Eternal Darkness: Sanity’s Requiem potrebbe trovare in Nightdive Studios un alleato per tornare sulle scene. A riaccendere le speranze è un messaggio di Stephen Kick, amministratore delegato dello studio, che ha risposto alla richiesta di un fan sui social in occasione del venticinquesimo anniversario di GameCube. Non si tratta dell’annuncio di un remaster.
«Eternal Darkness è uno dei miei giochi preferiti di sempre e merita il trattamento che so che Nightdive Studios è capace di offrirgli», ha scritto Kick, aggiungendo un invito: «Tenete d’occhio i nostri Deep Dives». Il riferimento è ai lunghi video pubblicati dallo studio su YouTube, dedicati all’approfondimento dei progetti a cui lavora.
La squadra, di proprietà di Atari, si è specializzata nel recupero di videogiochi del passato attraverso conversioni e remaster che ne aggiornano la presentazione visiva preservandone l’impostazione originale. Nel suo percorso figurano capitoli di System Shock, Quake, Doom e Turok, oltre a Heretic + Hexen e Thief: The Dark Project. Quando possibile, il lavoro coinvolge anche gli sviluppatori originali.
I contatti con Nintendo hanno già una storia: nel 2022 Kick aveva raccontato le difficoltà incontrate nel convincere la società a collaborare con sviluppatori esterni, nonostante discussioni su diversi giochi. Tra le proposte figurava un remaster di GoldenEye 007, poi accantonato dalla casa giapponese, che scelse invece di portare l’originale su Nintendo Switch Online.
Sviluppato da Silicon Knights e pubblicato su GameCube nel 2002, il survival horror mette il giocatore nei panni di personaggi appartenenti a diverse epoche storiche. La loro salute mentale può deteriorarsi, attivando un sistema di alterazioni percettive che Nintendo arrivò a proteggere con un brevetto. Proprio questa meccanica contribuì a renderlo un titolo di culto.
Gli effetti della follia spaziano da rumori appena percepibili e inquadrature inclinate a pareti sanguinanti e statue che sembrano muoversi. Nei momenti più estremi, il gioco infrange la quarta parete simulando problemi che coinvolgono direttamente chi impugna il controller: può far credere di aver azzerato i progressi oppure di aver disattivato l’audio del televisore.
Nonostante le recensioni positive, le vendite contenute accompagnarono un percorso senza seguito. Per anni si discussero progetti per un secondo capitolo, ostacolati dai problemi interni dello sviluppatore; anche una successiva campagna di finanziamento collettivo per un erede spirituale non andò a buon fine. Silicon Knights chiuse infine nel 2014.