La Buster Sword di Cloud Strife è probabilmente una delle armi più iconiche dell'intera storia videoludica, ma pochi sanno che il team di sviluppo di Final Fantasy 7 Remake ha seriamente valutato di ridimensionarla per renderla più realistica.
Una scelta che avrebbe potuto cambiare radicalmente la percezione di uno dei personaggi più amati di Square Enix, ma che alla fine è stata saggiamente accantonata.
Il director Naoki Hamaguchi ha recentemente svelato i retroscena di questa decisione durante un'intervista, confermando che l'identità visiva del franchise aveva la priorità assoluta rispetto al realismo.
Durante lo sviluppo di Final Fantasy 7 Remake, il team si è trovato di fronte a un dilemma progettuale non da poco. La spada gigantesca brandita da Cloud con una sola mano sollevava questioni legate alla credibilità fisica del personaggio, specialmente considerando l'approccio fotorealistico adottato per il remake.
"C'era questo aspetto legato al peso e al modo in cui Cloud la maneggia con una mano che sembrava poter indebolire il senso di realismo", ha spiegato Hamaguchi, secondo una traduzione condivisa dalla community su X.
La discussione interna a Square Enix ha portato a considerare una versione ridimensionata della Buster Sword, più in linea con le proporzioni di un'arma medievale reale. Tuttavia, il rischio di alienare i fan storici della saga era troppo elevato.
"Era semplicemente troppo iconica, e se l'avessimo trasformata in una spada normalissima, i giocatori non l'avrebbero accettata", ha ammesso il director. Una valutazione che si è rivelata azzeccata, considerando l'accoglienza calorosa riservata al remake dalla community.
La decisione di rimanere fedeli all'originale si è dimostrata vincente anche dal punto di vista commerciale e culturale. "Alla fine siamo rimasti fedeli all'OG. Un'intera nuova generazione si è innamorata di questa spada, quindi penso sia stata la scelta giusta", ha concluso Hamaguchi. Un approccio conservativo che contrasta con la tendenza di molti remake moderni a stravolgere elementi iconici per inseguire un presunto realismo.
Nel corso della stessa intervista, realizzata insieme a Guillaume Broche (director di Clair Obscur: Expedition 33), Hamaguchi ha fornito anche aggiornamenti sostanziali su Final Fantasy 7 Remake Part 3.
Secondo il director, l'esperienza di gioco principale sarebbe ormai quasi completa, con il team attualmente impegnato nella fase di rifinitura e polish. "Onestamente, vorrei davvero che tutti potessero giocarlo il prima possibile", ha dichiarato, pur sottolineando la necessità di perfezionare ogni aspetto prima del lancio.
Un dettaglio particolarmente interessante riguarda la filosofia progettuale della trilogia. Hamaguchi ha esplicitamente affermato che il team "non ha mai inteso rendere tutte e tre le parti simili tra loro come esperienza di gioco".
Una dichiarazione che lascia presagire cambiamenti significativi nel gameplay del capitolo conclusivo, probabilmente legati alla parola chiave "Highwind" che il director ha menzionato come elemento centrale del terzo episodio.
"Per quanto riguarda la terza parte, introdurre nuove esperienze di gameplay e una nuova scala è fondamentale per il successo del progetto. 'Highwind' è certamente una parola chiave importante in questo senso, non c'è dubbio", ha anticipato Hamaguchi.
Per chi conosce l'originale, il riferimento all'aeronave del party suggerisce un'espansione significativa della componente esplorativa e forse l'introduzione di meccaniche di volo vero e proprio..