Goro Abe, director della serie WarioWare e figura centrale nello sviluppo di uno dei franchise più originali di Nintendo, ha ufficialmente lasciato l'azienda di Kyoto alla fine di febbraio 2026, abbandonando completamente l'industria videoludica per intraprendere una nuova carriera accademica.
La notizia è stata confermata dallo stesso Abe tramite un post su X, suscitando grande sorpresa tra i fan e gli addetti ai lavori, soprattutto in un momento in cui Nintendo si trova già a fare i conti con un significativo ricambio generazionale nel suo organico creativo.
Abe ha trascorso oltre venticinque anni all'interno di Nintendo, dopo una breve esperienza presso Ascii nel 1996.
Entrato nella grande N nel 1999, il suo contributo iniziale fu quello di programmatore su Wario Land 4 per Game Boy Advance, ma fu con il primo capitolo della serie WarioWare che il suo talento si manifestò in tutta la sua ampiezza: Abe si occupò contemporaneamente di game design, grafica e programmazione dei microgame, quei freneticissimi minigiochi della durata di pochi secondi che costituiscono l'anima del franchise.
La carriera di Abe in Nintendo è di fatto coincisa con la storia stessa della serie WarioWare, di cui ha seguito praticamente ogni capitolo principale come director: da WarioWare Inc: Mega Party Games su GameCube fino ai più recenti WarioWare: Get it Together! e WarioWare: Move It! su Nintendo Switch, passando per le versioni su GBA, DS, Wii, Wii U e 3DS.
Un percorso che copre quasi ogni piattaforma prodotta da Nintendo negli ultimi due decenni, testimonianza di quanto Abe fosse radicato nel DNA creativo dell'azienda.
La scelta di Abe è significativa: invece di fondare uno studio indipendente o passare a un altro publisher, ha optato per il mondo accademico, unendosi al neonato Game and Social Design Program dell'Università Elettrocomunicazioni di Osaka, un istituto privato della sua città.
Una transizione che potrebbe portare benefici concreti alla prossima generazione di sviluppatori giapponesi, che avranno accesso diretto all'esperienza di chi ha plasmato uno dei franchise Nintendo più amati dalla community.
La partenza di Abe si inserisce in un quadro più ampio e preoccupante per i fan storici della casa di Kyoto. Nintendo sta attraversando un momento di profondo ricambio generazionale, con numerose figure storiche che hanno lasciato o si avvicinano all'uscita.
A gennaio era stato rivelato che sia Hideki Konno, noto per il suo contributo a Mario Kart e a Yoshi's Island, sia Kensuke Tanabe, che aveva lavorato su Super Mario Bros 2 e 3 e sull'intera serie Metroid Prime, avevano entrambi raggiunto la pensione a 60 e 62 anni rispettivamente.
Il fenomeno riguarda una vera e propria generazione di autori formatisi nell'era Famicom e Super Famicom: Shigeru Miyamoto, padre di Super Mario, ha oggi 72 anni; il director di Super Metroid Yoshio Sakamoto ne ha 65; il designer Mario Takashi Tezuka 64; il compositore Koji Kondo 63; il boss della serie Zelda Eiji Aonuma 62; e il designer di Super Mario Kart Tadashi Sugiyama 66.
Si tratta di nomi che hanno definito il gaming moderno così come lo conosciamo, e la loro progressiva uscita di scena solleva interrogativi concreti su come Nintendo gestirà la transizione creativa nei prossimi anni.