nelson, Aaron Garbut e Phil Hooker. Secondo la ricostruzione, una fase iniziale fu segnata da dubbi sulla visione complessiva e da discussioni sul confine tra realismo e divertimento. Il team valutò persino quanto dovessero essere dettagliate azioni quotidiane come comprare una birra o scegliere gli ingredienti di un panino, senza che ciò confermi la presenza di ogni idea nel gioco finale.
La pandemia complicò ulteriormente il lavoro, interrompendo per un periodo le sessioni di performance capture e rendendo più difficile coordinare una squadra in rapida espansione. Il cuore creativo rimase però chiaro: il rapporto fra Jason e Lucia. La sfida tecnica era permettere ai protagonisti di condividere il mondo aperto con naturalezza, incontrandosi, conversando, facendo attività insieme e reagendo agli imprevisti.
Questo approccio dovrebbe dare alla storia una componente emotiva più vicina a quella di Red Dead Redemption 2, pur conservando la satira e il caos tipici di Grand Theft Auto. Rockstar ha investito molto anche nei personaggi secondari: per produrre la quantità di dialoghi e situazioni desiderata è nato a Los Angeles un gruppo dedicato a scrittori, produttori e registi degli NPC.
La costruzione di Leonida è passata anche da un'estesa ricerca sul campo. Gli sviluppatori hanno visitato Miami e altre aree della Florida, osservato locali notturni, raccolto fotografie aeree e lavorato con ex agenti di polizia. L'obiettivo era rendere credibili non soltanto gli scenari, ma anche folle, musica, illuminazione e piccoli eventi capaci di deviare l'attenzione del giocatore da una missione.
Proprio la quantità di sistemi interconnessi aiuta a spiegare i rinvii. La data è scivolata prima dal 2025 a maggio 2026 e poi al 19 novembre 2026. I vertici non indicano un singolo problema decisivo: molte parti semplicemente non avanzavano alla velocità sperata e rispettare le scadenze avrebbe richiesto compromessi. Durante una visita a fine settembre, lo studio era concentrato sulla correzione dei bug, mentre i preordini di GTA 6 alimentavano già aspettative da record.
Il reportage affronta anche la cultura aziendale. Dopo le critiche legate allo sviluppo di Red Dead Redemption 2, Rockstar sostiene di aver ridotto il ricorso al crunch attraverso più assunzioni, una pianificazione più stretta e compensazioni in riposi o retribuzione aggiuntiva. Diversi dipendenti descrivono condizioni migliorate, pur senza affermare che gli straordinari eccessivi siano scomparsi del tutto.
Resta controverso l'obbligo di lavorare in ufficio cinque giorni su cinque, motivato dall'azienda con esigenze di sicurezza. Le fughe di informazioni del 2022 e dell'agosto 2026 hanno comunque colpito il morale interno. Sullo sfondo prosegue inoltre la disputa sui 34 licenziamenti contestati da un gruppo sindacale: Rockstar parla di condivisione di informazioni riservate, mentre i lavoratori respingono questa ricostruzione.
Non esiste invece una cifra ufficiale per il budget. Rockstar ha smentito alcune stime estreme, ma GTA 6 appare destinato a essere uno dei videogiochi più costosi mai realizzati. Il peso commerciale è altrettanto eccezionale, anche se le previsioni su copie vendute e ricavi restano proiezioni e non risultati acquisiti.
L'eredità più importante potrebbe arrivare dopo il lancio. I responsabili spiegano che motore, strumenti e squadra costruiti per GTA 6 dovrebbero consentire di produrre nuovi contenuti più rapidamente, senza dover rifare da zero le fondamenta tecnologiche. Per ora Rockstar non annuncia il prossimo progetto e mantiene il riserbo anche sul futuro online; allo stesso modo, la possibile uscita PC a inizio 2027 rimane priva di conferma ufficiale.