Il modding su PC continua a regalare sorprese straordinarie alla community dei giocatori, e l'ultima novità riguarda uno dei titoli più iconici della storia del gaming: il primo Grand Theft Auto originale sta per ricevere un trattamento Path Tracing grazie alla tecnologia RTX Remix di NVIDIA.
Il modder noto come gabdeg ha condiviso i primi screenshot work-in-progress di questo progetto, aprendo una finestra affascinante su come la grafica a ray tracing integrale possa trasformare un gioco che ormai ha quasi trent'anni di storia alle spalle.
I primi tre screenshot pubblicati mostrano lo stato attuale del lavoro, ancora lontano dalla versione definitiva ma già indicativo del potenziale della tecnologia.
Ancora più interessante è lo screenshot comparativo condiviso dal modder: sulla sinistra il GTA con Path Tracing attivo, sulla destra la versione vanilla originale. Il risultato è sorprendente perché, pur introducendo illuminazione volumetrica e ombre dinamiche tipiche del ray tracing, la mod riesce a preservare l'estetica e l'art style dell'originale, senza snaturarne l'identità visiva.
C'è qualcosa di paradossalmente affascinante nel vedere il Path Tracing applicato a giochi costruiti attorno agli sprite 2D, una tecnica grafica che ricorda quanto fatto con i primissimi Doom e Doom 2. Né Grand Theft Auto né Doom furono mai concepiti per essere illuminati con tecnologie di simulazione fisica della luce, eppure il risultato ha un suo peculiare fascino estetico che molti nella community trovano genuinamente interessante.
Chi non lo apprezzasse può semplicemente ignorarlo: si tratta di una mod gratuita, non di un remaster ufficiale con prezzi da giustificare. Al momento non esiste una data di rilascio per questa mod, e gabdeg non ha fornito indicazioni sui tempi di completamento.
Il progetto di gabdeg su GTA 1 rimane uno da tenere d'occhio: quando sarà disponibile, rappresenterà uno degli esperimenti visivi più curiosi mai realizzati con RTX Remix, portando tecnologia grafica da gaming moderno ad alto livello su un titolo che definì un intero genere open world nei tardi anni '90.